Punta di Larescia (2195m)

14/03/2010

Luogo di partenza: Pianezza, frazione di Camperio

 

Difficoltà escursione: T/E

 

Dislivello: 2148m complessivi di cui 1074 m in salita (Pianezza 1132m – Piano Cassinella 1738m – Punta di Larescia 2195m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 6 h totali senza considerare le soste.

 

Raccomandazioni: Gita molto sicura che può essere effettuata anche con rischio valanghe abbastanza alto. Eccetto il dislivello non presenta nessuna difficoltà tecnica.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Da Varese si entra in Svizzera. Entrati in val  Leventina e raggiunto Olivone seguono le indicazioni per Camperio. Alla località Pianezza si lascia l’auto.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Punta di Larescia

 

Album fotografico:

 

 

 

L’escursione:

 

Aspettavo da molto questo momento; scendo dalla macchina che il sole splende gié alto nel cielo. Stiamo per affrontare una di quelle gite semplici, a rischio valanche praticamente nullo, per cui si siamo concessi la sveglia ad un’ora non proprio mattiniera.

Eppure quando Franco  apre il portellone della sua macchina sono un po’ in apprensione. Scarico gli sci sui quali ho già calzato le pelli e indosso gli scarponi: sta per cominciare la mia prima scialpinistica.

Dopo un paio di mesi dalla prima volta che ho calzato un paio di sci eccomi qui con un paio di sci da alpinismo a risalire una larga carrabile , mentre mi sforzo di percepire l’aderenza della pelle, di sentire le sensazioni che mi sono necessarie al fine di salire in sicurezza.

Il momviemento é un po’ diverso dalla ciaspolata e mi sembra di fare più fatica del solito mentre Franco, paziente e diligente maestro mi da consigli su come tenere il baricentro e sui movimenti corretti da effettuare.

 

 

Entriamo nella bella pineta

 

Alla partenza si capisce subito che il gruppo non si manterrà molto compatto: le due ragazze Emma e Gabriella vanno su abbastanza forte mentre Franco e Daniela sono costretti a limitarsi per la mia presenza a fare da terzo sci-alpinista o quasi. Sergio è un po’ affaticato ma tiene botta. Zaba invece è in gran forma

La salita è piacevole e la giornata stupenda, la pineta è tagliata letteralmente in due dalla grossa traccia battuta dalle motoslitte e di tanto in tanto ci sono bei punti panoramici con baite ben curate.

Appare l’Adula che ci guarda maestosa dall’alto dei suoi ghiacci e pelleggiata dopo pelleggiata, con un movimento forse più faticoso della ciaspola ma più ritmico, più uniforme, eccoci arrivare a Piano Cassinella, dove ci appare la cresta di vetta e l’occhio può spaziare libero sul fondovalle.

Piccola sosta per ricompattare il gruppo e si riparte, stavolta quasi in freeride data l’apertura dell’ambiente.

 

 

Forme contorte

 

Franco ne approfitta per farmi fare qualche inversione didattica su un pendio che avrei volentieri evitato mentre Daniela e Zaba ci marcano stretti.

Sono agli ultimi pendii quando mi rendo conto che la neve fa zoccolo ed è ricoperta da una crosta abbastanza infida, per la prima volta penso alla discesa ma non c’è tempo. Totalmente rapito dalla salita alla mia prima vetta scialpinistica accelero il passo fino a che tocco la croce lignea di vetta.

Sgancio gli sci e stringo le mani dei miei compagni di escursione.

 

 

Sci in vetta

 

 

 

Gruppo in vetta: Daniela, Emma, Sergio, Franco, Zaba, Vittorio

 

Arriviamo su tutti, tranne Gabriella che ha preferito fermarsi e ci concediamo una bella sosta.

Tolte le pelli e ricalzati gli sci cominciamo le grane perché mi rendo subito conto che i movimenti della pista non funzionano e ad ogni curva sono per terra.

La prima parte della discesa è pura sopravvivenza a causa della crosta che mi rende gli sci assolutamente incontrollabili, mentre Franco disegna curve e firma pendii intonsi.

La cosa mi rincuora un po’ e penso che la mia incapacità sia dovuta alla mancanza di esperienza.

Poi la neve migliora e passa da crostosa a quasi primaverile così mi concedo anche qualche curva, sulla carrabile un po’ strettina ma non impossibile.

Un ringraziamento a Franco e Daniela che mi hanno letteralmente scortato nella discesa e a Sergio, Zaba, Emma e Gabriella per la compagnia in questa bella giornata di sole e montagna.

 

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