Spitzhorli con le ciaspole(2737m)

15/03/2008

Luogo di partenza: Ospizio del Sempione

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 1480m complessivi di cui 740m in salita (Ospizio del Sempione 1997m – Hopsche 2017m – Usseri Nanzlicke 2602m – Spitzhorli 2737m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 4,5 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Bellissima gita che non presenta particolari difficoltà se non nel tratto iniziale. Dopo Hopsche vi è infatti un lungo traverso da compiere, il quale a seconda delle condizioni di innevamento e delle temperature può presentare rischi e difficoltà.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la strada statale SS33 del Sempione, si attraversano quindi le dogane italiana e svizzera e dopo qualche chilometro si raggiunge il passo del Sempione, dove vi è il famoso ospizio. Quindi si parcheggia l’auto.

 

L’escursione: Dall’ospizio del Sempione calziamo subito le ciaspole e tagliamo i bei prati innevati verso Est, attraversata la pista da fondo e superati alcuni piccoli dossi raggiungiamo l’abitato di Hopsche. E’ una bellissima giornata e nella luce di un sole nascente scorgiamo la Wasenhorn e il Breithorn, i tetti del grazioso paesino di Hopsche giacciono sotto una coltre di neve abbastanza spessa e contribuiscono a dare al paesaggio quella magia da cartolina.

Sempre camminando verso Est tagliamo a mezzacosta il versante del Tochuhorn e qui iniziano i primi problemi: due slavine piuttosto grosse ci sbarrano la strada ma dopo un occhio alla vetta pelata dal vento capiamo che non c’è rischio che se ne stacchino di nuove, quindi le attraversiamo quasi senza problemi.

 

 

Giada alle prese con il lungo traverso

 

La neve è abbastanza soffice sotto una spessa coltre gelata che ci tiene a galla, se così non dovesse essere saremo dovuti abbassarci al fondo dell’ampia vallata per aggirare il lungo traverso e poi risalire al fondo di esso verso una evidente bocchetta.

Oggi la fortuna è dalla nostra e la neve è splendida. Inutile dire quanto siano scomode le ciaspole su traversi pendenti come questo!

Passato il tratto impegnativo si presenta davanti a noi una rampa di tutto rispetto che in breve ci conduce ad una bocchetta, dalla quale ci appare, verso N-N/O, la nostra meta.

Voltando a destra ci ritroviamo in un bellissimo vallone alla cui destra troneggia il Tochuhorn (raggiungibile in modo abbastanza facile seguendo le linea della cresta), ed alla sinistra la lunga ed affascinante cresta dello Straffelgatt, diritto dinanzi a noi, il colle Usseri Nanzlicke, alla cui destra vi è lo Spitzhorli.

 

 

E ora si  punta alla vetta

 

Man mano che saliamo tutto diventa più bello, all’orizzonte si delineano nuove vette, siamo circondati da una mare di montagne, di cui ne riconosciamo poche, e tra queste il Cervino, dal profilo inconfondibile.

Senza particolari difficoltà risaliamo con pendenze morbide il vallone dinanzi a noi puntando verso Usseri Nanzlicke, e giunti alla bocchetta, dopo aver ammirato pieni di stupore la nuova fetta di mondo che si è scoperta, voltiamo a destra per risalire la cresta che ci porta dritti alla croce di vetta.

L’ultimo tratto di salita lo facciamo senza ciaspole perché il vento ha spazzato via tutta la neve, saliamo in uno scenario fantastico, attorniati da giganti e avendo una visuale aperta a 360°.

 

 

Vittorio e Giada in vetta allo Spitzhorli

 

La vetta è spettacolare! Raramente ci siamo emozionati così dinanzi ad un panorama! Splendido tutto attorno a noi, dal ghiacciaio dell’Aletsch al Leone, Breithorn, Seehorn, Fletschhorn, Galehorn, Cervino e chissà che altro… una distesa di artigli puntati verso il cielo.

Si sta bene quassù, il sole è caldo e non tira un alito di vento, cosicché abbiamo tutto il tempo che ci serve a fare l’ennesimo spuntino (o spuntone) della giornata, guardandoci in giro con l’aria soddisfatta e un po’ compiaciuta per la bella salita, e perché no, sentendoci un po’ fighi.

 

…verso Nord il Bietschhorn sembra bucare il cielo

 

…a Sud il gigante Fletschhorn

 

 

A Est riconosciamo il Leone e la Wasenhorn

 

Dopo una lunga e meritata pausa cominciamo la discesa, che effettuiamo con calma, prendendoci tutto il tempo necessario a riempirci gli occhi del bello che ci sta intorno e le orecchie del silenzio che permea l’aria, poi il cielo comincia ad annuvolarsi e il vento a soffiare dolcemente.

 

Escursionisti: Giada & Vittorio

 

                                                                                   Sempione