M.Zeda (2156m)

30/09/2007

Luogo di partenza: Alpe Archia

 

Difficoltà escursione: T/E

 

Dislivello: 1732m complessivi di cui 866m in salita. (Alpe Archia 1290m – Passo Folungo 1369 – Pian Vadà 1711 – M.Zeda 2156m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 4,5 / 5 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Escursione adatta a tutti, bambini compresi, anche per la sua lunghezza richiede comunque un minimo allenamento. E’ richiesto l’uso di scarponi da montagna e abbigliamento adeguato, soprattutto se si effettua la gita in una giornata ventosa.

Se l’ascesa non presenta nessuna difficoltà nel periodo estivo altrettanto non si può dire se effettuata con la neve, in tal caso è richiesto l’uso di scarponi impermeabili, ghette, racchette e un minimo di esperienza.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si seguono le indicazioni per Premeno e poi per Pincavallo, ove vi è l’ospedale auxologico. Giunti all’ospedale si prosegue in direzione dell’alpe Archia, quindi si imbocca la strada sterrata sulla destra, la quale dopo aver aggirato monte Spelavera conduce all’alpe Archia, dove si lascia l’auto. Il tratto sterrato potrebbe non risultare comodo se si guida un’automobile bassa.

 

L’escursione: Imboccata la strada sterrata decido di non percorrerla fino all’alpe Archia in quanto è piuttosto dissestata, cosicché proseguo fin dove riesco, dopodichè parcheggio la macchina per proseguire a piedi. Ho aggiunto circa venti minuti di cammino, in compenso mi godo con calma il panorama, che da questa parte è dominato dal Limidario. In breve raggiungo l’Alpe Archia e quindi comincio ad alzarmi seguendo la gippabile fino al passo Folungo, dal quale si vede il Lago Maggiore coperto dalla foschia.

Da qui vi sono due itinerari possibili per andare verso la vetta. A destra si segue la mulattiera, ampia e comoda che sale con lunghi tornanti, se siete escursionisti alle prime armi consiglio di seguire questo itinerario.

Viceversa dal passo Folungo è possibile salire tagliando per i pratoni verso il Monte Vadà, sempre su sentiero tracciato. Rispetto alla mulattiera tale itinerario è più breve e ripido, ma sempre ben segnalato. Scelgo di seguire quest’ultimo itinerario ed in breve inizio a prendere quota passando al fianco di trincee e fortificazioni facenti parte della linea Cadorna fino ad intersecare la mulattiera.

Da qui seguo la mulattiera che compie un lungo traversone sulla costa della montagna, dietro la curva appare la Zeda, oggi prematuramente innevata e coperta da un nuvolone che sembra proprio non volerla abbandonare. Alla mia sinistra il lago Maggiore

 

 

Il timido ramo Sud del lago Maggiore appare  in lontananza in tutta la sua grandezza

 

Giungo quindi al Pian Vadà e poco dopo mi ritrovo proprio sotto la cresta della Zeda, manca un ultimo, lungo strappo per giungere in vetta.

La neve comincia a diventare abbondante e a tratti ne trovo più di cinquanta centimetri. La mulattiera prosegue sulla costa della montagna e salendo con comodi tornanti effettua il giro della vetta per poi attaccarla da Sud-Ovest.

Un sentiero invece sale piuttosto ripido seguendo la linea della cresta. Scelgo di seguire la cresta e anche se la neve (a tratti abbondante) mi crea qualche problema riesco comunque a seguire la traccia del sentiero, segnalato con segni di vernice bianco-rossa.

 

 

La cresta innevata della Zeda, una nuvola affettuosa abbraccia la vetta

 

Dopo circa un’oretta dall’ultimo bivio raggiungo la vetta.

In una giornata serena e ventilata la vetta del Monte Zeda è qualcosa di spettacolare, il panorama che si gode su tutto l’arco alpino è a dir poco fantastico. Per la sua posizione strategica la Zeda è forse la montagna più frequentata del Verbano, inoltre si può ammirare il lago Maggiore in tutta la sua grandezza, da Locarno ad Angera, la val Pogallo corre proprio sotto di me, così come si domina la seria di creste dei Corni di Nibbio, ed in fondo la Weissmies, il Monte Leone, la punta della Rossa, il Cervandone. L’anno scorso in una giornata d’oro sono riuscito a vedere persino il Monviso stagliarsi sopra un mare di nuvole.

Ma oggi il tempo non è clemente e la vetta resta avvolta nel mistero, e con essa tutto ciò che non vedo sotto di me.

 

 

Atipica foto del panorama di vetta…Vittorio immerso nella nebbia

 

Dopo aver lasciato un commento sul diario di vetta posto alla base della croce mi concedo una meritata sosta, anche se la temperatura è piuttosto rigida.

Dalla Zeda è possibile, per escursionisti con un po’ di esperienza, seguire la cresta verso Sud e raggiungere pizzo Marona, tuttavia la neve rende la cresta scivolosa e la nebbia fitta impedisce di orientarsi, cosicché decido di rimandare la conquista della Marona ad un’altra volta. Quindi prestando attenzione alla discesa mi incammino verso l’automobile.

 

Escursionista: Vittorio

 

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