Trekking in Valgrande

25/08/2007

Luogo di partenza: Trontano (520 m)

 

Difficoltà escursione: EE

 

Dislivello: 4323m complessivi di cui 2478m in salita. (Trontano 520m – Passo di Basagrana 2070m – Alpe Mottac – 1690m – Pizzo Mottac 1802m – Alpe In La Piana 944m – Alpe Scaredi 1760 m - Val Loana 1153m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 15-16h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: E’ una escursione da effettuare in due giorni, bivaccando all’alpe Mottac o a In La Piana. E’ bene effettuare la gita accompagnati da una persona pratica e conoscitrice della Valgrande. Non bisogna sottovalutare il rischio di perdersi così come sono da valutare attentamente le condizioni metereologiche.

Infine bisogna prestare attenzione alla presenza di vipere. E’ necessario un buon allenamento e il sacco a pelo.

 

Raggiungere il luogo di partenza: dalla superstrada SS33 in direzione Domodossola, si esce a Domodossola e si seguono le indicazioni per Trontano, dopo aver superato un ponte la strada di innalza e dopo poche curve si giunge a Trontano, dove si lascia l’auto.

L’escursione: La gita è stata condotta con la splendida compagnia del CAI, sezione Verbano, organizzatore della gita è stato Franco Ramoni, a cui vanno i miei ringraziamenti. Da Trontano una carrabile sale nel fitto bosco in direzione dell’alpe Parpinasca, la strada è carrabile, tuttavia si necessita di un permesso comunale a pagamento. Dopo aver lasciato quasi tutti i nostri zaini su una jeep che ce li porterà all’alpe Parpinasca, ci incamminiamo tagliando la carrabile seguendo tracce di sentiero non sempre ben visibili. Salendo nel bosco giungiamo all’alpe Parpinasca, dove finalmente possiamo ammirare in tutto il loro splendore le principali vette dell’Ossola (M.Cistella, M.Leone, Weissmies, Punta Clogstafel…). 

 

 

Il folto gruppo di escursionisti si riprende gli zaini e punta verso il Tignolino

 

Dopo aver ricaricato le nostre borracce riprendiamo la salita in direzione del passo di Basagrana, quindi arriviamo alll’alpe Campo, da qui abbandoniamo il sentiero principale che asseconda la costa della montagna per innalzarci sulla costa dei Bagnoli, e dopo averla percorsa in tutta la sua lunghezza, con un ultimo ripido strappo arriviamo al punto più alto dell’escursione: il passo di Basagrana. Situato tra il Monte Togano e il Tignolino da questo punto godiamo una visuale a dir poco sensazionale. I nostri occhi spaziano su gran parte della Valgrande, mentre il lago Maggiore chiude la cornice sullo sfondo, verso Ovest e Nord vediamo la catena delle Alpi in tutta la sua bellezza. E’ una giornata limpida e serena le vette da 4000m sembrano ad un tiro di schioppo. Dopo più di 1500 m di salita ci concediamo una sosta per il pranzo, mentre il Togano e il Tignolino ci tentano da vicino. Entrambe le vette sono raggiungibili dal passo di Basagrana  in circa un’ora di cammino, ma il cammino per il bivacco è ancora lungo, cosicché desistiamo dal tentare l’ascesa ad una vetta.

 

 

La Valgrande dominata dal Pedum, nel bel mezzo della valle si erge il Pizzo Mottac

 

Dopo esserci rifocillati ripartiamo scendendo fino ad intersecare il sentiero che scende dal passo dei tre uomini all'alpe Basagrana. Dopodichè in leggera salita seguiamo la costa del Menta, per percorrere in tutta la sua lunghezza la cresta che conduce verso il Pizzo Mottac. Il sentiero è a tratti scomodo e si articola su numerosi saliscendi, tuttavia il panorama appaga l’occhio. Malgrado questo tratto di escursione non presenti particolari difficoltà è bene non abbassare mai il livello di concentrazione. Dopo circa 2 ore e mezza di marcia (dal passo di Basagrana) raggiungiamo l’alpe Mottac, posto proprio sotto l’omonimo Pizzo. Inutile dire che la voglia di conquistare la vetta vince la stanchezza; cosicché dopo aver posato gli zaini saliamo il ripido ma breve pratone che in pochi minuti ci porta in vetta.

