Alpe Pianelle (1167m)

07/10/2007

Luogo di partenza: Casale Corte Cerro

 

Difficoltà escursione: T/E

 

Dislivello: 1590m complessivi di cui 795m in salita. (Casale Corte Cerro 372m –  Alpe dell’Urcia 820m – Alpe Pianelle 1167m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 4 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Escursione adatta a tutti. E’ richiesto l’uso di scarponi da montagna e abbigliamento adeguato.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si prende la strada statale in direzione Omegna. Attraversata Gravellona Toce si segue per Casale Corte. Giunti nel paese si segue la freccia che indica la località Getsemani, e giunti alla vecchia ed ormai in disuso stazione della funivia si lascia l’auto.

 

L’escursione: Dalla funivia abbandonata comincia una strada acciottolata che sale abbastanza decisamente nel bosco, ad ogni tornante sono raffigurate le scene della via crucis. Cominciamo la salita in uno scenario di freddo e nebbia raggiungendo in breve il Santuario Getsemani.

Fino a qualche anno fa si potevano incontrare suore che passeggiavano in cerca delle castagne e preti che salivano la stretta e tortuosa stradina a bordo delle loro 500.

Oggi questo luogo di preghiera giace nel bosco ormai abbandonato. All'interno della chiesa si potrebbe ammirare il bellissimo mosaico dedicato alla Vergine, così come le pitture di Theodore Strawinsky, ma sfortunatamente per noi è tutto chiuso e non c’è modo di entrare.

Dopo un giretto di perlustrazione attorno all’edificio, di cui ammiriamo in particolare il giardino retrostante la chiesa, proseguiamo seguendo le indicazioni per l’angelo, dopodichè seguiamo le indicazioni per l’alpe Urcia.

Cominciamo a salire nel bosco mentre la nebbia si fa sempre più fitta, persino la macchina fotografica risulta a tratti inutile. Ci vediamo costretti ad operare senza flash in quanto fotografiamo solo le goccioline della nebbia!

 

 

Uno dei piccoli alpeggi abbandonati giace nel suo soffice manto di nebbia

 

Ogni tanto il bosco si apre e ci immaginiamo il panorama al di là delle nubi.

In costante ascesa, infusi di una calma che solo la montagna in autunno ci può donare, arriviamo all’alpe dell’Urcia, dove finalmente troviamo frecce per il M.Cerano. Il sentiero si snoda nel bosco senza strappi e con pendenze sempre costanti. Ascoltiamo i rumori del bosco e le foglie umide sotto i nostri piedi perché lo scenario obbliga alla lentezza e alla riflessione.

Dopo circa un’oretta e mezza di cammino entriamo in una splendida pineta di abeti rossi, silenziosa come tutto oggi. Ci viene voglia di camminare senza far rumore tanto ci sentiamo intrusi in una natura che si sta riposando in una giornata grigia e triste.

 

 

Scenario da sabba e streghe o suprema manifestazione dell’essenza della montagna?

 

Dopo un ultimo breve strappo raggiungiamo l’alpe Pianelle, di solito punto panoramico. Oggi dorme come tutto attorno a noi.

Ci fermiamo per il pranzo mentre attendiamo sperando che le nubi si diradino. Da qui proseguendo si potrebbe salire alla vetta del Cerano, o passando dall’alpe Minarola o risalendo i ripidi pratoni fino al primo dei tre gobbi, dove un sentiero ci porterebbe in breve in vetta.

Ma oggi la nuvole non accennano ad abbandonare il bosco cosicché dopo un po’ ci rimettiamo in marcia seguendo la strada dell’andata.

Giunti quasi alla fine il tempo si fa beffa di noi regalandoci uno squarcio di sole e facendoci finalmente vedere la piana sotto di noi, il Mottarone, il lago Maggiore, il lago d’Orta.

 

 

Il lago Maggiore si scopre

 

Si ringraziano Giada e Vittorio.

 

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