Zombie

 

 

13/05/2012

 

Luogo di partenza: Ponte Brolla

 

Difficoltà escursione: 5b max (4c obbligatorio)

 

Lunghezza via: 7 tiri di corda da circa 30m

 

Tempo di percorrenza della via: 3 h circa.

 

Raccomandazioni:  Via spittata molto bene e con tutte le soste attrezzate anche con anelli da doppia. Le relazioni la danno tutta sul 4c ma… secondo noi è più dura. Probabilmente la gradazione 4c è rappresentativa della difficoltà obbligatoria (A0).

Alla fine della via non c’è possibilità di scendere su sentiero ma si scende in doppia.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Dall’A13, passata la galleria in direzione sud, si seguono le indicazioni per Centovalli- Valmaggia-Osernone, giunti a Ponte Brolla oltrepassare il passaggio a livello e parcheggiare in prossimità di un ponte di ferro.

 

Lunghezze:

7 lunghezze di circa 30m, tutte graduate 4c ma secondo il nostro modesto parere la gradazione risulta più o meno così:

1 – 4c

2 – 5a

3 – 5a

4 – 5a

5 – 5b

6 – 4c

7 – 4a

 

Album fotografico:

 

 

L’escursione:

Dal parcheggio un ampio ma ripido sentiero ci porta in circa 20 minuti all’attacco della parete. La nostra via è la prima.

Con un po’ di apprensione guardiamo la partenza un po’ sporca, mentre tiriamo fuori il materiale dallo zaino e una cordata di fianco attacca la più frequentata e duretta Quarzrader.

Per me e Giada è la prima via di più tiri in cordata insieme e da soli. Sappiamo che Ponte Brolla regala poco e già la partenza ci sembra duretta.

Indosso le scarpette e attacco: passi corti in aderenza mi guidano sulla roccia scura che stenta a darmi fiducia ma alla fine del primo tiro comincio a prenderci  la mano.

E’ sempre difficile cominciare, soprattutto in aderenza!

 

 

Giada sulla prima lunghezza

 

Giada mi raggiunge senza problemi e decide di tentare da prima.

Brava Giada!

La guardo salire e penso che forse non si tratta di un 4c, mi sembra qualcosa di più ma forse mi sbaglio.

A uno spit dalla sosta finisce i rinvii e non se la sente di superare un tettino. Sosta sullo spit e recupero.

Parto io da primo, superando il tettino che aveva bloccato Giada. Effettivamente il grado nominale è giusto se ci si allunga a prendere una scaglia lontana, altrimenti il passaggio è molto più duro!

Con i miei 20 cm in più rispetto a Giada passo e chiudo il tiro, secondo me sottograduato anche questo!

Giada non se la sente più di salire da prima, qualcosa si è rotto nell’incantesimo e la vedo parecchio agitata per le difficoltà impreviste e maggiori di quello che ci aspettavamo.

Le dico “Nessun problema, la tiro tutta io se vuoi” e decidiamo di continuare.

 

 

Ci alziamo sulla placca

 

La via segue molto elegantemente lo spigolo dello sperone e corre parallela alla Quarzrader che, a dirla tutta non mi sembra sia molto diversa, forse un po’ più dura ma secondo me non moltissimo.

Il meteo è la perfezione del climber: niente vento, sole non troppo forte e la temperatura ottimale.

Saliamo abbastanza veloci tiro dopo tiro, sempre lungo lo spigolo, fino a metà del quinto in cui la via piega a destra verso la Quarzrader.

 

 

In pieno sperone, paralleli alla Quarzrader

 

Questo tiro, malgrado sia dato come gli altri, è secondo me il più tecnico e difficile dell’intera via. Dapprima ci si tiene sullo spigolo e solo all’ultimo si traversa a destra verso lo spit che curva la via, poi ci tiene a destra degli spit per sfruttare qualche appoggio della Quarzrader… (che in quel punto è data 5b) ma qualche movimento un po’ arzigogolato bisogna farlo comunque… è sicuramente il 4c più duro che abbia mai fatto!

Ad ogni modo e ad onor del vero anche tirando qualche rinvio, arrivo in sosta e costato con mia grande soddisfazione che le difficoltà sembrano essere finite.

Anche Giada riporta le stesse impressioni sul tiro, trovandolo più tecnico degli altri e insieme ci prepariamo a chiudere la via.

Effettivamente sesto e settimo sono molto più facili.

La via continuerebbe, volendo, su Quarzrader che da qui in poi si impenna e si verticalizza. La osserviamo e gli diciamo “sarà per la prossima”, anche perché ci aspetta una serie infinita di calate in doppia, conciati come siamo con una sola corda da 60m!

 

A scendere facciamo pratica con le doppie se all’inizio il meccanismo risulta un po’ arrugginito alla fine siamo soddisfatti della nostra rapidità e manualità.

 

Una bella via, elegante e pulita, quasi tutta in aderenza come piace a me, ma con qualche tacchetta sempre lì da tenere. Molto più carina, secondo noi, della vicina Nika.

La prossima volta sarà per Quarzrader… ma oggi saliamo in macchina soddisfattissimi per la bella via fatta.

 

 

Climbers: Vittorio, Giada.

 

      

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