06/06/2010
La gara:
Quando ho cominciato a correre, qualche anno fa, la Maratona della Valle
Intrasca mi sembrava una cosa da pazzi, da superuomini non umani che partendo da
Intra salivano per 1501 m fino al rifugio CAI del Piancavallone e poi
ridiscendevano fino alla piazza dalla quale erano partiti: a coppie.
Penso a tutto questo mentre con la mia compagna di gara, Sabrina, arrivo in
piazza Ranzoni ancora un po’ assonnato.
L’aria della gara, con la sua atmosfera molto cordiale e simpatica, mi colpisce
come uno schiaffo al viso facendomi svegliare. Le gambe tremano al pensiero del
dislivello e della lunghezza del percorso ma la mia socia, sempre sorridente, mi
permette di entrare nel giusto spirito, lavando via la competizione e
l’agonismo.
Infatti, quest’oggi, il nostro scopo sarà quello di arrivare in fondo, che già
di per se é un risultato.
Al via partiamo tranquilli, con un passettino che ci consente anche di
chiacchierare e da Ramello affrontiamo la prima salita verso Caprezzo. Fin qui
tutto benissimo: le gambe sono cariche e scendiamo decisi sui bellissimi
sentieri fino a Ponte Nivia, dove un breve tratto di asfalto ci porta
all’attacco della salita lunga, quella decisiva, verso l’alpe Piazza.
La rampa é di una durezza micidiale e ce ne accorgiamo quasi subito. Quasi tutti
cominciamo a camminare sui gradoni che non danno tregua ma I rifornimenti sono
abbondanti e frequenti. Nessun respiro fino a Intragna e anche oltre, fino a che
nei pressi dell’alpe Piazza riusciamo a corricchiare qualche tratto di sentiero
nel bosco.
Il tempo tiene abbastanza bene e il percorso diventa sempre più bello, fuori dal
bosco con tutta la vista sul lago. Il sentiero da finalmente tregua in vista del
rifugio e con numerosi saliscendi a mezzacosta ci portiamo all’attacco della
rampa finale, appena sotto il rifugio. Giada é a fare assistenza all’ultimo
rifornimento e ci incita, dicendoci che stiamo andando bene e che ormai la
salita é finita. Effettivamente un po’ di falsopiano e poi via verso il Pizzo
Pernice per imboccare la lunga discesa: siamo al giro di boa.

Vittorio e Sabrina (pettorale 215) al Piancavallone
Io e Sabrina, entrambi discreti discesisti, ripieghiamo le ali e ci lanciamo in
picchiata come due falchi ma i chilometri di salita nelle gambe si fanno sentire
e così dopo poco siamo costretti a rallentare per problemi muscolari.
Peccato, certo, ma lo scopo é arrivare degnamente e siamo ancora certi di
poterlo centrare e allora via giù sempre più giù verso Pala, Miazzina e infine
Monscenù, su una discesa molto corribile e divertente, anche infinitamente
lunga.
Un ultimo tratto tecnico ci porta a Cambiasca e da qui siamo costretti a tornare
a spingere sulle nostre gambe, dopo 25 Km fatti e ore di sforzo. Meno male che
Sabrina mi ha fatto bere a tutti i rifornimenti altrimenti sarei già disidratato
da un pezzo!
Da Trobaso in poi superiamo alcune coppie in difficoltà: la benzina finisce e in
una gara così lunga é facile ritirarsi…
Cerco di incitare gli atleti in difficoltà: manca poco alla fine anche se in
realtà incito me stesso mentre il mio occhio si posa sul GPS e sui chilometri
percorsi che segna.
Ultimi chilometri con le gambe pesanti che proprio non ne vogliono sapere di
spingere come si vede ma ormai rido. Rido perché degli ultimi chilometri conosco
ogni centimetro, ogni lieve pendenza, ogni curva, ogni metro. Rido perché ormai
ce l’abbiamo fatta a realizzare un sogno, una chimera impossibile e per giunta
in modo decoroso.
Ultime svolte a Intra, pavé e si entra in piazza Ranzoni dove un tappeto rosso
ci aspetta. Ci prendiamo per mano e tagliamo il traguardo salendo gli ultimi
centimetri di dislivello per montare sul palco di arrivo.
Un abbraccio forte tra me e la mia socia, e poi si ride!
E così finisce una bellissima esperienza, magnifica, grande, lunga.
Per me era una sfida, il finire la Valle Intrasca, superando quei limiti
immaginari che le altre persone ci appioppano e ai quali noi finiamo per
credere, facendoli nostri. Limiti che non esistono, che vanno rotti, infranti in
mille pezzi arrivando in piazza Ranzoni con il sorriso nel cuore e la mano nella
mano della mia socia di allenamenti.
Sensazioni bellissime ed intense che solo chi corre e chi si sfida può capire.
Gemme, attimi puri che colorano la vita e dimostrano a noi stessi che ce la su
può fare e che si può far parte di quei pazzi che da Intra corrono al
Piancavallone e poi scendono giù stanchi e trafelati.
Un grande ringraziamento va a tutte le persone che hanno collaborato alla
organizzazione di questa bellissima gara, eccellente sotto molti di vista ma
soprattutto unica nel suo genere.
Ringrazio soprattutto Sabrina che ha accolto il mio desiderio di correre la
Maratona della Valle Intrasca e che oltre a sopportarmi nei numerosi allenamenti
insieme ha dovuto farlo anche durante tutta la gara, corsa rigorosamente in
coppia.
Vorrei suggerire a tutte le persone che hanno un sogno di inseguirlo, perché si
può farcela a realizzarlo, anche se va apparentemente oltre i nostri limiti.
Vittorio