Sustenhorn (3503m)

 

07-08/06/2014

Luogo di partenza: Steingletscher

 

Difficoltà complessiva: BSA

 

Tempo di percorrenza: 2 h per la salita alla Tierberglihutte, 2 ½ da qui alla cima

 

Dislivelli: 1523m di salita (Chuebergli 1980m – Tierberglihutte 2795m – Sustenhorn 3503m)

 

Raccomandazioni: ascensione alpinistica relativamente facile, su pendenze mai ripidissime, fattibile anche in giornata.

Consigliata l’attrezzatura completa (ramponi, piccozza, corda, imbrago, viti, cordini…) anche se normalmente si arriva in vetta con gli sci ai piedi.

 

Traccia GPS: Clicca con tasto destro e salva con nome: Sustenhorn

 

Album fotografico:

 

 

 

L’escursione:

L'estate è alle porte, in gran caldo in arrivo; nonostante queste premesse decidiamo di fare una due giorni al Sustenpass, nella profonda svizzera, sfruttando la strada da poco aperta.

Partiamo ad un'ora tarda, quasi inconcepibile per lo scialpinismo, e mettiamo gli ai piedi dal parcheggio dopo Steingletscher alle tre di pomeriggio.

Ci aspetta una breve salita verso la Tierberglihutte, che però non si svolge su percorso banale, essendo comunque su ghiacciaio. Alla partenza la paura comune è il caldo, ma fortunatamente dopo i primi dieci minuti di salita inizia a circolare un po' d'aria ed il clima diviene quasi perfetto. Dopo 5 minuti di portage mettiamo gli sci, e tolti solo per un breve passaggio in roccia, ci aspetta il pianoro sul ghiacciaio prima dello strappo più ripido.

Ci guardiamo attorno e tra scariche lontane delle pareti laterali affrontiamo il tratto chiave, passando lontani dai seracchi che iniziano a scoprirsi dalle loro vesti invernali, poi la salita diviene più dolce, regolare.

Trovarsi in ambiente glaciale con le tavole ai piedi è una emozione notevole per me, amante del ghiacciaio e dello scialpinismo, tanto che mi sembra il connubio perfetto tra saltare crepi in estate e pestare neve in inverno. Gli spazi sono come piacciono a me, di ampio respiro, con il ghiacciaio circondato da cime aguzze ancora innevate.

 

 

Ospiti della Tierberglihutte

 

Appare la Tierberglihutte, in cima ad uno speroncino roccioso. Purtroppo, la salita di oggi sta già finendo, ma domani ci aspetterà la salita alla vetta.

Alla hutte ci riposiamo, scherziamo, mangiamo e naturalmente beviamo, passando la serata in allegria.

Andiamo a nanna e purtroppo per i miei compagni di gita russerò fino all'ora della sveglia... poveretti! So che me la faranno pagare...

Sveglia presto, preparativi e colazione.

Io mi sono svegliato con un mal di gola da competizione, per cui cerco di salire piano senza sforzare, in modo regolare e tranquillo, ma del resto sembra che oggi nessuno abbia voglia di andar forte per coprire i 700 m di dislivello che ci separano dalla croce del Sustenhorn.

Sarà il cielo senza una nuvola, l'aria fresca, la neve candida, il ghiacciaio dai larghi spazi, entro in uno stato contemplativo tra la meditazione e lo stordimento, complice anche il passo regolare e cadenzato di un ritmo blando.

Arriviamo all'attacco della cima, lo strappo vero e proprio che sbuca sotto la vetta. Qui ognuno fa un po' quello che vuole. Chi mette i rampant, chi sale dritto e chi fa il giro largo a destra per evitare la massima pendenza.

 

 

Verso la cima ancora lontana

 

Io ho trovato il mio ritmo, la mia temperatura e le pelli tengono bene, per cui decido di provare a salire senza coltelli, sul pendio a tratti abbastanza ripido ma mai impossibile anche per un imbranato come.

La quota sale, la croce si avvicina e sbucato fuori dalla pala eccomi a pochi passi dalla vetta.

Ultimi metri e sono su, in compagnia di molti scialpinisti che come me si godono il sole caldo. Arrivano gli amici ed insieme ci rilassiamo al sole, mangiucchiando qualcosa e godendoci il panorama superbo dell'ambiente che ci circonda.

Arriva l'ora di scendere, purtroppo, si sta così bene qui!

 

 

Il gruppo in vetta: Marta, Franco, Davide, Alessandra, Monica, Vittorio, Marco

 

Prima curve, su neve duretta ma non marmorea, nel complesso divertente, tanto che la pala sommitale si rivelerà una vera figata per gli amanti del ripidotto e della neve dura, come il sottoscritto. Poi via via più molle ma sempre sciabile e chi lo avrebbe mai detto, divertente!!!

E così giù a rotta di collo, si fa per dire, per il ghiacciaio, sciando in un ambiente grandioso fino a parcheggiare gli attrezzi a pochi minuti dalle auto.

Ora è il momento di rifocillarci, riposarci e cazzeggiare... peccato che una delle due auto decide di non partire, facendoci chiudere la stagione in un modo non ottimale, ovvero con libretti uso e manutenzione in mano, al telefono con l'ACI e con i cavi delle batteria in mano...

Peccato, sarebbe stato bello gustarci un birrozzo con i piedi al fresco... vorrà dire che ci toccherà trovarci in pizzeria per finire la stagione con un tasso alcolico degno...

 

Ski-alpers: Vittorio, Franco, Marta, Marco, Alessandra, Davide e Monica

 

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