Seehorn…o quasi! (2438m)

24/03/2008

Luogo di partenza: parcheggio Hotel Gabi (zona Sempione)

 

Difficoltà escursione: EE

 

Dislivello: 2420m complessivi di cui 1210m in salita (Hotel Gabi  1228m – Blattji 1643m – Furggu 1872 – Seehorn 2438)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 7h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Escursione bellissima che non presenta particolari difficoltà tecniche. E’ bene comunque affrontarla con un minimo di senso della montagna ed una attrezzatura adeguata. Le tracce sono abbastanza evidenti fino a Alphitte, dopodiché non ne abbiamo più trovata alcuna, forse a causa del vento che con la sua opera le ha abilmente cancellate. Segnaletica piuttosto scarsa.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la strada statale SS33 del Sempione, si attraversano quindi le dogane italiana e svizzera. Poco dopo la dogana (circa 7 chilometri) ci si ferma nel parcheggio dietro l’hotel Gabi, visibile dalla strada.

 

L’escursione: Vi starete senz’altro chiedendo il motivo del quasi nel titolo della recensione. Leggendola scoprirete perché due intrepidi alpinisti come noi abbiano fallito la cima del Seehorn. La giornata sembrava promettere bene, cielo limpido e un splendido sole che stava per fare capolino dalle montagne. Felice della bella giornata che ci era capitata (nonostante tutti gufassero da un settimana su una pasquetta bagnata…) esco dalla macchina…e il respiro mi si blocca su un freddo inaspettatamente tagliente. Mah si, mi son detta fra me e me, in fin dei conti il sole deve ancora spuntare…poi arriverà un po’ di calduccio!!! Partiamo particolarmente raffreddati  alla ricerca del sentiero e subito troviamo delle frecce indicatrici. Seguiamo la direzione Furggu e, attraversato un ponticello di cemento, iniziamo a salire passando di fianco ad una carinissima baita. La neve fresca fa affondare inesorabilmente le nostre ciaspole e il parcheggio deserto ci fa intuire che nessuno, per oggi, ci ha già spianato il sentiero. La prima parte del percorso si snoda in un bellissimo boschetto di larici che fa tappa in una serie di deliziose baitine (con un gigantesco caprone annesso che ci guarda in capronesco) dell alpe Blattji. La salita qui è abbastanza semplice perché per fortuna, la presenza delle baite, ha fatto si che il sentiero fosse tenuto in perfetto ordine. Saliamo in direzione Est mantenendo sempre la direzione anche se il sentiero zigzaga con stretti tornanti fino a raggiungere una bella cappelletta.

Arrivati in cima alla collinetta e diradati gli alberi, con le mani ormai congelate, finalmente vediamo far capolino il sole. Purtroppo però, con il vento freddo incessante, la temperatura da circolo polare artico non diventa per nulla più favorevole. E io, reduce dal caldo afoso della gita allo Spitzhorli di domenica scorsa, mi ero portata solo dei miseri guantini di pile…per fortuna Vittorio da prode cavaliere mi ha ceduto i suoi mega guantoni di lana!

Superato l’alpeggio ci si butta in un secondo boschetto stavolta un po’ più fitto e rigoglioso…abbiamo fatto 500m di dislivello ma purtroppo la vetta non si intravede ancora nascosta dal pendio. Psicologicamente troppo affranta dal freddo, dal vento tagliente e dalle nuvole che con velocità supersonica si avvicinano a noi…inizio a sognare una baitina mooolto calda. Ma si sa, se non si soffre un po’ la montagna è meno montagna e la soddisfazione di aver conquistato una vetta lascia un po’ desiderare…E allora spronata da Vittorio (che con i miei guantini di pile ormai aveva le mani in cancrena ed era un po’ meno ottimista del solito) si inizia la salita.

E per fortuna sullo sfondo, ancora lontano e alto, ci appare in tutta la sua bellezza il Seehorn, pelato dal vento.

 

 

Il Seehorn ancora lontano, la neve, come noi è stata spazzata dal vento

 

Finite le baite il sentiero diventa meno marcato e la scarsezza delle indicazioni richiede tutta la nostra creatività e senso dell’orientamento.

Continuiamo verso Est spostandoci leggermente a Sud per aggirare il colle che ci separa dalla cresta del Seehorn. Puntiamo quindi in modo netto verso lo spiazzo di cielo limpido al centro del vallone, sempre tenendoci sulla mezza costa.

Finito il boschetto, con una curva che taglia verso sinistra, arriviamo ad una passo (Furggu) con una serie di piccole e graziose baite.

 

 

Vittorio punta deciso verso Furggu inventandosi un sentiero nella neve farinosa

 

Qui il vento diventa impressionante ma per fortuna troviamo delle frecce indicatrici (nessuna per il Seehorn ovviamente…).

Iniziamo a salire subito il pendio verso sinistra come delle caprette, e rieccolo lì, adesso molto più vicino ma a pensarci bene neanche troppo, il nostro Seehorn.

Il sentiero è praticamente inesistente e la neve fresca è a tratti veramente snervante, cosicchè anche con le ciaspole affondiamo abbondantemente.

Purtoppo il troppo freddo non mi fa pienamente godere della bellissima cornice di 4000 che si stagliano dietro di me: il Fletschhorn, il Lagginhorn  e la Weissmies.  

 

 

Il trio dei 4000, da sinistra la Weissmies, il Lagginhorn e il Fletschhorn

 

Mancano soltanto 400m di dislivello, un ultimo pendio ripidissimo che ci porterà laddove la neve è stata spazzata dal vento, sulla cresta e poi da lì in vetta fino alla grossa antenna.

Eppure le nuvole gonfie, la neve che iniziava a fioccare e il vento gelido non ci davano tregua. Più caparbi che mai iniziamo a camminare dritti in direzione della vetta e, in mancanza di sentieri, cercare di capire da dove poter attaccare il versante per poi raggiungere la cresta…Ancora 300m, ancora 200m…ebbene si, mi fermo. Non reggo al freddo che mi ha completamente ammazzato e convinco Vittorio a salire comunque da solo…

 

 

Bellissimo scorcio sulla valle in direzione passo Monscera

 

Lui per una volta mi da retta e inizia a salire...già quando mi chiedevo come mai mi avesse ascoltato lo vedo tornare subito indietro e dirmi: “o la vetta si conquista insieme o nulla”…Sì insomma la gita speravo andasse diversamente ma, congelamento e geloni a parte, andare in montagna riesce sempre a rendermi felice!

E a coronare questa bellissima gita fallimentare, giù giù per il pendio correndo con le ciaspole!!! Neve farinosa, morbida e fresca che ci fa divertire come non mai mentre il Seehorn dietro di noi se la ride di noi due!

Ma torneremo… magari d’estate, più agguerriti che mai!

 

 

Pendio finale verso la vetta

 

Escursionisti: Giada & Vittorio

 

                                                                                     Sempione