Monte Sangiatto (2387m)

 

 

09/02/2013

Luogo di partenza: Alpe Devero

 

Difficoltà escursione: BS(A)

 

Dislivello: 757m di salita, (Alpe Devero 1630m – Corte d’Ardui 1760m – Laghi  di Sangiatto 2034m – Monte Sangiatto 2387m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 2 ½ h di salita

 

Raccomandazioni: Gita breve, dal dislivello contenuto ma non banale. Il pendio terminale non è sempre nelle condizioni giuste. Oggi era molto scarico e date le pendenze importanti lo abbiamo salito a piedi con i ramponi.

La discesa sci ai piedi dalla vetta deve essere molto bella nella prima parte ma abbiamo preferito parcheggiare gli sci ai piedi del pendio.

 

Traccia GPS: Clicca con tasto destro e salva con nome: Sangiatto

 

Album fotografico:

 

 

 

 

L’escursione:

Già dalla superstrada, verso Domodossola, le nubi basse schierate in zona Devero-Formazza non lasciano presagire nulla di buono. Capiamo subito che il bel tempo che speravamo è finito altrove e che ci toccherà rinunciare alla salita che avevamo in mente.

Al parcheggio di Devero nevica fine fine e la tanta gente che aveva in programma salite più impegnative si dirige verso le classicone facili: Cazzola, Crampiolo, Corona Troggi, qualcuno tenta comunque di salire ai Piani della Rossa, altri, come noi, ripiegano a destinazione da decidersi, intanto inforcati gli sci salgono da qualche parte.

Noi ci incamminiamo verso Corte d'Ardui e ilaghi di Sangiatto, sperando di concludere qualcosa lassù se il tempo volge al meglio.

 

 

All’alpe Sangiatto

 

All'alpe Sangiatto capiamo che è il caso di rinunciare al Cobernas, troppo brutto e troppa poca la visibilità. Abbastanza buona la Corona Troggi e ... il Sangiatto.

Decidiamo di tentare la fortuna e saliamo verso la bocchetta della Scarpia, poi vediamo che un gruppo sta salendo gli in spalla direttamente al Sangiatto.

Valutiamo il pendio, ripido ma scarico e decidiamo di tentare. Per me le pendenze sono davvero importanti da sciare, così optiamo per lasciare gli sci e percorrere l'ultimo tratto a piedi, visto che abbiamo anche i ramponi nello zaino.

 

 

Il Cobernas nelle nebbie

 

Li calziamo e cominciamo a salire, mentre smette di nevicare e a tratti esce anche il sole ad illuminare le nostre fatiche. La neve è ben assestata e dura, anche se a tratti si sfonda cerchiamo di galleggiare sul ripido pendio che sembra non mollare mai. Poi di colpo ecco che appare solitario il trespolo di vetta!

Penso alle volte che ho tentato di salire dalla bocchetta di Scarpia, quando nel cielo non c'era una nuvola, senza mai riuscirvi e che per ironia della sorte vedo questa cima in una giornata di brutto tempo.

Foto di rito, stretta di mano e merenda.

 

 

Corona Troggi dalla vetta del Sangiatto

 

Valutiamo di scendere alla bocchetta ma un esposto traverso instabile ci fa desistere dagli intenti e così decidiamo di scendere per la via di salita, per recuperare gli sci e condurli a valle.

Nei pochi tratti sciabili troveremo bella polvere, su fondo duro (una libidine), peccato che il dislivello contenuto ci fa arrivare subito alla macchina e che non mancano i tratti da fare a spinta...

 

Scialpinisti: Vittorio e Marco



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