Monte Nudo (1235m)

06/11/2010

Luogo di partenza: Laveno Mombello

 

Difficoltà escursione: T

 

Dislivello: 2050m complessivi di cui 1025m in salita (Laveno Mombello 210m – Casere 740m – Vararo 740m – Passo di Cuvignone 1036m – Monte Nudo 1235m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 6 h totali senza considerare le soste.

 

Raccomandazioni: Gita assolutamente escursionistica che non presenta alcuna difficoltà. Per accorciarne lo sviluppo, che da Laveno è abbastanza considerevole, si può partire a camminare da Vararo o addirittura dal Passo di Cuvignone.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Il tracciato segnalato comincia nei pressi della sede municipale di Laveno Mombello, villa Frua.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome".

 

Album fotografico:

 

 

L’escursione:

In un periodo in cui il cielo sembra fare a posta per rovesciare acqua nel fine settimana non potevamo che optare per una gita dell’ultimo minuto; una di quelle che cominciano, pianificate all’ultimo momento, con lo sguardo fuori dalla finestra, per cercare di intuire se sarà una gita bagnata.

Scegliamo la cosa più semplice da fare: partenza a piedi da casa per conquistare il gigante valcuviano che con i suoi 1235m è la vetta più alta della zona.

Da Laveno cominciamo a salire sulla ripidissima strada che da dietro villa Frua sale in breve a Monteggia: deliziosa e panoramica frazione del comune e da qui continua verso Vararo.

 

 

A Monteggia

 

Dapprima su asfalto e con pendenze assassine e poi su comoda mulattiera che entra nel bosco infilandosi nella valletta a Ovest del Sasso del Ferro.

La camminata è piacevole e solo a tratti turbata dalla paura della pioggia che un cielo indecifrabile non smette di minacciare da un momento all’altro.

Percorriamo la mulattiera che tante volte ho fatto in velocità, stavolta con relativa calma e con il conforto degli zaini super leggeri che solo una gita come questa consente di portare.

Passiamo il ristorante La Gigliola con il suo balcone panoramico e su strada asfaltata puntiamo verso Vararo; bellissimo borgo ormai in fase di spopolamento ma all’interno del quale non manca qualche ostinato abitante permanente.

Da Vararo si segue il sentiero che si inoltra subito nel bosco per portarsi sotto il costone erboso che ci condurrà al passo di Cuvignone.

Il panorama si apre, la vegetazone si dirada e la valle di Vararo ci appare finalmente in tutta la sua bellezza, tinta dei colori autunnali.

Siamo in un bellissimo luogo come ce ne sono pochi nel varesotto: una splendida valle erbosa e boschiva in cui belle case di villeggiatura si alternano ad abitati tipicamente rurali che evocano epoche passate.

Risaliamo il costone su sentiero sempre comodo e ben segnalato mentre degli impavidi provano a scenderlo in mountain-bike. Che sfida!

 

 

Sul costone che sale al Passo Cuvignone

 

Ci portiamo sotto il passo di Cuvignone e dopo un breve tratto nel bosco scuchiamo sulla strada, a 50 m dal passo.

Giada non è mai stata su questo passo in cui termina la salita più gettonata dai ciclisti della provincia, così ci allunghiamo qualche minuto per mettere anche noi la bandierina sul Cuvignone.

Tornati indietro sui nostri passi prendiamo il sentiero che conduce al Monte Crocetta e poi al Nudo. Nei pressi del Crocetta, punto di lancio per parapendii e deltaplani, i segnali sono un po’ confusi.

Bisogna prendere la carrabile che sale a sinistra, lasciando perdere quella che in piano si dirige verso Est.

Uno strappo, poi il sentiero spiana e si immerge in una pineta senza tempo che con questo tempo acquista ancora di più del suo fascino spettrale e tetro.

Ad un bivio scegliamo di provare la cresta ignorando quella che è indicata come via normale di salita e seguiamo fedelmente una cresta boscosa facile ma lunghetta.

Dopo qualche saliscendi finalmente vediamo la cima.

Sembrava una cima dallo scarso valore paesaggistico a causa della fitta vegetazione che la ricopre ma quando siamo su ci rendiamo conto che vi è un bello spiazzo con dei tavolini e delle panche, oltre all’immancabile croce di vetta.

 

 

Foto di vetta!

 

Qualche foto al lago che le nuvole ci lasciano intravedere, un panino e un po’ di riposo prima di cominciare la discesa per la via normale, in verità molto più semplice e breve.

Poi di nuovo al Cuvignone, a Vararo dove effettuiamo una sosta per rifornirci di buon formaggio di capra e poi via verso Laveno.

Ci sono cose che non hanno prezzo e una di queste è ritrovarsi al sabato pomeriggio a passeggiare in riva al lago, tra negozi e bar in vie gremite di gente in tiro a passeggio, con gli scarponi ai piedi e lo zaino in spalla.

Ma che ne sanno loro della voglia di montagna, di natura e del benessere spirituale che si prova ad andare per monti?

 

 

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