Cima Scaravini (2119m) e Monte Massone (2161m)

20/06/2010

Luogo di partenza: Massiola

 

Difficoltà escursione: EE

 

Dislivello: 3000m complessivi di cui 1500m in salita (Massiola 778m – Alpe Pero 1397m – Piano del Pozzo 1595m – Cima Scaravini 2119– Cresta verso il Massone 2002m – Monte Massone 2161m – alpe Fieno Secco 1563m – alpe del Crotta 992m – Massiola 778m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 7 - 9 h totali senza considerare le soste.

 

Raccomandazioni: Gita bellissima anche se molto lunga (quasi 16 Km di sviluppo) e dal notevole dislivello. Fino alla cima Scaravini la difficoltà è E, mentre la cresta che la collega al monte Massone è abbastanza aerea e da percorrere solo in condizioni asciutte. Zona poco frequentata e sentieristica segnalata in modo non eccellente.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Omegna si seguono le indicazioni per la Valle Strona, che si risale fino a superare Strona e quindi, ad un bivio si seguono le indicazioni per Massiola.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Scaravini - Massone 

 

Album fotografico:

 

L’escursione:

Sarà perché si é più alti si quello che c’é sia a sinistra che a destra, sarà perché in qualche modo si resta sospesi tra due mondi o forse sarà il vento che tira quasi sempre da una parte oppure non so. Sta di fatto che se esiste una situazione in cui in montagna mi sento meglio che in altre, mi sento sicuro e a mio agio e in qualche modo sento come se quello fosse il mio habitat naturale, questo ambiente é proprio rappresentato dalle creste.

Che siano di neve, di roccia o erbose riescono sempre a darmi grandi emozioni, indipendentemente dal clima e dal colore del cielo.

Quest’oggi era da programma salire la cresta del Leone, da sempre uno dei miei più grandi sogni montagnosi, ma come spesso accade i programmi cambiano causa meteo sfavorevole e così optiamo per una tranquilla gita in Valle Strona, a una quota decisamente minore, abbassando drasticamente il livello tecnico della gita.

Ma a fine giornata, dopo aver percorso chilometri di creste e conquistato due cime, potrei non essere soddisfatto? Solo un’ombra permane, ad offuscare il sorriso: l’immagine del Leone lontano che si dibatte tra le nuvole tirando fuori a tratti la cima, mentre noi siamo sulla cresta Sud della Scaravini, flagellati da un vento truce.

Ma il Leone sarà per un’altra volta, con un’altra storia da raccontare. Oggi é il giorno della Scaravini e del Massone, delle creste erbose a tratti impervie ed esposte e dei bei valloni, alpeggi e faggete che abbiamo percorso.

 

Fino all’ultimo momento eravamo in dubbio sul percorso da fare per conquistare la Scaravini, poi le previsioni meteo ancora non belle ci hanno fatto decidere per la più facile salita da Massiola.

Facile dal punto di vista tecnico ma fisicamente abbastanza impegnativa con i suoi 1350 m di dislivello.

Da subito, usciti dal paese sull’itinerario Z8, ci immergiamo nella faggeta interrotta solo a tratti da piccoli alpeggi ben curati. Le soste sono pochine e sia io che Enzo abbiamo voglia di testare il nostro stato di forma, cosicché andiamo di passo svelto, che ci permette comunque di chiacchierare e di ammirare il panorama.

Panorama che comincia a diventare suggestivo man mano che ci alziamo sulla valle e cominciano ad apparire i laghi.

Nel primo tratto del percorso, fino al Pero di sopra, vi sono diverse fontane per abbeverarsi e mi raccomando, fatene scorta perché per tutta la lunghezza della cresta non se ne trova.

 

 

All’alpe Pero

 

Risaliamo gli erti prati dell’alpe Pero, ignorando i cartelli per il Monte Massone (via alpe Garibaldi) e poco dopo siamo al Piano del Pozzo, finalmente in cresta.

