Lago e Cima di Ravinella (2117m)

14/06/2008

Luogo di partenza: Piana di Forno

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 2082 m complessivi di cui 1041 m in salita (Piana di Forno 976m – Alpe Ravinella 1351m – Colle di Ravinella 1754 m – Lago di Ravinella 1976m – Cime Ravinella 2117m – Bocchetta dell’Usciolo 2037 m – Alpe Cunetta di Sopra 1810m – Alpe Cunetta di Sotto 1558m – Alpe dell’Orlo 1385m – Campello Monti 1305m – Piana di Forno 976m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 5 ½ - 6 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Escursione che non presenta particolari difficoltà eccetto il dislivello abbastanza notevole e, in condizioni climatiche buone, adatta anche ad escursionisti non esperti. E’ una gita da effettuare in assenza di neve.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Da Omegna si seguono le indicazioni per Strona e si comincia a risalire la valle. Superata Strona si continua a salire fino al paese di Forno e quindi in breve a Piana di Forno. Appena dopo il paese sulla destra parte il sentiero per il lago di Ravinella. In una curva piuttosto ampia vi è anche la possibilità di lasciare l’auto.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Cima di Ravinella.

 

L’escursione: Se il buon giorno si vede dal mattino… questa giornata non promette niente di buono, o meglio niente di asciutto. Il meteo ci è ostile ed il cielo sembra rispecchiare come non mai le previsioni. Le nuvole coprono le vette ed il sole sembra non volerne sapere di spuntare.

Ma sappiamo che ci proveremo lo stesso, e allora giunti a Piana di Forno ci mettiamo gli zaini in spalla e via.

Cominciamo a salire inoltrandoci in una bella faggeta facendo attenzione a non perdere il sentiero, comunque sempre segnato con segni di vernice bianco/rossa.

Attraversata la faggeta il paesaggio si apre sull’alpe Ravinella, circondato da bellissime vette tutte nostro malgrado coperte dalle nuvole.

Ci tocca perdere qualche metro di quota e dall’alpe ricominciare nuovamente a salire seguendo il rio che solca la valle.

Le pendenze non sono mai assassine ma non mollano un momento. Nel centro della valle ci sono ancora delle lingue di ghiaccio che il ruscello ha scavato per poter passare. Restano solo ponti pericolanti di un ghiaccio tenuto in vita soltanto dal maltempo di questo periodo, ma che, si spera, sia presto destinato allo scioglimento.

 

 

Ponte di ghiaccio suggestivo ed irreale

 

Ci tocca qualche guado non impegnativo ma comunque da non sottovalutare dato la scivolosità dei sassi… Ma le fatiche sono ripagate ampiamente da scorci molto particolari come un ponte di ghiaccio scavato dall’acqua.

Continuiamo a salire nella valletta su comode roccette e ciuffi d’erba sempre badando a non perdere di vista il sentiero mentre un agguerrito esercito di nuvole basse sale da sotto.

Ma quando tutto sembra perduto ecco che a tratti il sole fa capolino, noi intanto continuiamo l’ascesa fino all’alpe Ravinella di sopra (o colle di Ravinella) ed incontriamo pure un numeroso gregge di pecore.

Fulvio si conquista subito la loro simpatia e così prendono a seguirci. Affrettiamo il passo ma niente, quelle non si scollano.

Fulvio prova a parlargli e quelle lo prendono ancora più in simpatia e continuano a starci dietro.

Davanti a me una scena bellissima: Fulvio imita S. Francesco parlando con le pecore, prova persino in lingua Walzer scatenando in me risate a crepapelle, e quelle mi sa che capiscono, e per continuare la chiacchierata ci vengono ancora dietro!

Ancora uno strappo ed eccoci in un bel pianoro, dove nel mezzo ci sta il lago di Ravinella.

Le pecore ci mollano, il sole finalmente esce e tutto è perfetto per cercare buone foto.

La nebbia mi dà anche una mano creando scorci suggestivi che un obiettivo non potrà mai comprendere.

 

 

Il bel lago di Ravinella

 

Già che ci siamo puntiamo dritti dritti risalendo i pratoni, ampi e già in parte fioriti, alla Cima di Ravinella. Perché si sa: l’escursionista adora fare una bella passeggiata, vedere bei panorami, arrivati ad una conca ove riposa uno splendido laghetto; ma è la conquista di una vetta che fa suonare le campane a festa, quella sensazione che si prova ad essere la cosa più alta nell’immediata vicinanza che solo chi ama la montagna può capire.

E allora su verso la vetta!

 

 

Cima di Ravinella, panorama sulle nuvole costato una bella salita!

 

Il lago visto da qui è semplicemente splendido e la bocchetta dell’Usciolo, dalla quale noi dobbiamo scendere, è immersa tra le nebbie più fitte. Ma la montagna è anche questo e non solo sole e bel tempo. Dopo una pausa spuntino (non certo la prima in verità) e la frase patetica scritta sul libro di vetta cominciamo a scendere verso la bocchetta dell’Usciolo.

Terrei a fare una precisazione sulla patetica frase di vetta: tutte le volte che trovo un diario di vetta ci provo a non scrivere romanticherie sdolcinate risguardo le mie sensazioni e il mio amore per i monti. Ma non ci riesco proprio e così ogni volta (me ne meraviglio anch’io) riesco sempre a tirare fuori qualcosa di smieloso. Si vede che sono fatto così…

 

 

Un ultimo sguardo al laghetto

 

Dalla bocchetta dell’Usciolo perdiamo rapidamente quota su pratoni incantevoli ma nella nebbia più assoluta, fino a che ci ritroviamo sotto le nubi e possiamo guardare al di là del nostro naso e l’autofocus della macchina fotografica torna ad essere operativo.

 

 

Ci apprestiamo a scendere in questo bello scenario

 

In breve tra una chiacchierata e l’atra raggiungiamo l’alpe Cunetta e dopo un guado un po’ impegnativo a causa delle tonnellata di acqua venute giù in questo mese ci dirigiamo verso l’alpe dell’Orlo e da qui a Campello Monti.

Adesso arriva il grosso handicap di questa gita: circa 3 Km su strada asfaltata fino al punto dove abbiamo parcheggiato.

Ma una cascata di fronte a me mi dà una occasione per liberare il mio estro fotografico: piazzo il cavalletto, spingo il teleobiettivo al massimo (che è pochissimo in verità) e…

 

 

Escursionisti temerari che hanno sfidato il meteo senza prendere l’acqua: Vittorio e Fulvio

 

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