Schilthorn (2794m)

09/04/2012

Luogo di partenza: Engeloch

 

Difficoltà escursione: BS

 

Dislivello: 2050m complessivi di cui 1025m in salita (Engeloch 1769m – Sirwoltesee 2437 m – Schilthorn 2794m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 2,5 - 3 h di salita.

 

Raccomandazioni: Gita il cui itinerario invernale ricalca quello estivo. Le difficoltà tecniche sono contenute ma comunque da non sottovalutare, così come la lunghezza e il dislivello.

E’ sconsigliato effettuare la gita con pericolo valanghe. Utili i rampant sia nel traverso della cascata sia in un passaggio poco sotto la vetta.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la strada statale SS33 del Sempione, si attraversano quindi le dogane italiana e svizzera. Tra Simplon e il passo si trova la piccola frazione di Engeloch, si lascia l’auto in un parcheggio sulla destra.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Schilthorn

 

Album fotografico:

 

 

 

L’escursione:

“Mentre faccio l’ultima inversione realizzo che la cima sarà tutta per me, sarò solo in cima allo Schiltohrn. Se normalmente mi sarei rallegrato di questa inaspettata condizione di solitudine e pace stavolta qualcosa non quadra e gli sci mi pesano ai piedi come zavorre che comunque dovrò portare in vetta.

Giada si è fermata a cinquanta metri dalla cima, complice stanchezza e una giornata nata storta ha rinunciato al piacere della vetta e tra una raffica di vento e l’altra mi viene in mente un passo del libro Into the wild: “la felicità è vera solo se è condivisa”.

Ma che ci vuoi fare, quando l’altimetro segna che mancano poche decine di metri e la neve emana profumo di vetta nulla può fermarmi”

 

La giornata comincia al ventato parcheggio di Engeloch ma le raffiche invero sporadiche non ci sembrano invalidanti e così dopo essere scesi qualche metro a piedi calziamo gli sci ai piedi e cominciamo a risalire il vallone già baciato dal sole.

La neve è dura ma visto il sole caldo pensiamo che mollerà per bene, così mentre saliamo già ci pregustiamo una discesa su ottimo firn.

 

 

Giada sale nel vallone

 

La traccia ben marcata è un po’ gelata e decidiamo di tirare fuori i rampant, prima del temuto traversino sulla cascata che si rivelerà però inoffensivo e in ottime condizioni.

Ai laghi del Sirwolte ci appare la nostra meta e mentre molti deviano verso il Galehorn noi seguitiamo nel vallone, ampio e dolce, verso lo Schilthorn, ammirando il gigante Boschhorn e sognando di salirlo.

Ora la neve cambia e lascia il posto a una crostaccia che spero lavorerà un po’ prima della nostra discesa… la salita da dolce diventa più sostenuta e salendo un bel pendio ci portiamo con un traverso all’imbocco del canalino.

Piccola pausa ristoratrice e decidiamo di ripartire, la neve sembra ottima e reputiamo i rampant non necessari.

 

 

Verso i laghi di Sirwoltee

 

Giada, stanca dalla salita comincia ad impanicarsi nel bel mezzo del canalino (sarebbe stato meglio mettere i rampant…) ma alla fine ce la facciamo e sbuchiamo nella valletta sotto la cima, che ora ci appare vicina.

Solo un ultimo passaggio, un po’ esposto, ci divide dal cippo di vetta.

Affrontiamo l’ultimo strappo ma ecco che la stanchezza e chissà cosa altro giocano un brutto scherzo a Giada che decide di rinunciare quando le mancano ormai pochi metri.

Salgo da solo le ultime due inversioni, scatto qualche foto veloce in vetta e in un attimo depello e comincio a scendere per ricongiungermi a Giada.

 

 

Guanti in vetta

 

La discesa sarà di quelle da dimenticare… crostaccia fino a 2500m, poi neve dura che non ha mollato nemmeno un millimetro ed infine, dopo la cascata, le numerose tracce di discesa fatte nei giorni scorsi ci renderanno la vita impossibile da quanto troveremo neve dura.

Che invidia pensare a chi molleggiava sulla polvere solo qualche giorno fa… ma del resto lo scialpinismo è anche questo, portare a casa gli sci e se stessi senza infamia né lode.

 

Scialpinisti: Vittorio e Giada

 

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