Traversata della Valgrande (Val Loana – Premosello Chiovenda)

22-23/08/2009

Luogo di partenza: Fondi Ghebbi (Val Loana)

 

Difficoltà escursione: EE

 

Dislivello: 3990m complessivi di cui 1487m in salita e 2503m in discesa (Fondi Ghebbi 1238m - Le Fornaci 1327m – Alpe Scaredi 1841m – La Balma 1544m – Alpe Portaiola 1293m – Alpe In La Piana 944 m – Val Gabbio 1100m – Alpe Val Gabbio 1000 m – Alpe Serena 1320m - Alpe della Colma 1728m – Alpe La Piana 990m -.Alpe Lut 804m – Colloro 523m – Premosello Chiovenda 222m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 10-11 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Malgrado sia un itinerario percorso da molti escursionisti è consigliato effettuarla in presenza di una guida o di una persona esperta, conoscitrice della zona. Data la lunghezza del percorso è richiesto un buon allenamento, mentre per il pernottamento al bivacco di In La Piana è necessario un sacco a pelo.

A parte le difficoltà legate al percorso la gita non è tecnicamente problematica, bensì una camminatone attraverso una delle valli più belle delle Alpi.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la strada statale SS33 del Sempione fino a raggiungere l’uscita Val Vigezzo – Masera. Quindi si percorre la val Vigezzo fino a Malesco, dove si seguono le indicazioni per la Val Loana. Percorsa la strada asfaltata fino alla fine si giunge alla località Fondi di-Gabbi, punto di partenza dell’escursione.

 

Album fotografico:

 

L’escursione:

1°Giorno. Canta il gallo alle cinque di mattina e zaino (pesante) in macchina ci apprestiamo a raggiungere i punto di ritrovo ala stazione di Premosello dove ci aspetta il pulmino che ci guiderà fino in Val Loana. La compagnia degli impavidi del CAI Intra è come sempre stupenda!

A Fondi Ghebbi un caldo pallido e un timido sole ci accolgono e inizia la salita verso Scaredi. Il sentiero battuto da moltissimi escursioni tutto l’anno ci da tregua fino a quando ormai il sole diventa un po’ meno timido e l’aria inizia a diventare rovente. Un po’indeboliti da questa sauna benessere arriviamo alle Fornaci e riempiamo lo sguardo del panorama che ci circonda (in verità trangugiamo litri e litri d’acqua). La salita da me già percorsa per raggiungere la cima Laurasca e il Pedum sembra carica di nuove emozioni; forse perché a parte il Pedum dove ho potuto assaporare un po’ di selvaggia Val grande questa volta mi sarei finalmente riempita gli occhi di natura incontaminata.

Inizia la salita fino all'alpeggio di Scaredi dove un’altra sosta sembra obbligata: davanti a noi tantissime cime fra cui il Proman, la Laurasca e tutta la Val Vigezzo.

 

 

Scorcio di Scaredi.

 

E da qui inizia la discesa verso In La Piana. Il sentiero che scende verso la Balma è abbastanza dissestato ed è necessaria un po’ di cautela. Inoltre, il nostro Franco ovvero la nostra guida, ci avverte del pericolo vipere e sprezzante del rischio ci fa da battistrada mentre tutti o si munivano di pantaloni lunghi o si tiravano su i calzettoni paurosi di prendersi qualche morso… 

Durante il percorso finalmente la nostra sirenetta Lucia con alcuni seguaci adocchia una bella pozza d’acqua e coraggiosa come sempre e con costume alla mano si prepara per un bagnetto nelle acque che si dica facciano ringiovanire (l’anno prossimo anche io!!!).

La discesa ci riporta in basso a circa 1200m. I boschi di faggi, i prati e i fiori di campo ci portano all’alpe Portaiola. La natura fa il suo corso e ormai delle baite rimangono solo pochi ruderi. Sembra incredibile immaginare a come nel passato la Val Grande sia stata popolata e sfruttata dall’uomo; guardandosi in giro si può dire che la natura l’abbia avuta vinta e si stia riprendendo tutto spazio di cui era stata privata.

