Monte Zerbion (2719m)

 

23/12/2012

Luogo di partenza: Promiod (Chatillon)

 

Difficoltà escursione: BS

 

Dislivello: 1219 m di salita, (Promiod 1500m – Boettes 1715m – Arsine 1837m – Francou 2035m – M.Zerbion 2719m)

 

Luogo di partenza: Promiod

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 3 h di salita

 

Raccomandazioni: Bella gita, in ambiente grandioso. Le difficoltà sono concentrate nell'ultima parte e riassumibili in qualche passaggio in cresta un po' espostino e stretto e nell'ultimissimo tratto che conduce alla statuona sommitale, piuttosto ripidino ed esposto. Attenzione alle cornici in cresta e a distacchi di neve in caso di neve insicura.

In condizioni non ottimali è consigliabile salire a piedi l'ultimo tratto (utili i ramponi in caso di neve molto dura).

 

Traccia GPS: Clicca con tasto destro e salva con nome: Zerbion

 

Album fotografico:

 

 

L’escursione:

Cresta dello Zerbion, quota 2600m.

In una delle mie mani c’è una bacchetta rotta, nell’altra una intera. Davanti a me la cresta si raddrizza per l’ultimo strappo. Troppo pericoloso fare le inversioni lì con un solo bastoncino, per cui decido di parcheggiare le tavole per proseguire a piedi. Faccio 10 m ma sfondo fino alle anche. Non c’è verso di proseguire, così torno ai miei sci.

Mancano 119m di dislivello, 119 m che la mia rabbia non riesce a colmare. Poi mi fermo, ascolto il vento, ascolto me stesso. In fondo sono in montagna e anche se a 100 m dalla agognata cima, sto bene. Quindi vedo una ragazza che ha parcheggiato gli sci 50 m più in là e… prosegue a piedi, senza sfondare! Da me ai suoi sci non ci sono inversioni da fare, per cui reinforco i legni per fare il pezzettino sfondoso, li riparcheggio e salgo a piedi.

Malgrado il mio corpo sia sullo Zerbion, la mia mente è su qualche 8000 himalayano, sono a piedi e sfondo nella neve, tira vento. Solo l’aria è un po’ più densa e non devo rifiatare ogni mezzo passo. Ormai ci sono, sono tutt’uno con la cima, mentre la statua di vetta diviene sempre più grande e riconosco le giacche dei miei amici.

 

Alla partenza a Promiod ci accoglie un caldo a dir poco anomalo, capisco subito che mi toccherà soffrire non poco ma non immagino così tanto.

Saliamo per imboccare lo stradino che in falsopiano ci fa guadagnare poca quota, poi entriamo nel bosco. Il gruppo si sgrana, io e Fabrizio andiamo in fuga di buon passo, il caldo non è poi insopportabile, sono vestito abbastanza leggero.

 

 

Promiod

 

All’uscita dal bosco cominciano le tribolazioni. Lo zoccolo! La neve è colla allo stato puro e si attacca alle pelli costringendoci a varie soste per pulirle. Enzo mi supera baldanzoso, le sue pelli nuove performano decisamente meglio, io e Fabrizio arranchiamo con chili di neve sotto le pelli.

Poi oltre il danno arriva anche la beffa, picchiando rabbiosamente la soletta con il bastoncino lo trancio di netto.

Impreco perché intanto anche il vento si è messo di traverso, proprio in vista della cima, anche se lontana.

 

 

Il panorama si apre

 

Dopo uno sguardo all’altimetro che segna 2300m decido di proseguire fino all’attacco ripido della cresta, che stimo attorno ai 2500m, per poi proseguire a piedi.

La salita diventa davvero faticosa e il bastoncino mondo sfonda nella neve, costringendomi a pesarmi molto bene sulle pelli, anche per stare in piedi nelle raffiche di vento.

Poi all’attacco della cresta mi supera Fabrizio, anche lui abbastanza affaticato e stanco per il continuo formarsi dello zoccolo di neve che oggi è davvero impietoso.

 

 

Lo Zerbion lontano

 

Dove si verticalizza vado a piedi e in breve sono in vetta a stringere le mani degli amici.

Pochi minuti ed ecco Luca, con le sue pelli nuove che non hanno raccolto neppure un grammo di neve e sua moglie Francesca, anch’ella con un copioso zoccolo sotto le pelli.

Oggi, la colla non ha risparmiato nessuno.

Per fortuna Francesca mi cede il suo bastoncino per la discesa, secondo me non voleva avermi sulla coscienza!!!

Discesa che sarà molto …. Strana. Fantastica la prima parte, difficilotta poi e pesantissima in fondo.

Le gambe urlano vendetta quando ci tocca spingere qualche pezzettino, complice anche lo zoccolo sotto le solette che ci compagnia anche a scendere.

 

Una bellissima gita, in grande ambiente di abeti secolari e poi di cresta panoramicissima.

 

Scialpinisti: Vittorio, Fabrizio, Enzo, Luca, Francesca, Marco

 

 

 

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