Traversata dei Torrioni Magnaghi

 

 (2040 – 2045 - 2078m)

 

16/09/2012

Luogo di partenza: Pian dei Resinelli (1862 m)

 

Difficoltà escursione: AD+

 

Lunghezza: 6 lunghezze lo spigolo Dorn, 1 lunghezza per il Magnaghi Centrale e 4 lunghezze per la normale al Magnaghi Settentrionale

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 7 h

 

Raccomandazioni: Bella via su roccia con difficoltà contenute. I pericoli più grandi sono costituiti dall’affollamento, che può causare scariche di sassi.

Malgrado queste premesse tenere presente la chiodatura lunga, per cui abbiamo integrato con friends e cordini.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Lecco si imbocca il tunnel verso Colico e si seguono le indicazioni per la Valsassina, quindi per il pian dei Resinelli, che si raggiunge con numerosi tornanti.

 

Album fotografico:

 

L’escursione:  Da un po' di tempo avevo in mente la variante Polvara al Torrione Magnaghi Meridionale, descritta come facile e divertente da molte relazioni che si trovano sul web. Dopo averla rimandata per qualche mese, pensando sempre di farla la settimana successiva, ecco che questo weekend, dopo il giro di telefonate e e-mail, ci accordiamo io e Matteo per andare a scalare in Grigna.

Lui storce il naso alla mia proposta, la normale ai Magnaghi è troppo semplice per lui, quindi salta fuori con la propostona di fare la traversata. Ovviamente accetto di buon grado la cosa ma quando ci troviamo al Pian dei Resinelli ci accorgiamo che i Magnaghi e tutte le altre bellissime strutture della Grigna sono immerse nella nebbia.

Il freddo e le nuvole raffreddano un po' i nostri animi e quando raggiungiamo la forcella all'attacco dello spigolo Dorn siamo un po'... scazzati.

C'è tantissima gente compreso un corso di alpinismo, meno male che ci sparpagliamo un po' sulle varie vie ma nonostante questo l'affollamento sarà una costante di tutta la giornata.

Preparativi nelle nuvole, mani freddissime, parto io da primo sullo spigolo Dorn per chiudere facilmente un tiro facile e breve. Potrei andare oltre la sosta ma mi sembra che la via si complichi con un passaggino esposto e anche un po' fisico. Le mani fredde non mi danno la giusta sensibilità e così mi fermo in sosta.

 

 

Matteo sullo spigolo Dorn

 

 

Matteo mi raggiunge e riparte, carico e disinvolto, superando il passaggino, poi inventa un bel traverso finendo sull'Antidorn senza accorgersene.

Tocca a me, che faccio un tiro dell'antidorn senza saperlo e poi, finalmente in sosta, ci accorgiamo di essere sulla via sbagliata.

Spostiamo le corde e ripartiamo, tocca di nuovo a me.

La partenza non è banale, poi mi incasino traversando sull'Albertini e all'uscita di un diedro, in equilibrio precario, ci metto un po' a trovare la protezione giusta da mettere in una crepa. Dopo qualche attimo di tensione non felicissimo mi sblocco e riparto, arrivando agevolemente in sosta.

La via diventa facile, facilissima e decidiamo di proseguire fino in cima in conserva protetta, percorrendo la cresta di II grado mentre Matteo piazza qualche cordino nelle clessidre.

Sulla vetta del Magnaghi meridionale ci concediamo una pausa, poi una breve disarrampicata per incontrare il famiderato passaggino di IV+, tanto storico quanto unto.

 

 

Meravigliosa Grignetta

 

Tocca a Matteo che agevolmente giunge in vetta al Magnaghi centrale.

Altra disarrampicata verso le catene che portano alla forcella del Glasg, mentre dall'alto, a causa dell'affollamento, parte una bella sassaia che investe la forcella!

Veloci e rapidi ripartiamo sulla normale al settentrionale, che ci sembra meno soggetta a sassaiole e anche meno affollata.

Riparto io da primo e qui sì che mi diverto! III grado circa, a stima, forse qualcosa in più, su solida placca a tacchette.

Una vera libidine dopo l'unto dello spigolo!

Secondo tiro di Matteo, poi di nuovo io, in sosta a pochi passi dalla cima, dopo un passaggio in caminetto non proprio scontato.

A Matteo l'onore della conquista della cima, dove ci stringiamo calorosamente le mani, scaldati dal sole.

 

 

Vittorio e Matteo alla fine della traversata

 

Ci aspetta una discesa non divertente, in parte sulla cresta Senigallia e poi lungo la infida Cermenati, dove riesco a fare qualche scivolone senza conseguenze. Sarà colpa della stanchezza o delle scarpe da tennis?

Poco importa, quello che conta è che ci sediamo al bar dei resinelli, con una meritata birrozza sul tavolo a mangiucchiare qualcosa e che come al solito, parliamo di vie fatte, vie da fare, vie che guardiamo, che conosciamo ma soprattutto di quelle che sognamo.

 

Alpinisti: Vittorio e Matteo

 

                                                                                                                                                Alpinismo