Rosa dei Banchi (3164m)

 

27/07/2013

Luogo di partenza: Dondena

 

Difficoltà complessiva: F

 

Tempo di percorrenza: 3-4h di salita

 

Dislivelli: Dondena 2105m – Ghiacciaio dei Banchi 2530m – Colle della Rosa 2957m – Rosa dei Banchi 3164m – Lago Miserin 2578m – Dondena 2105.

 

Raccomandazioni: Percorso lunghetto nonostante il dislivello contenuto, circa 16 Km. Alpinisticamente facile, presenta un solo passaggio di II grado, tuttavia è utile portare imbrago e materiale almeno per fare una doppia in discesa.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome"               rosa dei banchi        

 

Album fotografico:

 

 

L’escursione: Dopo aver risalito la lunga strada che risale la valle di Champorcher, parcheggiamo a Dondena; il sole splende e molta gente è venuta qui a godersi il sole e il fresco, evadendo dal caldo soffocante della pianura.

Non ci sembra ci sia moltissima neve in giro, sicuramente meno che in val Formazza.

Risaliamo la carrabile che sale verso il lago Miserin, tagliandola a tratti, poi decidiamo di abbandonare il sentiero che sale al lago, per tagliare il percorso inoltrandoci nella valle parallela, direttamente verso il colle della Rosa, risalendo il vallone dei Banchi.

 

 

Eugenio nel vallone dei Banchi

 

Il vallone resta in ombra e vi è ancora moltissima neve. Praticamente una copertura continua, ma per fortuna la neve è molle e risaliamo la valle con relativa facilità, testando ponti di neve di dubbia solidità ma alla fine tutto è bene quel che finisce bene e nei pressi del ripido imbuto finale guadagniamo la sinistra orografica del vallone, inerpicandoci per terreno detritico e franoso.

Intanto ecco la nostra meta, ne riconosciamo la croce di vetta oltre la cresta, che purtroppo viene coperta a tratti dalla nuvolaglia che inizia a salire dalla pianura a causa del gran caldo di questi giorni.

Gli ultimi metri prima di giungere al colle della Rosa sono tutt'altro che banali. Un ripido traverso su neve non molto stabile, tra sfasciumi scivolosi e franosi. Eugenio sceglie la salita dolce, traversando a zig zag per guadagnare quota. Io salgo più brutale per la linea diretta, sfruttando la neve morbida per disegnare una traccia dritta e divertirmi un po', prima di guadagnare il colle della Rosa con la sua bella statuetta della madonnina.

 

 

Colle della Rosa

 

Comincia la cresta, per fortuna abbastanza pulita e senza neve, data l'esposizione al sole.

Dopo i primi passaggi abbandoniamo le bacchette, più d'impaccio che altro.

La cresta scorre placida sotto i nostri scarponi, fino ad arrivare al famigerato passaggino con la fessura. Nulla di difficile in verità, ma dato che si presente molto umido decidiamo di legarci e fare un tiro di corda, anche per non ammettere di aver portato peso per niente.

Vado su da primo e faccio sosta su una spuntone, dove recupero Eugenio.

Le difficoltà sono finite, percorriamo la cresta, ripida nell'ultimo tratto e siamo in vetta a goderci il panorama sulla nebbia e sui cumuli di neve che ci precludono la visuale sul Rosa e sulle grandi cime.

 

 

Eugenio verso la cima

 

Sosta mangereccia e via, ripercorrendo la cresta in discesa. Oggi proveremo anche il brivido di una doppia giusto per somma sicurezza, sul passaggino fessurato.

Al colle della Rosa tagliamo alti verso sinistra, per scendere verso il lago Miserin, compiendo il giro ad anello.

I pendii diventano dolci, erbosi, gli spazi si aprono e molta gente appare nei pressi del lago. Escursionisti, famiglie, gente che è salita fin qui a godere della montagna; di certo in modo diverso dal nostro ma pur sempre montagna.

Per noi ormai, dopo il bel colpo d'occhio del lago Miserin, c'è solo il lungo rientro, comunque piacevole, fino alla macchina, per chiudere questa gita non molto impegnativa ma comunque non banale.

Alpinisti: Vittorio, Eugenio

 

 

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