Pizzo Tignolino (2246m)

29/05/2011

Luogo di partenza: Alpe Faievo

 

Difficoltà escursione: E/EE

 

Dislivello: 2792m complessivi di cui 1396m in salita (strada dell’Alpe Faievo 850 m - alpe Faievo  983m - Alpe Parpinasca 1220m – Costa dei Bagnoli 1740m – Passo di Basagrana 2070m - pizzo Tignolino 2246m – Passo dei tre uomini 2053m – Alpe Rina 1720 – Alpe Nava 1710m – Alpe Pieso 1457 m - Alpe Parpinasca 1220m - alpe Faievo  983m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 6-8 h complessive di cui 3-4 di salita

 

Raccomandazioni: Gita bellissima e lunghissima che permette di conquistare una delle cime più panoramiche della Valgrande e di effettuare una giro attraverso gli alpeggi poco esplorati e frequentati che si trovano sul lungo rientro.

La cresta del Tignolino non è difficile ma è bene affrontarla in condizioni asciutte.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Da Trontano si seguono le indicazioni per il rifugio Parpinasca. Un bivio indica a sinistra strada e a destra sentiero. Si sale fino all’alpe Faievo su fondo a tratti sterrato ma mai problematico. Una 4X4 non è indispensabile tuttavia molto utile…

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". pizzo Tignolino

 

Album fotografico:

 

 

 

 

L’escursione: I risvegli mattutini non sono proprio il mio forte e così quanto mi tiro su dal letto più rimbambito del solito non ci bado più di tanto.

Con gli amici Enzo, Luca e Francesca risaliamo la strada verso l’alpe Faievo e prima di arrivare a destinazione la macchina comincia a lamentarsi. Non ne vuole sapere di salire ancora e dopo uno sguardo all’altimetro che segna 850m decidiamo di parcheggiare.

In breve raggiungiamo l’alpe Faievo e quindi l’alpe Parpinasca, dove sotto un cielo perfetto facciamo una piccola sosta. La finta vetta (Tignolino di Trontano) ci guarderà lungo tutto il percorso mentre risaliamo bei prati costellati di baite ben curate.

 

 

Alpe Scarpia

 

Un traverso ci porta a guadare un torrentello ed entriamo nel vallone parallelo.

Le natura esplode in questa stagione: rododendri in fiore, erba più verde che mai, fiori… è davvero uno spettacolo sublime salire in questo ambiente meraviglioso, mentre la Costa dei Bagnoli ci guarda dall’alto con i suoi numerosi tornanti da superare per salirla.

Di passo calmo ma senza fermarci molto saliamo alla costa dei Bagnoli e finalmente vediamo il passo di Basagrana e la vera vetta del Tignolino.

C’è ancora qualche piccolo nevaio da superare ma niente di problematico, per cui di buona lena raggiungiamo il passo di Basagrana, sotto la muraglia del Togano.

 

 

Togano bello e arcigno

 

Quando ero stato sul Togano con l’amico Fabrizio non avevamo visto quasi nulla e provo ad immaginare che bello sarebbe oggi essere lì in vetta, sul tetto della Valgrande.

Ma Tignolino doveva essere e Tignolino sarà. Mangiucchiamo qualcosa e ripartiamo per la parte più divertente e tecnica dell’ascensione: la cresta Est del Tignolino.

Dapprima erbosa, poi qualche sasso, poi si vede una traccia con qualche ometto che aggira il filo della cresta sulla sinistra. Ma chi mi conosce sa quanto io sia innamorato delle creste e così io ed Enzo ignoriamo tracce e ometti e ci piazziamo sul filo della cresta, superando agevolmente i sassoni che la costellano e dopo l’ultimo pezzettino infido e un po’ instabile sbuchiamo sulla vetta, dove anziché la solita croce troviamo una specie di treppiede in ferro.

 

 

Vetta del Tignolino: Vittorio, Enzo, Francesca e Luca

 

Lo spettacolo che la vista ci offre è notevole: i 4000 sfilano all’orizzonte e anche il panorama sulla Valgrande è notevole mentre in fondo osserviamo i laghi Maggiore e di Varese.

Strette di mano e merenda, foto di rito e consulto sul da farsi per il rientro. Ad attirare magneticamente i nostri occhi c’è la cresta bellissima ed elegante che porta al Tignolino di Trontano, da lì sarebbe forse possibile scendere nel fornale di Rina e quindi rientrare.

Ma l’incognita ci spaventa un poco e la cresta ci sembra non banale, per cui optiamo per la discesa dal passo dei tre uomini e quindi verso l’alpe Rina.

 

 

L’elegante cresta Nord del Tignolino

 

Il rientro sarà lunghissimo e molto bello. I saliscendi sono numerosi e la fatica si fa sentire.

Inoltre verso l’alpe Rina comincia a salirmi pure la febbre e realizzo che la stanchezza mattutina era una avvisaglia. Da qui in poi, lunghi traversi nel bosco, saliscendi che ci portano all’alpe Nava e finalmente a scendere verso Pieso.

Gli ultimi minuti verso Parpinasca mi sembrano interminabili; ormai faccio davvero fatica a tenere duro e al rifugio chiedo un passaggio in jeep verso Faievo.

Un ringraziamento al gentile rifugista…

Enzo, Francesca e Luca da veri duri invece camminano l’ultima mezz’oretta fino alla macchina.

Grande gita, molto lunga (circa 16 Km) dal dislivello notevole (1600 m di salita totali da GPS) e di grande soddisfazione!

 

Escursionisti: Vittorio, Enzo, Luca e Francesca

 

 

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