Corno Brunni

 (2862m)

29/07/2007

Luogo di partenza: Riale (1720 m)

 

Difficoltà escursione: EE

 

Dislivello: 2284m complessivi di cui 1142m in salita. (Riale 1720m – rifugio Maria Luisa 2157m – lago Brunni 2661m – Corno Brunni 2862m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 6 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Se fino al lago Brunni l’escursione non presenta particolari difficoltà diversamente è invece per il tratto di salita dal lago Brunni al Corno Brunni, in quanto il percorso è piuttosto esposto e scivoloso. Si consiglia di effettuare l’escursione con prudenza e in assenza di nebbia. E’ necessario l’uso di scarponi da montagna e un abbigliamento adeguato, meglio portare un maglione in più anche nel periodo estivo.

 

Raggiungere il luogo di partenza: dalla superstrada SS33 in direzione Domodossola, si esce a Crodo e si seguono le indicazioni per la valle Formazza. Giunti alla cascata del Toce si prosegue fino a giungere a Riale, dove si lascia l’auto.

  

L’escursione: Da Riale è possibile seguire la lunga e tediosa carrabile (circa 5 Km) che porta al rifugio Maria Luisa, tuttavia scegliamo di tagliare seguendo un sentiero comodo e comunque sempre ben segnalato che a tratti interseca la carrabile. Sotto di noi si delinea il lago di Morasco dietro l’imponente muraglione della diga.

In circa un’ora raggiungiamo il rifugio Maria Luisa, proprio accanto al rifugio parte un sentiero quasi parallelo ad un orrenda ed enorme condotta di acqua. Nel caso in cui non sia evidente la traccia del sentiero è bene spendere qualche minuto chiedendo informazioni al rifugio Maria Luisa.

Per raggiungere il Corno Brunni sono possibili numerose vie di ascesa. La più frequentata è quella che dal rifugio Maria Luisa percorre la Valrossa per poi risalire il versante del Corno Mut aggirandolo. Noi scegliamo di percorrere il vallone delle Marmotte risalendolo fino alle pendici del Corno Mut, dove il nostro itinerario si ricongiunge a quello proveniente dalla Valrossa. Ricordiamo inoltre che è possibile salire direttamente dalla diga di Morasco tagliando per i pratoni piuttosto pendenti che costituiscono il versante sud del massiccio montuoso.

Appena dopo il rifugio attraversiamo il ruscelletto alla nostra sinistra portandoci sulla riva opposta, passiamo sotto la condotta dell’acqua e assecondando le pieghe delle montagna camminiamo a mezza costa aggirando il versante. Sotto di noi appare un piccolo specchio d’acqua mentre ammiriamo Monte Giove, punta Clogstafel, punta Nefelgiu, la vetta Castel e tante altre.

Dopo pochi minuti di cammino sbuchiamo nel vallone delle Marmotte: incantevole sotto il Corno Mut.

 

 

Il vallone delle Marmotte, sovrastato dal Corno Mut

 

Risaliamo il vallone delle Marmotte tenendoci sulla sponda destra ed evitando di perdere quota, ci manteniamo sulla destra fino al fondo del vallone dove operiamo un traversone verso sinistra accentrandoci verso il ruscelletto. La salita è piuttosto ripida e siamo costretti ad inventarci dei tornantini per evitare di salire diretti.

Mentre risaliamo la fatica è ricompensata dallo splendido paesaggio. Dietro di noi appare in tutta la sua bellezza il lago Castel, mentre verso Est i laghetti del Boden, il lago Toggia…

Teniamo la sponda destra del piccolo corso d’acqua fino a giungere alla sommità del vallone, dove ci appare dinnanzi un paesaggio detritico e sassoso. In questo punto il nostro percorso si ricongiunge con quello proveniente dalla Valrossa ed è segnalato da radi ometti di pietra.

Attraversiamo il torrente portandoci alla sua sinistra ed incominciamo a seguire gli ometti di pietra in direzione Sud-Ovest.

 

 

Scorcio dell’austero anfiteatro roccioso alle pendici del Corno Mut

 

Si cammina seguendo gli ometti di pietra aggirando la costa della montagna, dove avvistiamo ben 5 camosci, purtroppo troppo lontani per i nostri zoom poco potenti.

E’ bene affrontare con attenzione questo tratto dell’escursione in quanto il terreno è piuttosto friabile. Dopo poco entriamo nella vallata dell’alpe Brunni che osserviamo sotto di noi. Il sentiero guadagna quota puntando verso i contrafforti del Corno Brunni e si immette in una breve vallata, dopodichè in poco tempo si raggiunge il lago Brunni. Fantastico nella sua conca incastrata in una severa cornice rocciosa.

 

 

I due escursionisti al lago Brunni

 

Per avere una visione del panorama verso Fondovalle si ci porta in breve sulla piccola altura che circonda il lago Brunni verso Sud, da cui si gode una visione d’insieme del piccolo e magico specchio d’acqua mentre nella direzione opposta la valle Formazza giace ai nostri piedi.

Dopo una pausa ripartiamo all’assalto della vetta. Il sentiero prosegue sempre indicato ometti di pietra alla destra del lago innalzandosi quasi subito in direzione di una bocchetta.

Dalla bocchetta ci appare dinanzi in tutta la sua austera bellezza di Corno Gries mentre alla nostra sinistra ammiriamo il ghiacciaio del Gries.

 

 

Il corno Gries maestoso dinanzi a noi

 

Alla nostra destra il Corno Brunni ormai vicino. Tuttavia l’ultimo tratto dell’escursione è il più difficile e richiede concentrazione e un minimo di destrezza. Si sale infatti in un canalone di sfasciumi piuttosto ripido fino a raggiungere uno sperone di roccia quasi a picco sul lago Brunni che da qui è più bello che mai. Da qui in breve si segue la cresta a sinistra e si giunge in vetta dopo circa 30 minuti di cammino dal lago.

 

 

Il lago Brunni visto dall’anticima dell’omonimo Corno

 

 

Foto di vetta al Corno Brunni

 

Il panorama è fantastico e spazia a 360°C su tutte le vette più importanti della zona, oltre che sui laghi Castel ,Toggia, Boden, Sabbione, Brunni, Morasco. Dopo un ultimo sguardo al maestoso ghiacciaio del Gries e al vicino e omonimo Corno torniamo giù prestando attenzione ai nostri passi. Ripercorriamo quindi la via di salita a ritroso fino a giungere all’auto.

 

Un ringraziamento a Vittorio e Giada

 

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