Laghi del Sangiatto – Bocchetta della Scarpia con le ciaspole (2248m)

08/05/2007

Luogo di partenza: Alpe devero (1631m s.l.m.)

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 1234m complessivi di cui 617m in salita. (Alpe Devero – alpe Sangiatto + 379 m, alpe Sangiatto – bocchetta della Scarpia + 238m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 3,5 - 4h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: E’ una escursione adatta a tutti, di facile percorrenza. Il sentiero è molto ben segnalato e mai pericoloso. Tuttavia, se come me, effettuate l’escursione sulla neve, è bene tenere presenti le complicazioni che sorgono. Il sentiero infatti non è visibile e per non perdersi è necessario conoscere la zona. Se si effettua l’escursione sulla neve è bene essere muniti di scarponi impermeabili, ghette, ciaspole, racchette e un po’ di senso della montagna.

 

Raggiungere il luogo di partenza: dalla superstrada SS33 in direzione Domodossola, si esce a Crodo e si seguono le indicazioni per il parco naturale dell’alpe Devero. Giunti a Devero si può lasciare l’auto nel nuovo parcheggio in cima all’alpeggio.

L’escursione: Dall’alpe Devero si imbocca il sentiero per Crampiolo e i laghi del Sangiatto che costeggia la riva del torrente Devero. Il sentiero è più che comodo e si snoda salendo lentamente in un fantastico bosco di larici, dove vi è possibilità di avvistare qualche capriolo.

Scorcio nel boschetto di larici, sullo sfondo l’imperioso monte Cistella

In breve si giunge all’alpe Corte d’Ardui, dove il sentiero abbandona le coste del torrente Devero per iniziare a salire verso Sud-Est nel bosco di Larici. Nel caso in cui vi sia neve a rendere impossibile il seguire il sentiero ci si può aiutare seguendo il corso del rio Sangiatto. Sfortunatamente in questa stagione la neve è scarsa e le ciaspole continuano a restare attaccate dietro lo zaino, quindi senza problemi mi dirigo verso il primo dei primi tre laghi del Sangiatto, che si raggiunge dopo poco più di un’ora di cammino.

La traccia del sentiero è sempre più che evidente a causa della poca neve presente, comunque il percorso è piuttosto intuitivo sempre in direzione sud-Est. In breve si giunge al secondo lago del Sangiatto sovrastato dall’alpe Sangiatto. Raggiungendo la sommità dell’alpeggio si può ammirare un altro piccolo laghetto (presente solo durante la stagione invernale-primaverile). La varietà cromatica del paesaggio è davvero impressionante ed incantevole.

Il lago è sovrastato dalla massa del M.Sangiatto ancora innevato mentre la neve sulle rive del lago comincia a cedere il posto all’erba.

Uno dei tre laghi del Sangiatto, dietro M. Sangiatto

Camminando in direzione della ormai evidente e vicina bocchetta della Scarpia (a nord del M.Sangiatto) si raggiunge l’ultimo lago del Sangiatto. Qui, a quota 2034 m, indosso finalmente le racchette da neve e mi dirigo verso la bocchetta della Scarpia.

Poiché il paesaggio è coperto dalla neve le tracce del sentiero giacciono sotto il suo manto, tuttavia la via d’ascesa è sempre intuitiva e mai pericolosa, in breve si raggiunge la bocchetta della Scarpia.

Il panorama è superbo, davanti ai nostri occhi si stende l’alpe Pojala circondato dalle sue montagne, verso nord ammiro la vetta del M. Cobernas ancora bianca.

Salendo ancora un pezzettino verso Sud, raggiungo in breve la sommità della cresta che fa da sponda alla bocchetta, i miei sforzi vengono ampiamente ripagata dalla vista.

Veduta dalla bocchetta della Scarpia, direzione Nord-Est. L’alpe Pojala nella sua cornice montuosa

Sotto di me si stende in tutta la sua lunghezza il lago d’Agaro, mentre davanti a me la corona Troggi è sovrastata dall’imponente M. Cistella.

La corona Troggi, sullo sfondo l’imponente complesso del M.Cistella (Diei, Cistella e Corno Cistella)

L’escursionista di giornata posa per un autoscatto su uno strapiombo sul lago d’Agaro

Immaginando il panorama dalla vetta del M.Sangiatto cerco una via d’ascesa alla vetta. Sfortunatamente l’unica via praticabile sale lentamente lungo la costa Nord della montagna, la neve presente è ancora tanta ed il pendio piuttosto scosceso. A malincuore devo rinunciare alla ascesa a causa di una slavina presente sulla traccia di sentiero.  Consiglio a chi tenta di effettuare questa ultima ascesa di prestare la massima attenzione, soprattutto nella stagione invernale/primaverile. 

Dopo aver mangiato al cospetto di questa meravigliosa vista, davvero fantastica a 360°, seguo le tracce da me lasciate e rientro all’alpe Sangiatto e a Devero, dove avvisto finalmente un capriolo.

Grazie all’escursionista Vittorio

                                                                              Alpe Devero