M. Ziccher (1967 m) con le ciaspole

02/03/2008

Luogo di partenza: Oratorio del Blizz

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 1394m complessivi di cui 697m in salita. (Oratorio del Blizz 1270 – Pragrande 1457m – Monte Ziccher 1967m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 5h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Escursione classica e molto frequentata sia nel periodo estivo quanto in quello invernale in quanto è una delle mete più ambite dagli scialpinisti e dai ciaspolatori. Non presenta particolari rischi o difficoltà in quanto il percorso si snoda in un bellissimo bosco di sempreverdi, che limita il rischio valanghe. Piuttosto aereo l’ultimo tratto.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Seguendo la superstrada SS33 del Sempione in direzione Sempione si esce a Masera e si seguono le indicazioni per la Valle Vigezzo. Dopo essersi addentrati nella valle e giunti a Santa Maria Maggiore si seguono le poche frecce per Craveggia e quindi per Blizz. Giunti alla fine della strada asfaltata si parcheggia l’auto. E’ bene essere muniti di gomme antineve o di catene a bordo.

 

L’escursione: Arriviamo a Blizz di buon ora, il sole non è ancora alto ma capiamo subito che oggi non vedremo una nuvola. Malgrado questo delle raffiche di vento ci mettono in apprensione. Speriamo bene che si calmi un poco o sarà una bella avventura …

Da Blizz seguiamo il sentiero per il monte Ziccher, purtroppo non c’è neve e siamo costretti a portarci dietro le ciaspole legandole alla meglio allo zaino.

Il paesaggio è incantevole, il Gridone, o Limidario, ci si para davanti in tutta la sua terrificante mole, mentre riconosciamo la Laurasca, il Pizzo Ragno, il Togano… il Rosa con il suo massiccio si erge sopra ogni cosa… in giornate come questa è un gigante che fa sentire tutto la propria grandezza e maestosità.

La salita avviene piacevole e morbida in un bel bosco di sempreverdi, tra pini e larici maestosi iniziamo a prendere quota mentre la traccia del sentiero è segnalata da segni di vernici rosso-bianco. Unica pecca: la neve la vediamo solo sulle cime lontane e non sotto i nostri scarponi.

Fa caldo e il sole inizia a picchiare quando giungiamo nei pressi dell’alpe Pragrande.

 

 

Il Gridone visto da Pragrande: semplicemente inattaccabile (per noi)

 

Finalmente a Pragrande troviamo abbastanza neve da convincerci a mettere le ciaspole senza sentirci idioti, cosicché la da adesso in poi  siamo completamente soddisfatti.

Il panorama diventa sempre più bello man mano che prendiamo quota, lo Ziccher ancora non si vede e a causa della morfologia del territorio non lo vedremo fino a che non saremo quasi giunti in vetta.

 

 

L’arco alpino dominato dal gigante Rosa, sulla destra appare l’Alphubel

 

Dopo Pragrande risprendiamo a salire nel bellissimo bosco, non possiamo non fermarci a contemplare alberi secolari belli e rugosi, aspri e maestosi, solo chi ama la montagna capirà cosa sto dicendo.

Finalmente la visuale si apre davanti ai nostri occhi spaziando su un bel pratone innevato, scorgiamo due escursionisti intenti alla salita, o forse fermi in una sosta a rimirare il panorama. Al fondo del pendio, la vetta dello Ziccher, scoscesa e senza neve, ci guarda mentre il vento inizia a dare un po’ fastidio.

 

 

Meraviglioso panorama, in fondo il lago Maggiore, ma lo sguardo corre al Gridone

 

Risaliamo il pratone fino a giungere sulla lama della cresta. Visione mozzafiato. Lo Zaccher è alla nostra sinistra. Togliamo le ciaspole per affrontare un breve tratto strapiombante da entrambi i lati fino a portarci sotto la vetta. Il passaggio non è difficile, è piuttosto largo e ultrabattuto da escursionisti come noi, sono comunque necessarie calma e attenzione.

 

 

Tratto di cresta che porta sotto la vetta

 

Ci arrampichiamo sulle boccette comunque non pericolose, anzi è piuttosto divertente usare anche le zampette anteriori ogni tanto! In breve siamo sull’anticima. La croce è vicinissima e percorrenza la cresta la raggiungiamo. Il vento si è un po’ calmato e ci concede il tempo di ammirare le meraviglie che ci si parano davanti.

Sembra di essere aerei, affacciati sull’arco alpino, lontano e imprendibile, sulla splendida vale Osernone così vicina sotto di noi. Con la mente voliamo verso il Rosa, l’Allalinhorn, l’Alphubel, la Weissimies, e poi verso la Svizzera Ticinese, del canton Grigioni, fino a fare il giro passando dalla Lombardia, alla vicina Val Grande, al vicinissimo pizzo La Scheggia.

Binocoliamo per un po’ per posare lo sguardo sui giganti, per essere per un attimo vicini a loro.

Raramente una vista è stata più appagante.

 

 

Foto di vetta. Vittorio e Giada volano sul mondo.

 

Dopo le tante foto di vetta ci fermiamo per il pranzo, che consumiamo al cospetto della natura mentre gli occhi riflettono la gioia e la malinconia di chi sogna cose più grandi di sé stesso.

Ci rimettiamo in marcia sulla via del rientro, prendendoci tutto il tempo che ci serve a gustare questa splendida giornata.

 

Escursione di Vittorio e Giada

 

                                                                          Val Vigezzo