19/11/2011
Luogo di partenza: Pian dei Resinelli
Difficoltà escursione: D-
Dislivello: 2018m totali di cui 1009m in salita. Pian dei Resinelli 1298m – Rifugio Carlo Porta 1433m – Attacco 1900m circa – Grignetta 2184m – Pian dei Resinelli 1298m
Tempo di percorrenza dell’escursione: 6,5-7 h totali. La via impegna circa 2,5 - 3 ore.
Raccomandazioni: Via alpinistica su roccia, con passaggi di IV+.
Lunghezza 1, IV+, III, 45 metri
Lunghezza 2, IV, IV+, III+, 40 metri
Lunghezza 3, III, III+, 35 metri
Lunghezza 4, II, III, 35 metri
Lunghezza 5, IV, III, 40 metri
A nostro giudizio piuttosto sottovalutata e sotto graduata sia per la scarsa chiodatura che per la difficoltà nell’usare friends. Inoltre in molti punti il grado riportato sulle guide ci è sembrato che sottostimasse la realtà.
La roccia è un bel calcare molto appigliato ma non proprio facile da proteggere.
Raggiungere il luogo di partenza: da Lecco si imbocca il tunnel verso Colico e si seguono le indicazioni per la Valsassina, quindi per il pian dei Resinelli, che si raggiunge con numerosi tornanti.
Album fotografico:
L’escursione:
Dopo la sveglia assurda scegliamo di fermarci in un bar per bere un caffè, cercando di svegliarci. Siamo io, Giada, Walter e Sergio. L’argomento della conversazione è ovviamente la via Zucchi al Pilone Centrale della Cresta Segantini: la via che ci stiamo apprestando a fare.
Anche se non si tratta del celeberrimo pilone centrale del Freney io, Sergio e Giada siamo agitaticci comunque, almeno, parlo per me, fino a che il freddo del pian dei Resinelli mi sveglia completamente.
Imbocchiamo il sentiero della direttissima e lo seguiamo, tra catene e scalette, meravigliati da cotanta bellezza.

La Torre Costanza
In effetti è la prima volta che ci ritroviamo in Grigna senza nuvole, senza nebbia e con il sole che splende!
Tra pennacchi e pinnacoli, sbagliamo allegramente canale e al posto del canalone Val Tesa ne risaliamo uno anonimo, che si rivela tutt’altro che banale e che invece presenta caratteristiche alpinistiche che ci fanno scaldare già ben prima di raggiungere l’attacco della via.
Sorvegliati e guidati da Walter, che a un certo punto allestisce una corda fissa, ce la caviamo salendo avventurosamente tutto il canalone, fino ad incrociare, finalmente il sentiero Cecilia.

All’uscita del canalone
Poche centinaia di metri e siamo all’uscita del canale giusto e quindi, all’attacco del Pilone o come lo chiamano in molti, spallone centrale.
Facciamo le cordate: io mi lego a Sergio e Giada con Walter.
Parte Walter che agevolmente supera la prima lunghezza, seguito dal ragnetto Giada. Parto io da primo e dopo qualche metro mi rendo conto che non sarà uno scherzo! Questo sarebbe IV+ ? Forse sì, non sono esperto ma mi sembra duretto…
Sergio mi raggiunge ma non se la sente di darmi il cambio e così riparto.
Sul secondo tiro ne succederanno un po’ di tutti i colori: Giada, partita da prima, si blocca a metà del tiro. La raggiungo e la supero ma la corda si incastra e non ne vuole sapere si salire con me… mi calo su una sosta inventata, sbroglio la corda e finalmente giungo in sosta, seguito a ruota da Giada e Walter che intanto si sono tolti dagli impacci.
Di tempo prezioso ne abbiamo perso ma a giudicare dalle relazioni la parte più dura è andata; sarebbe un peccato rinunciare ora e allora riparto sulla terza lunghezza trovandola tutt’altro che banale ma molto carina!
Andiamo via spediti e in breve sono all’attacco dell’ultimo tiro che descriverò in una parola: bellissimo!

Giada all’uscita della via
Una placca a tacche e buchi, da fare quasi in aderenza e poi via verso l’uscita, dove mi metto in sosta e caccio un urlo.
Presto arrivano Sergio, Walter e Giada e insieme, in conserva, percorriamo la parte finale della Cresta Segantini anche se, per mancanza di tempo, decidiamo di non tirarne l’ultima lunghezza, ripiegando direttamente sulla Cermenati.
Tolta la ferraglia e le scarpette io e Sergio ci concediamo una volata in vetta e poi via verso la macchina lungo la Cermenati; sentiero facile e molto molto frequentato.
Ultima sorpresa della giornata è costituita da una bottiglia di prosecco che Walter ci ha portato e che volentieri ci beviamo in compagnia.
Alpinisti: Vittorio, Giada, Walter, Sergio