Da qui in poi, per un lungo tratto, saremo sempre sospesi tra due mondi, due universi, su un filo.

Ad accoglierci troviamo un ventaccio freddo e potente che ci costringe a bardarci con abbigliamento quasi invernale con tanto di guanti, anche se la bassa temperatura ci aiuta a tenere un buon ritmo.

La cresta Sud della Scaravini é erbosa e mai problematica, intuitiva anche il sentiero non é evidentissimo e finalmente la cima ci appare in lontananza, ergendosi sulla cresta con un deciso sbalzo.

La corona di monti dell’alta Valle Strona ci fa compagnia a sinistra mentre a destra riconosciamo il Massone e il Cerano con le loro creste verdeggianti da me più volte percorse.

 

 

Enzo sulla cresta verso la cima Scaravini

 

A pochi minuti dalla cima la cresta si affila e superiamo un breve passaggio che ci obbliga alla prudenza, data l’esposizione, poi diventa rocciosa ma non difficile e con un ultimo sforzo tocchiamo la grande croce della Cima Scaravini.

Panorama molto bello, sulla cresta Scaravini che porta all’alpe Campo e sulla cresta Est che porta al Massone mentre a Sud si staglia quella appena percorsa: un bellissimo crocevia di rocce, guglie e finestre che si aprono sul filo affacciandosi sulle valli sottostanti.

Malgrado il cielo nuvoloso e il clima non proprio estivo l’aria é abbastanza pulita e lo spettacolo ripaga la fatica dell’ascensione.

Breve sosta mangereccia, ci guardiamo in faccia e decidiamo di non fermarci qui per proseguire verso il Massone.

La cresta che collega le due cime é un po’ più impegnativa ed é raccomandato di percorrerla solo se asciutta e se ci si sente sicuri. Nulla di particolarmente difficile ma una esposizione pressoché costante e la traccia non marcata fanno sì che questa cresta va percorsa con attenzione e cautela.

Il percorso é comunque intuitivo, correndo quasi sempre sul filo tra Ossola e Valstrona e solo qualche volta si sposta obbligatoriamente sul versante Sud per aggirare qualche salto roccioso.

In vista del Massone le difficoltà diminuiscono ed in breve tocchiamo la seconda croce di giornata.

Anche il vento sembra cessare e possiamo godere pienamente del relax, del silenzio, del panorama.

 

 

Enzo e Vittorio in vetta al Massone

 

Per il rientro scegliamo di chiudere un anello bellissimo percorrendo la cresta Sud del Massone, per abbandonarla sopra Fieno Secco, seguendo un costolone erboso che porta intuitivamente all’alpeggio.

Questa parte dell’itinerario non presenta difficoltà di nessun tipo e il percorso non é mai esposto e molto rilassante.

 

 

Dal Massone…

 

Da Fieno secco parte un sentiero a destra in direzione dell’alpe Garibaldi. Lo seguiamo per un tratto per poi abbandonarlo, evitando di risalire. Ci abbassiamo invece nel vallone, seguendo l’intuito e qualche segno di vernice fino al torrente che scorre nel centro della vallata.

Non mancano certo scorci sublimi e suggestivi in questo piccolo angolo di paradiso dimenticato dal signore e anche dagli escursionisti. Un facile guado e riprendiamo il sentiero, da qui ben tracciato, che ci riporterà a Massiola.

Dopo il bivio per Inuggio il sentiero si stringe e si immerge nella faggeta e può essere facile perderlo. Si bassa attraverso l’alpe Orlo del Pil e si torna alla Madonna delle Piane, ricongiungendosi con l’itinerario di salita.

Da qui torniamo a Massiola, stanchi ma felici perché anche stavolta, contro le previsioni meteo, abbiamo portato a casa una bellissima gita.

Una di quelle belle toste, suggestivi e selvagge che piacciono a noi.

 

Escursionisti: Vittorio, Enzo.

 

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