Monte Basodino (3274m)

15-16/07/2008

Luogo di partenza: Riale

 

Difficoltà escursione: Alpinistica PD

 

Dislivello: 3192 m complessivi di cui 1596 m in salita (Riale 1728m – Rifugio Maria Luisa 2156m – Bocchetta Kastel 2717m – attacco ghiacciaio 2667m – Monte Basodino 3274m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 11 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: E’ una gita di difficoltà alpinistica e sono necessari ramponi, piccozza, imbraco, corde, ghette oltre ad una preparazione tecnica e fisica adeguata. E’ bene effettuare la gita accompagnati da qualcuno che conosca bene la zona ed in condizioni di tempo bello.

 

Raggiungere il luogo di partenza: dalla superstrada SS33 in direzione Domodossola, si esce a Crodo e si seguono le indicazioni per la valle Formazza. Giunti alla cascata del Toce si prosegue fino a giungere a Riale, dove si lascia l’auto.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Basodino.

 

L’escursione: La mia prima gita alpinistica arriva, e doveva essere l’Arbola. Ma un imprevisto ci ha spinti a cambiare destinazione e così optiamo per la conquista del Basodino.

Siamo in sei, ovviamente cinque superesperti ed io. La sera del 15 saliamo al rifugio Maria Luisa senza difficoltà se non quella di portare gli zaini, ovviamente in tempo per la cena. Dopo mangiato esco a fare due passi sulla diga del Toggia e a fare qualche foto. A proposito, visto che lo zaino non pesava già troppo di suo, ho pensato bene di lasciare a casa la compattina a scapito della macchina fotografica più bella, più pesante e più ingombrante.

 

 

Il lago Toggia che va a nanna

 

Dopo aver scrutato il cielo limpidissimo e ululato alla luna quasi piena me ne rientro al rifugio giusto in tempo per godere del piacere della conversazione con i miei compagni di gita ed assistere alla lezione di climatologia che il simpatico Giovanni ci tiene. E’ impegnato nella misurazione dello spessore dei ghiacciai e ci riferisce che in media si abbassano di circa 2 metri l’anno! E allora affrettiamoci ad andarci! Quando andiamo a letto sono demoralizzato. Ce la faremo l’indomani ad arrivare alla bocchetta del Kastel e all’attacco del ghiacciaio prima che si sciolga?

A parte gli scherzi sono un po’ agitato per la prima volta su ghiaccio e così dormo un po’ poco ma la mattina dopo alle 5 salto giù come un grillo e neanche a dirlo esco dal rifugio a fare le foto all’alba.

Non c’è una nuvola! Vorrei fermarmi a fare foto ma l’aria piuttosto frescolina e la fame mi spingono a rientrare per la colazione.

Alle sei si parte e si comincia a salire verso la bocchetta del Kastel.

Ed è a questo punto della recensione che devo, per obbligo morale, diventare noioso. Le persone che nella loro vita hanno avuto la sventura di conoscermi e quella ancora più grande di andare in montagna con me lo sanno: io adoro la Kastelhorn pur non essendoci mai andato. Sarà per questo che la adoro? Non lo so, sarà per la sensualità del suo profilo maestoso ed elegante, sarà perché sovrasta uno dei laghi più belli che conosco, sarà perché da piccolo mi piaceva il nome, comunque sia non è importante. La cosa importante è che io e lei, la Kastelhorn, non siamo mai stati così vicini e quando cominciamo a salire nel canalino alla sua sinistra me ne rendo conto.

 

 

Il lago Kastel un po’ restio a svegliarsi nella fresca aria mattutina

 

A parte qualche lingua di neve superstite non incontriamo difficoltà ed in meno di due ore raggiungiamo la bocchetta e dopo aver ammirati estasiati il panorama e un gruppo di tre stambecchi proprio sopra di noi perdiamo leggermente quota fino ad arrivare all’attacco del ghiacciaio.

 

 

Il mondo visto dalla bocchetta Kastel

 

Wow! Tutto bianco o quasi, tutto ghiaccio e tutto freddo! Mettiamo l’imbrago, i ramponi e tiriamo fuori la piccozza; Franco prepara la corda e formiamo le cordate!

Si parte!

L’attraversamento del ghiacciaio avviene senza grossi problemi. Del resto io non faccio altro che seguire Franco e cercare di fare foto interessanti, in prossimità di un pendio piuttosto ripido avvistiamo un bel branco di stambecchi e stavolta la macchina fotografica non fallisce. Sono abbastanza vicini e non sembrano intimoriti da quegli strani esseri che si trascinano sul nevaio legati l’uno all’altro.

 

 

Stambecchi: loro sì che vanno bene!

 

Dopo il ripido scivolo abbiamo davanti a noi ghiaccio e ancora ghiaccio: il ghiacciaio del Basodino. Alla nostra destra il pizzo Cavergno che aggiriamo e con un ripido strappo eccoci alla bocchetta del Basodino.

Togliamo i ramponi e via per le roccette che ci portano senza problemi sull’anticima Nord del Basodino. E adesso arrivano le sorprese! La vetta è un po’ più difficile del previsto, almeno per me.

Un bel tratto di roccette che saranno facili, ma per me che non le ho mai fatte non sono cosa da ridere. Calma, concentrazione e coraggio. In una parola: ooooooooommmmmm.

 

 

Il tratto finale per la vetta. Siamo saliti nel canalino a destra nella foto

 

Dopo qualche oooooooommmmmm mi sento pronto e comincio la salita, sempre seguendo Franco ed eccomi in vetta! Sono su!

 

 

Il lago Nero, tra le vette in fondo se guardate bene c’è anche il Leone!

 

L’emozione è forte e per godermela tutta mi apparto un attimo sulla non ampia cima, anche per fare la pipì, e dopo aver mangiato qualcosa mi godo la vetta.

Il panorama è mozzafiato e la giornata splendida: la vista spazia dal vicino Lago Nero, il Kastel, Morasco, laghetti d’Antabia, ghiacciaio del Basodino e ovviamente lui: il Finsteraarhorn.

 

 

Il Finsteraarhorn

 

 

Foto di gruppo in vetta: da sinistra Franco col cappellino, Luciano in rosso, Maria e Ada, infine tra i fotofobici ci siamo io in primo piano e Alberto a destra.

 

Scendiamo per la cresta Est su “facili” roccette e ripoggiamo i piedini nella neve. Rimettiamo i ramponi e via, si riparte!

Il ritorno è più rapido della salita e così in “poco” tempo ci ritroviamo alla bocchetta Kastel.

 

 

Franco e Alberto in cresta, Maria è alle prese con un passaggio delicato

 

 

Dalla bocchetta Kastel…

 

Alla bocchetta Kastel rompiamo le righe e scendiamo verso il pianoro dell’alpe Kastel. Un bello scivolo di neve fa divertire tutti che vanno giù sciando con le bacchette. Io li guardo e sentendomi un po’ imbranato decido di mettere su i ramponi che pensavo di aver ritirato definitivamente. In breve siamo al Maria Luisa e quindi dopo l’ultimo sforzo a Riale.

Un ringraziamento alle persone che hanno reso possibile questa bellissima gita e che si sono prese di briga di portarsi dietro un principiante come me.

 

Alpinisti partecipanti: Franco, Ada, Maria, Alberto, Luciano e Vittorio (ma quindi sono un alpinista anch’io?)

 

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