Col Serena (2544m)

 

23/12/2013

Luogo di partenza: Crevalcor – St. Rhemy

 

Difficoltà complessiva: MS

 

Tempo di percorrenza: 2 h di salita

 

Dislivelli: 896m positivi e negativi, – Crevalcor 1650m – Arp-du-Bois 1944m – Col Serena 2544m

 

Raccomandazioni: Gita semplice e dal dislivello contenuto. Adatta a principianti, condizioni permettendo. Anche se si tratta di una gita relativamente semplice è bene ricordare la grande valanga che si staccò dalla Testa Serena nel marzo 2007, investendo gran parte dell’itinerario di salita. Volendo si possono effettuare delle varianti, come la Costa Serena, leggermente più impegnativa o la Pointe Valletta, la cui ascesa su questo versante avviene in un ripido canale, con difficoltà e capacità richieste decisamente superiori.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". col serena

 

Album fotografico:

 

L’escursione: In questa stagione cominciata con una grande nevicata, andata poi distrutta dal gran caldo e dal favonio, non sono molte le gite in condizioni decenti. La valle del Gran San Bernardo è uno dei posti in cui c’è un po’ di neve, come testimoniano le mille arature dei giorni scorsi, in attesa di nuove precipitazioni che speriamo non tardino.

 

 

Partenza sullo stradino

 

Al parcheggio di Crevacol calziamo i fidi attrezzi, nel gelo mattutino. La temperatura non è bassissima ma il fatto che la gita è tutta esposta a nord fa in modo che non vedremo il sole se non al Col Serena e quindi, ahimé, c’è rimasto un solo modo per scaldarci: stiracchiare un po’.

Per due runner normalmente non costituisce problemi ma in questo periodo, tra acciacchi fisici e scarso allenamento, impostare un passo decisamente più svelto del solito impone lo scotto finale, quando le gambe cedono e ci si rende conto di aver speso troppo.

Per fortuna lo stradino di inizio gita permette ampiamente di fare un buon passo e la gita corta contiene il rischio di scoppiare prima del termine.

La traccia è ottima, le pendenze blande, la temperatura, dopo lo shock iniziale, diventa vivibile, anzi direi che queste condizioni sotto lo zero, senza vento, rappresentano il clima ideale per un freddofilo come me.

 

 

Si sale in ampi spazi

 

La traccia si impenna e saliamo verso le prime baite, poi di nuovo uno strappo deciso nel bosco e sbuchiamo su un pianoro, dove ci concediamo una sosta per un sorso di tè e una barretta.

Uno sguardo all’altimetro mi rincuora e premia le fatiche di inizio gita, direi che il ritmo è buono.

Poco più in là la traccia si divide, alcuni sci alpinisti vanno verso la Costa Serena, 200m più alta del colle, mentre solo un avventore solitario batte traccia verso il colle.

Discutiamo sul da farsi, Costa o Colle?

Dopo un consulto decidiamo di volare bassi verso il colle, anche per rientrare prima a casa e sbrigare i relativi impegni pre natalizi.

Il panorama è davvero bello, anche se siamo sempre in ombra. Da padrone la fa il Gran Combin alle nostre spalle, anche se la Costa Serena e la Pointe Valletta disegnano un anfiteatro davvero suggestivo.

Come sempre la Valle d’Aosta non delude mai e come spesso accade, quando in Ossola la nubi incombono sulle valli e il vento spazza le creste, qui c’è il sole.

Il colle si avvicina, la traccia disegnata dal solitario sci alpinista che ci precede si rivela piuttosto ripidina ed in men che non si dica siamo coppa al colle.

Panorama bellissimo sul GranPa e tante altre belle cime.

 

 

Panorama dal colle

 

Mi attirerebbe la Pointe Valletta, da fare a piedi visti i sassi affioranti, ma la neve non è assestata e uno scivolata sulla cresta potrebbe portare inutili infortuni di inizio stagione, quindi desistiamo dal proseguire e ci prepariamo alla discesa.

Come sempre ad inizio stagione, ho un po’ di ritrosia ad impostare le prime curve e la neve spazzata dal vento non mi aiuta molto in questa prima fase.

Poi dopo le prime curve la neve migliora ed ecco che ci ritroviamo ad affondare in 30-40 cm di neve soffice e silenziosa. Ecco la powder che aspettavo! Non è proprio la neve più bella che si possa desiderare ma va benissimo in questo periodo di magra!

Unico pericolo: i sassi sotto la mal compattata copertura nevosa… quindi con prudenza e speranza raggiungiamo le baite. Da qui in poi una sorta di ski-rally nel bosco scarsamente innevato, e poi sulla stradina poderale che ci riporta alla macchina.

 

Una bella gita, la definirei di esplorazione per altre ascese più lunghe e gratificanti, in questo angolino della Valle d’Aosta di solito molto nevoso.

 

Scialpinisti: Vittorio, Davide.

 

 

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