Olympic spirit - 5c max

31/05/2009

Luogo di partenza: Albard – Olympic spirit

 

Difficoltà via di salita: 5c max

 

Raccomandazioni: Via perfettamente attrezzata ed in sicurezza, con uno spittaggio molto ravvicinato. Non occorre integrare i già numerosi e fitti punti di ancoraggio.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Seguendo l’autostrada verso Aosta si esce a Pont San Martin e quindi ci si inerpica per stradine strette e tortuose in direzione Albard. Si consiglia comunque di avvalersi di relazioni tecniche più approfondite e dettagliate della nostra.

 

Album fotografico:

 

L’escursione: Il corso di alpinismo su roccia che io e Giada stiamo frequentando non mi aveva, fino ad oggi, suscitato emozioni di rilievo. Dopo le lezioni teoriche e qualche prova pratica in falesia siamo stati a Ponte Grolla, in Val Maggia per effettuare una via di salita che non mi aveva entusiasmato.

Poi venerdì sera alla lezione teorica ecco l’annuncio: domenica si va in valle d’Aosta, sopra il forte di Bard.

Dopo la sveglia indecente mi sono messo in macchina con qualche preoccupazione, temevo infatti che per la prima volta la Valle d’Aosta, che porto nel cuore, mi avrebbe deluso come era successo la settimana scorsa con Ponte Brolla.

 

 

Alla partenza Ermes (sx) sorride, non sa che sarò affidato a lui…

 

Dopo la scelta dei nostri istruttori di farci fare, a me e Giada, la via denominata Olympic Spirit, ho appoggiato le scarpette in parete e alla fine del primo tiro di corda ero già contento: avevo appena passato un quinto grado, senza barare attaccandomi ai rinvii o appoggiandomi sugli spit.

 

 

Giada in azione

 

La roccia è fantastica e piena di porosità che permettono persino ad un novizio imbranato come me di affrontare verticalità suggestive.

Dopo i primi tre tiri di quinto grado, di cui l’ultimo mi costringe alla presa sui rinvii, ricacciando indietro la mia esaltazione del momento, la via si sviluppa in tiri molto piacevoli e mai banali, di un quarto grado divertente e panoramico.

Ovviamente la macchina fotografica non manca neppure in parete e dopo aver sperimentato con efficienza un sistema che mi consente di tenerla a portata di mano fuori dalla zaino, inizio a scattare. Il padrone di scena è ovviamente il forte di Bard, che diventa più piccolo tiro dopo tiro, e la valle d’Aosta che, tiro dopo tiro, si apre sotto di noi.

In cima ci ricombattiamo, mangiamo e ci scambiamo le sensazioni provate. Per la prima volta, sono stato bene arrampicando; forse le volte scorse mi è mancato lo spirito giusto ma io preferisco pensare che sia stato merito della valle d’Aosta, che in un modo o nell’altro riesce a regalarmi sempre delle belle sensazioni.

 

 

Roberto e Giada sono già alla sommità della via

 

Dopo la pausa ci spostiamo verso una zona attrezzata per monotipi con l’intenzione di dare quello che ci resta.

Mentre io mi esalto passando un quasi quinto grado da salire in contrapposizione Giada prova un ben più arduo quinto grado senza successo. La fatica della salita e una botta presa alla tibia l’hanno messa KO.

 

 

Il forte di Bard, all’entrata della valle d’Aosta

 

Facciamo ancora qualche tiro: i miei compagni di corso, più svelti e portati per le verticalità, si cimentano in qualche tiro di sesto grado che considero alla mia portata, pertanto faccio ancora qualcosa sul quarto grado e salgo da primo un terzo abbondante.

Non sono stanco, ne ho ancora ma è ora di tornare a casa, dopo una sosta birrifica al bar.

 

Un ringraziamento agli istruttori della scuola di alpinismo, ed in particolare ad Ermes che ha avuto l’arduo e ignobile compito di sopportarmi per un’intera giornata.

 

                                                                                      Alpinismo