Monte Togano (2301 m)

27/09/2009

Luogo di partenza: Alpe Faievo

 

Difficoltà escursione: EE

 

Dislivello: 2702m complessivi di cui 1356m in salita (alpe Faievo 945m – Alpe Parpinasca 1210 m – Costa dei Bagnoli 1689 m – Colma di Basagrana 2070 m – Monte Togano 2301m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 7 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Bellissima gita che non presenta difficoltà fino alla Colma di Basagrana. Da qui, sia per salire al Togano che al Tignolino il percorso diventa più infido e faticoso.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Dalla strada statale SS33 del Sempione si esce a Masera e si seguono le indicazioni per Trontano. Giunti in paese qualche freccia indica la strada per il rifugio Parpinasca. Si sale fino all’alpe Faievo (strada comunale), dove si lascia l’auto.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". monte Togano

 

Album fotografico:

 

L’escursione: Era una di quelle gite che volevo fare da tanto, tanto tempo. Mi immaginavo di ritrovarmi lassù, sul punto più alto della Valgrande, a guardare ed ammirare tutte le creste ardite della selvaggia valle; tutte più basse di me perché di più non avrei potuto salire.

E laggiù all’orizzonte avrei ammirato tutti gli imperiosi 4000, messi lì a posta per fare da cornice ad uno splendido momento.

Invece mi ritrovo sulla cresta, guadagnata faticosamente risalendo gli erti prati che scendono in Valrossa. Mancano pochi passi per giungere in vetta, passi che faccio in modo ritmico e un po’ stanco per la lunga salita. Sul versante vigezzino è quasi sereno mentre la nebbia continua a salire dalla Valgrande. So già che non vedrò l’atteso grandioso panorama ma sono comunque felice per essere giunto fin qui coprendo gli oltre 1400 m di dislivello della gita.

Fabrizio è un poco attardato e in vetta sono solo a respirare l’aria fresca e umida di questa giornata autunnale. Ma ecco che arriva, un po’ affaticato per l’ultimo tratto brutale di salita. Ci stringiamo la mano e sono complimenti veri, non fittizi o di semplice circostanza.

Tutto è iniziato stamattina quando giunti all’alpe Faievo ci siamo ritrovati ad ammirare l’anticima del Tignolino sotto un cielo indecifrabile. Il meteo prometteva pioggia debole ma il richiamo dei monti è stato più forte della paura di prendere l’acqua e così indossiamo gli scarponi e di buon passo percorriamo la carrabile fino al rifugio dell’alpe Parpinasca.

Eravamo da soli quest’inverno, muniti io di ciaspole e lui di sci e siamo da soli anche adesso, alla conquista del Togano.

 

 

Belle baite sopra l’alpe Parpinasca

 

Da Parpinasca risaliamo verso Sud tagliando i prati che ci portano via via verso la Costa dei Bagnoli. Il cielo rimane sempre minaccioso, come una coperta non troppo spessa che può dissolversi per miracolo lasciando spazio al sole oppure scatenare acqua stroncando i nostri sogni di gloria. Non accade nessuna di queste cose e per tutto il giorno si alternano sprazzi di sereno a momenti in cui le nuvole sembrano prendere il sopravvento.

Lontano svettano la Weissimies e i suoi vicini Lagginhorn e Fletschhorn mentre la valle Vigezzo rimane piuttosto serena.

Ci alziamo con un lungo traverso fino alla Costa dei Bagnoli da cui ci appare la nostra meta, ancora lontana e ci ritroviamo nel grandioso anfiteatro sottostante il passo di Basagrana: il più bello e il più alto accesso alla selvaggia val Grande.

La gita è ancora lunga e di soste non ne facciamo molte anche perché le condizioni meteo potrebbero peggiorare.

I sassi sono viscidi, ricoperti da uno strato di unto molto scivoloso e cominciamo a preoccuparci per le condizioni della cresta da percorrere.

Il sentiero fa un bel traverso in leggera discesa prima di aggredire con stretti tornanti la Colma di Basagrana.

Al passo lo spettacolo non è quello sublime di una giornata tersa e limpida ma la lunga cresta del Mottac, con tutti i ricordi di una splendida gita di qualche anno fa, non può lasciarmi indifferente, così come la sottile cresta che sale al Tignolino.

 

 

La cresta del monte Togano ci attende

 

Il Togano appare immerso per metà nella nebbia e linea di cresta è ancora più suggestiva del solito.

Dopo una breve sosta ci rimettiamo in marcia perdendo qualche metro di quota su un sentiero che conduce al Passo Biordo. Sotto di noi ci godiamo lo spettacolo di un nutrito gruppo di camosci per nulla impauriti dalla nostra presenza ma troppo lontani per le fotografie.

Giunti alla destra di un vistoso sperone roccioso pieghiamo a sinistra per prati dalla pendenza assassina sui quali l’umidità della nebbia non ci rende la vita agevole; siamo costretti a rallentare il passo ma ormai manca poco per arrivare in cresta e da lì, in vetta.

Ci mettiamo sul cucuzzolo del Togano a mangiare e a goderci una meritata sosta, immaginando tutto ciò che non vediamo ma comunque felici di essere giunti fin qui, su un’altra vetta, perché ogni vetta è un luogo particolare, strano, in cui regna la pace anche quando sei spazzato via dal vento o avvolto dalle nuvole.

 

 

Vittorio e Fabrizio in vetta

 

Poi, tutto il resto è discesa, lunga, comoda, con le soste per scofanare mirtilli e fare foto con l’obiettivo nuovo, per chiacchierare di nuovi progetti montanari e condividere le stesse passioni verso una bella fetta di torta a Trontano.

 

Escursionisti: Vittorio e Fabrizio

 

                                                                                         

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