Si continua verso un sentiero meno ripido e non più dissestato come prima fino a ritrovarci a guadare il rio Val Rossa (o per i più impavidi attraversando un ponte pericolante) e a risalire un piccolo pendio sempre nella faggeta. Arrivo a destinazione: In La Piana. Siamo i primi della giornata e ci guadagniamo un meritato pranzetto nel silenzio e nella solitudine più totale.

 

 

Arrivo In La Piana.

 

Durante il pomeriggio Franco ha lasciato le “pecorelle” libere di pascolare: c’è chi è andato al Mottac, chi ha raccolto funghi e chi ha scorazzato un po’in cerca di piccoli angoli di paradiso.

Io e Vittorio siamo riscesi verso il rio e siamo andati a goderci la famosa cascata della Val Grande. Piedi in acqua siamo ritornati un po’ bambini dilettandoci con giochi degni delle scuole elementari.

 

 

Alla famosa cascata.

 

Scende la sera e iniziano i preparativi per la cena: spaghetti con sugo made in Lucia e funghi trifolati appena appena raccolti seguiti da vino, liquori, grappe… Intanto fanno capolino tanti altri escursionisti fra cui il mago di Oz e un simpaticissimo gruppo di ragazzi che poverini arrivati un po' tardi hanno trovato posto per dormire solo in cucina!!!

Il buio invade completamente lo spazio intorno a noi e migliaia e migliaia di stelle mi illuminano gli occhi…buonanotte Val Grande.

 

2° Giorno. Sveglia ore sei ma in realtà non ho praticamente dormito (qualcuno russava…). Destinazione finale: Premosello. Il sentiero per un’oretta è praticamente in piano nella semioscurità della faggeta. Il bosco è lasciato a sé e tutto è magico e silenzioso.

In saliscendi la nostra guida Franco ci fa fare una deviazione dal percorso classico, permettendoci di passare dall’alpe Val Gabbio e dopo aver guadato un torrentello comincia la faticata. Infatti finito il “riposino” un rapido strappo ci fa salire su un ripido pendio fino ad arrivare ad uno spiazzo dove è ancora visibile il rudere di una casetta di boscaioli: il Colletto. Dopo la meritata pausa colazione e l’incontro con il mago di Oz si inizia a perdere quota per scendere in val Serena.

Da qui è visibile, lontano ma soprattutto alta, la Colma di Premosello.

E allora ricomincia la salita, quella vera, l'ultima della lunga gita. Lasciamo il bosco alle spalle e il paesaggio intorno a noi si apre. Il caldo è molto ma durante la salita mirtilli, more e fragoline di bosco ci rendono più sopportabile la fatica.

 

 

La lunga discesa.

 

Dopo un ora e mezza raggiungiamo la colma di Premosello e sostiamo per un lauto pranzetto. La salita è finita ma discesa è lunga, lunghissima.

Si riparte giù per il ripido pendio. In pochissimo tempo da 1700m si arriva a 1200. Solo dopo il sentiero si fa meno ripido e le ginocchia iniziano a respirare. Da prati ripassiamo nuovamente ai boschi fino a raggiungere l'alpe la Motta. Ancora un breve tratto e raggiungiamo l’alpe La Piana: ultimo alpeggio prima di arrivare a Colloro. Già in questo alpeggio sembra essere ritornati di colpo alla “civiltà” incontrando parecchio via vai.

Passando dall’Alpe Lut quindi alla dighetta di Colloro e tagliando su sentieri siamo arrivati faticosamente a Premosello dove abbiamo ripreso le macchine…

 

 

Gli impavidi escursionisti.

 

Un ringraziamento al CAI Verbano che ci ha sopportati anche questa volta, e per ben due giorni...

 

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