Pizzo Valgrande

 (2531m)

25/07/2007

Luogo di partenza: Ponte Campo – S.Domenico (1318 m)

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 2426m complessivi di cui 1213m in salita. (Ponte Campo 1318m – Alpe Veglia 1761m – lago d’Avino 2246m – Pizzo Valgrande 2531m – Passo del Croso 2395m – Alpe Vallè 1792m – Ponte Campo 1318m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 6 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Escursione che non presenta particolari difficoltà se non la lunghezza del percorso. Per escursionisti meno allenati è consigliabile l’ascesa al lago d’Avino dall’alpe Veglia ripercorrendo in discesa la via dell’andata.

E’ necessario l’uso di scarponi da montagna (meglio se impermeabili) e un abbigliamento adeguato. La vetta è infatti spesso spazzata dal vento.

 

Raggiungere il luogo di partenza: dalla superstrada SS33 in direzione Domodossola, si segue per il passo del Sempione e si esce a Varzo. A Varzo si seguono le indicazioni per S.Domenico, si supera S. Domenico scendendo per una strada piuttosto stretta e tortuosa ed in breve si giunge a Ponte Campo, dove si lascia l’auto.

  

L’escursione: Da Ponte Campo un sentiero piuttosto pendente taglia la lunga carrabile per poi ricongiungersi poco dopo. Percorro quindi la carrabile ed in circa un’ora giungo all’alpe Veglia. Nonostante sia una meta frequentata da turisti e piuttosto “commerciale” il colpo d’occhio che offre è sempre sensazionale. E’ una bellissima giornata ed il Monte Leone osserva sgombro da nubi tutta la sottostante piana.

 

 

Scorcio dell’alpe Veglia, oggi più bello che mai

 

All’alpe Veglia poco dopo aver superato il punto informazioni volto a sinistra per salire ed attraversare il nucleo di baite di Cianciavero. Il sentiero comunque è ben segnalato da frecce indicanti il lago d’Avino. Il sentiero costeggia il torrente Cianciavero passando accanto alle marmitte dei giganti, poi si restringe fino a raggiungere pian Cucco. Qui la natura è in festa. Mai avevo visto una fioritura tanto rigogliosa e multicolore. Da pian Cucco sono possibili due vie d’ascesa al lago d’Avino. Il sentiero si divide: alla mia destra la via classica (indicata e consigliata) ed alla mia sinistra la via indicata come ripida. Le conosco entrambe e posso affermare che la via classica è leggermente più lunga e meno pendente, tuttavia si fa rispettare, mentre la via ripida è leggermente più breve, un po’ più esposta e ripida. Consiglio ad escursionisti che si avvicinano alla montagna di seguire la via indicata dall’evidente cartello, ovvero quella di destra.

Seguo la via ripida fino a sbucare sotto il muraglione della diga del lago d’Avino (ore 1,5 da Veglia), dove i due sentieri si ricongiungono (seguendo l’altro si sbuca leggermente più in altro su un pianoro a destra della diga).

Il lago d’Avino offre un colpo d’occhio spettacolare. Tetro nella sua cornice di roccia, addossato al Monte Leone che lo protegge con una parete che vien paura solo a guardarla da lontano. A causa delle sue tetre acque vi è una leggenda che lo narra come luogo di ritrovo delle streghe e dei loro ganzi.

 

 

Il lago d’Avino sovrastato dalla parete Est del Monte Leone

 

Attraverso la diga seguo la direzione Passo del Croso, salgo liberamente verso la cappelletta posta in cima alla piccola altura vicino al lago dopodichè seguo la via segnata dai paletti (piuttosto radi ma la traccia si riesce a seguire).

Salendo nella piana d’Avina il lago diventa sempre più bello, intanto noto alcuni piccoli specchi d’acqua posti nella piana.

Raggiunto il piccolo laghetto alle pendici di pizzo Valgrande lascio il percorso segnato per salire liberamente puntando la vetta. Vi è una debole traccia di sentiero, tuttavia l’ascesa non è difficile.

In poco tempo raggiungo la sommità della vetta.

La vista spazia davvero a 360°. Dall’alpe Veglia, alpe Ciamporino, Cistella, La Scheggia, Pizzo Giezza, pizzo d’Avino, lago d’Avino, Monte Leone, che da qui è di una bellezza impressionante.

 

 

Panorama di vetta: l’alpe Ciamporino ai piedi del pizzo Diei e del M.Cistella

 

Davvero impressionante lo sbalzo su Ponte Campo. Il burrone è davvero a strapiombo e guardare giù dà qualche problema.

 

 

Il maestoso Leone visto da pizzo Valgrande

 

Dopo la dovuta contemplazione al panorama davvero ampio torno giù alla piana d’Avina dove incontro qualche piccolo e meraviglioso specchio d’acqua, seguendo la pista segnata dai paletti attraverso qualche piccolo nevaio e raggiungo il passo del Croso, dove una cartello mi informa di essere 1700m sopra il tunnel del Sempione.

E’ strano pensare al traffico, alla puzza e al casino 1700 m sotto di me; meglio starsene qui in alto con il corpo e con lo spirito.

 

 

Pizzo Valgrande visto dal passo del Croso, fa paura immaginarsi in vetta

 

Dal passo del Croso il sentiero è piuttosto aereo ma altrettanto spettacolare e perde rapidamente quota fino a giungere ad un bivio. Da entrambe le parti si raggiunge l’alpe Vallè. Il sentiero di destra è più breve ed esposto. Scelgo il sentiero di sinistra e consiglio di fare altrettanto anche se è infestato da felci e ogni genere di erbacce.

In circa un’ora di cammino raggiungo l’alpe Vallè dove trovo una numerosa comunità di mucche al pascolo e mi concedo un’altra sosta.

Dall’alpe Vallè una strada sterrata perde quota in modo piuttosto rapido e si ricongiunge alla gippabile che da Ponte Campo sale a Veglia, quindi in breve torno all’auto.

Bellissima escursione ad anello consigliata ad escursionisti con un minimo di allenamento.

 

Escursionista solitario: Vittorio

                                                                               

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