Lago di Cingino (2250m)

07/09/2007

Luogo di partenza: Diga di Campliccioli

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 1796m complessivi di cui 898m in salita. (Diga di Campliccioli 1352m –  Alpe Casaravera 1499m – Alpe Lombraoro di sotto 1636m – Alpe Saler 1912m – Alpe Cingino 2044m – Lago Cingino 2250m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 6,5 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Escursione adatta a tutti anche se un po’ lunga ma dal dislivello piuttosto contenuto. E’ richiesto l’uso di scarponi da montagna e abbigliamento adeguato.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si prende la superstrada SS33 in direzione Domodossola e si  esce a Villadossola, si prosegue seguendo le indicazioni per la valle Antrona e poi per Antronapiana. Dopo aver risalito tutta la valle si seguono le indicazioni per la diga di Campliccioli e tramite una stradina si raggiunge la diga dove lascia l’auto.

 

L’escursione: Dalla diga di Campliccioli ci si porta dalla parte opposta del lago percorrendo una delle due sponde. Noi scegliamo di percorrere la sponda est (a sinistra della diga). Quindi saliamo seguendo la strada che si innalza a sinistra della diga per poi immettersi, con una breve galleria, in riva al lago su un sentiero che ripercorre i binari della decauville, la qualche era servita per portare materiale di  costruzione della diga di Cingino in fondo al lago di Campliccioli, da dove poi veniva trasportato per mezzo della teleferica.

 

 

I binari della decauville si che costeggia la sponda del lago

 

Arrivati in fondo al lago attraversiamo il torrente Troncone su di un ponticello e risaliamo il pendio opposto fino all’alpe Granarioli. Da qui continuiamo a risalire la valle costeggiando il torrente su un comodo sentiero che si snoda in un bellissimo lariceto. In breve giungiamo all’alpe Casaravera dopodichè il sentiero inizia a prendere quota nei pressi dell’alpe Lombraoro di sotto. Di fronte a noi il Troncone dà spettacolo compiendo un notevole salto

 

 

La cascata del Troncone dall’alpe Lombraoro di sotto

 

Continuiamo a seguire le indicazioni per il lago Cingino, quindi voltiamo bruscamente a destra per iniziare a salire in modo piuttosto deciso nel lariceto. Il sentiero sale a tornanti e la pendenza è impegnativa. Tuttavia la vista di larici plurisecolari appaga la nostra fatica.

 

 

Uno dei maestosi larici plurisecolari che incontriamo sul nostro cammino

 

Raggiungiamo in breve l’alpe Saler da dove possiamo ammirare il vallone del Sangoria alla cui sommità scorgiamo la casa dei guardiani. Percorrendo la costa del vallone attraversiamo il rio Sangoria e incominciamo a salire sull’altro versante fino all’alpe Cingino. Non manca ormai molto! L’ultima parte del sentiero prevede dei piccoli pezzi su pietraia ma dopo una breve salita raggiungiamo la casa dei guardiani. Di fronte a noi scorgiamo il muraglione della diga con dei simpatici e ben in carne stambecchi arrampicati sulla sua scoscesa parete a leccare il salnitro.

Non sembrano molto intimoriti dalla nostra presenza e sono ben disposti a farsi fare un bel servizio fotografico.

 

 

Due graziosi stambecchi arrampicati sulla scoscesa parete della diga di Cingino

 

Al di là del muraglione finalmente scorgiamo il lago…

 

 

I due escursionisti Giada e Vittorio posano per un autoscatto;  il lago Cingino circondato dalla austera cornice rocciosa

 

Per il ritorno scegliamo di percorrere la stessa via dell’andata tuttavia ricordiamo che è possibile scendere dall’altra parte del muraglione della diga per imboccare poco più avanti una galleria piuttosto claustrofobia lunga tre chilometri che conduce al lago di Camposecco. Da lì si scende poi a Campliccioli.

 

Si ringraziano Giada e Vittorio.

 

                                                                                                  Valle Antrona