Lago superiore (2254m) e passo di Hendar-Furggu (2419m)

13/10/2007

Luogo di partenza: Fondovalle

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 2398m complessivi di cui 1199m in salita. (Fondovalle 1220m – alpe Stavello 1594m – lago Superiore 2254m – passo Hendar – Furggu 2419m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 6 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Escursione che non presenta particolari difficoltà a parte il dislivello abbastanza impegnativo. E’ richiesto l’uso di scarponi da montagna e abbigliamento adeguato.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si prende la superstrada SS33 in direzione Domodossola. Si prosegue in direzione del passo del Sempione per uscire a Crodo, si seguono poi le indicazioni per la val Formazza e per la cascata del Toce. Appena si entra in val Formazza si incontra la frazione Fondovalle.

Prima di entrare in paese si lascia l’auto nei pressi di un camping sulla destra.

 

L’escursione: Attraversiamo il ponte sul Toce per entrare nel piccolo paesino di Fondovalle. Non vi sono indicazioni per il lago Superiore ma solo per l’alpe Stavello o per Bosco Gurin.

Seguendo le frecce per Bosco Gurin imbocchiamo una mulattiera che in inverno funge da pista da sci di fondo.

Proseguiamo in piano per poi innalzarci per pascoli fino alla cabina di un acquedotto. Da qui in poi il sentiero è sempre ben segnalato da segni di vernice bianco/rossa.

Ci addentriamo in un boschetto di larici e l’escursione si fa subito stupenda. Il silenzio del bosco, la penombra e il dolcissimo profumo della resina riescono a rasserenare qualsiasi stato d’animo. Dopo circa un’oretta di cammino, il bosco inizia a diradarsi lasciando il posto ad un paesaggio autunnale splendido nella sua varietà cromatica.

 

 

All’alpe Stavello una radura ci lascia ammirare tutta la varietà del paesaggio, dominato dall’inconfondibile profilo del M.Giove

 

Raggiungiamo l’alpe Stavello, con una casetta ormai in rovina. Ssuperato l'alpeggio il sentiero si reinfila nel bosco di larici. Nonostante sia una bellissima giornata l’esposizione a Ovest del versante che stiamo salendo impedisce al sole di scaldarci, così mentre il Giove brilla di luce riflessa noi rimaniamo all’ombra.

Salendo ci addentriamo in un paesaggio sempre più brullo. Il sentiero lascia definitivamente il bosco per cedere il posto ai pascoli. Il paesaggio si apre e di pendenza sempre costante raggiungiamo la sponda del torrente Ribo, ove incontriamo un bivio per il passo di Bosco e per l’alpe Foglia.

Continuiamo la nostra camminata sulla sponda sinistra del torrente risalendo i pratoni fino a giungere in un maestoso anfiteatro di roccia. Dinanzi a noi il sentiero si inerpica costeggiando un grosso canalone. La parte di sentiero in cui si fiancheggia il canalone è sicuramente il tratto più impegnativo poiché presenta tratti abbastanza esposti. Il sentiero passa abbastanza vicino ad una imponente cascata, purtoppo in secca.

 

 

Il canalone da risalire, sulla sinistra la cascata, quasi secca

 

Giunti quasi alla sommità del canalone voltiamo decisamente a destra per attraversarlo portandoci sulla sponda destra, sempre con pendenze impegnative ne raggiungiamo l’apice e ci appare una bellissima sorpresa…finalmente vediamo il lago! Bellissimo ancora sonnacchioso nella sua ombra. Infatti nonostante sia quasi mezzogiorno il sole qui non è ancora arrivato…

Decidiamo di fare una sosta ammirando la splendida cornice austera in cui è situato il lago.

L’escursione però continua in direzione del passo di Hendel-Furggu situato verso Nord. Il sentiero è ripido e inizia a salire velocemente sui pratoni circostanti il lago. Man mano che saliamo possiamo ammirare il lago che si allontana diventando sempre più bello. Il sole inizia a raggiungerne la sponda e l’acqua assume mille sfumature.

 

 

Il lago Superiore bello come non mai mentre finalmente arriva il sole

 

Costeggiando una piccola collinetta, il lago si sottrae alla vista lasciando il posto ad una grossa pietraia. Qui, tra un salto ed un altro seguendo gli ometti di pietra, ci teniamo sulla destra della conca detritica e con un ultimo strappo raggiungiamo il passo. Dal lago ci vogliono circa 40 minuti.

 

 

Giada si destreggia tra sassolini un po’ più grandi di lei

 

La panoramica che ci appare al passo è veramente incantevole. Davanti a noi si stendono le numerosissime cime della Svizzera. Una scritta su una pietra ci avverte che siamo esattamente sul confine fra Italia e Svizzera! Dopo aver sconfinato in terra straniera e aver ammirato il panorama, che spazia dal vicino pizzo Biela (a nord) verso le vette note italiane e quelle sconosciute svizzere, ci rimettiamo in marcia sulla via del ritorno.

 

 

 

Giada e Vittorio al passo di Hendar-Furggu, dietro di loro la Svizzera

 

Si ringraziano Giada e Vittorio.

 

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