 

 

L’alpe Mottac visto dal pizzo Mottac, tutt’intorno a noi, giace la Valgrande

 

Il pizzo Mottac è forse la vetta più panoramica della Valgrande, non tanto per la sua altezza (piuttosto modesta in verità) quanto per la posizione privilegiata che occupa nella valla. Infatti è situato proprio nel mezzo del parco. La vista, soprattutto in giornate serene come questa, è superba.

Dopo le foto di vetta discendiamo in breve al bivacco dell’alpe Mottac, dove ci prepariamo per la cena e per la notte. Cala il Sole e le tinte del cielo cambiano fino ad oscurarsi. Intorno a noi regna il silenzio mentre si accendono le prime stelle, disturbate solo dal traffico di aerei attorno alla Malpensa. Dopo le chiacchiere del dopocena e le numerose foto all’imbrunire andiamo a letto; stanchi e felici.

La mattina del giorno seguente, dopo una buona colazione, ci rimettiamo in marcia discendendo verso In La Piana, il luogo più caratteristico e fotografato della Valgrande. La discesa si svolge in un fitto bosco, tra alberi maestosi ed enigmnatici. Mi piace ricordare la voce di Roberta mentre dice "che belli questi alberi, sono contorti, proprio come sa esserlo l'animo umano, a volte saggi, altre volte possenti".

Il sentiero è tracciato abbastanza bene e in circa un’ora giungiamo all’alpe In La Piana, proprio quanto il Sole sorge dietro il Pedum. Ricarichiamo la borraccia e si diamo una lavata presso un ruscelletto che scorre nei pressi della Piana, per poi visitare la cascatella del Rio Valgrande, emblema della bellezza del parco.

 

 

L’immagine che è divenuta simbolo della Valgrande

 

Dopo una sosta riprendiamo il cammino verso Est attraversando l’alpe Portatola, La Balma, per innalzarci nel bosco e poi su protoni verso l’alpe Scaredi, ai piedi della panoramica cima della Laurasca, dove sostiamo per pranzare. L’alpe Mottac, visibile, appare davvero lontano, mentre in direzione opposta si vede ai nostri piedi la Val Loana, e più in là la Val Vigezzo, dominata dall’inconfondibile profilo della Pioda di Crana e da Pizzo La Scheggia.

Dopo pranzo ridiscendiamo comodamente la Val Loana ammirando le fornaci per venivano usate per la preparazione della calce. Quindi giunti al fondo della vallata un pullmann ci porta a Druogno, dove tramite la Vigezzina (linea ferroviaria Domodossola – Locarno) arriviamo a Trontano.

Un ringraziamento al CAI Verbano

 

 

Il gruppo al bivacco dell’alpe Mottac

Questa gita è dedicata alla memoria di Roberta, tragicamente scomparsa poche settimane dopo in Valgrande. Malgrado io l'abbia conosciuta solo in questa occasione sono rimasto profondamente colpito e toccato dal suo modo gentile e leggero di apprezzare la montagna; e non solo i grandiosi paesaggi che essa sa offrire ma soprattutto le piccole cose, apparentemente insignificanti ma che in realtà ne costituiscono la vera essenza. Usando parole che appartengono a lei definirei l'umanità come un bosco, i cui alberi appaiono tutti uguali se guardati con gli occhi distratti di passante frettoloso, ma che sotto lo sguardo di chi si sofferma ad osservare assumono una propria ed inconfondibile personalità per rivelarsi "Contorti come solo l'animo umano sa essere".

Vittorio   

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