Punta della Rossa (2887) lo spigolo Sud-Est

 

02/10/2011

 

Luogo di partenza: Alpe Devero

 

Difficoltà escursione: AD+  

 

Dislivello: 2612m totali di cui 1256m in salita. Alpe Devero 1631m – Piani della Rossa 2051m – Bocca della Rossa 2400m – Attacco dello Spigolo 2600m – Punta della Rossa 2887m – Piani della Rossa 2051m – Alpe Devero 1631m

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 11 h totali.

 

Raccomandazioni: Via di arrampicata prevalentemente di III e IV grado con un passo di V-.

I tempi di percorrenza che normalmente si trovano sono 2h 30 min di avvicinamento, 3 h e 30 min per la via e 3h per la discesa.

Noi abbiamo impiegato 5 h abbondanti per la via. Forse perché eravamo in tre ma anche le altre cordate non ci hanno molto meno…

L’impegno fisico totale è secondo me notevole, da non sottovalutare. Anche la via stessa presenta qualche problema di orientamento ed è facile perderla.

La chiodatura è da ritenersi assente ad eccezione di qualche sosta e qualche vecchio chiodo in via…

 

Raggiungere il luogo di partenza: Da Gravellona Toce si segue la statale SS33 del Sempione fino alla uscita Crodo, quindi si prosegue fino a Baceno, dove si svolta a destra in direzione dell’alpe Devero, il quale viene raggiunto in circa venti minuti. Nei giorni festivi e nei periodi di maggiore affluenza turistica il parcheggio dell’alpe Devero è a pagamento (5 euro per auto).

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Spigolo sud-est    normale

 

Album fotografico:

 

 

 

L’escursione:

Quante volte, da Devero o dalle cime lontane, il nostro sguardo si è posato sulla Rossa, ammirandone il suo misterioso profilo?

Quanti scatti ne hanno immortalato la sua sagoma simile al becco di un’aquila e quante volte ho sognato di liberarmi in volo per atterrare sulla sua cima?

Innumerevoli.

Sta di fatto che dopo aver ricamato attorno all’idea di salirla ed averci provato una volta dalla via normale (tentativo fallito miseramente in quanto non avevamo trovato l’attacco) stamattina la sveglia suona alle 4.30 ma non mi sento stanco e rincitrullito come mio solito, bensì carico di adrenalina e anche di preoccupazioni in quanto avrò l’opportunità di salire la montagna e non dalla normale, bensì dallo spigolo Sud-Est.

Preoccupazioni e tensioni mi hanno poi accompagnato in tutta la via, concentrato sulle manovre, sui movimenti mirati a salvare le energie, sulle protezioni mobili con le quali non ho molta esperienza e solo oggi, seduto comodamente ad un PC, riesco ad apprezzare la bellezza della via e a goderne appieno.

Non capisco come mai, visto che la presenza di Walter costituiva un riferimento costante e solido sul quale contare, sia stato così teso durante tutta la salita. Evidentemente sono abituato a ragionare come primo di cordata e messo alle prese con la prima AD+ ho sentito l’adrenalina.

 

 

Verso l’attacco della via

 

A Devero l’alba era splendida e in cielo non c’era una nuvola mentre un po’ assonnati ci incamminavamo verso i Piani della Rossa. Sentiero percorso molte volte ma che ho visto con occhi diversi. Ai Piani optiamo, per raggiungere l’attacco, di passare per la Bocca della Rossa e da qui, infognandoci erroneamente un po’ tra i sassi, ci siamo portati alla base della parete e su esile traccia di sentiero abbiamo guadagnato l’attacco posto, con mia grande sorpresa, quota 2590m.

Meno di 300 m di dislivello di separano dalla cima ma impiegheremo 5 ore di percorrere i 10-12 tiri di corda (dipende un po’ dalla lunghezza della corda soprattutto nella parte finale) che costituiscono la classica dello spigolo Sud-Est!

La descrizione della via la lascio ad altri, alpinisti veri e tecnici, che l’hanno fatta tiro per tiro addentrandosi nei particolari. Cercherò invece di raccontare la mia gita o meglio la nostra gita: un affiatato terzetto costituito da me, Giada e Walter che, con la sua esperienza ed abilità, costituisce il punto forte della cordata.

 

 

Walter apre la danze

 

Non a caso inizia a tirare lui. Gli lascio volentieri questo compito, almeno finché non prendo un po’ di feeling con la roccia porosa e magnifica sulla quale si sviluppa la via.

Uno, due, tre tiri di corda, su difficoltà sempre accettabili e con il panorama che ad ogni passo diventa sempre più bello.

Walter mi chiede se voglio tirare un po’ ed io accetto volentieri. Su questo fantastico serpentino mi sento davvero a mio agio e così parto con i cordini e i friends.

Sembro quasi un alpinista…

Le emozioni da primo sono tutt’altra cosa, specie in un ambiente dove è vietato cadere. L’unica cosa che mi da da pensare sono i friends che metto. Malgrado cerchi sempre di controllarli e riguardarli, non rieco mai a fidarmi a pieno e per tutto il tempo che arrampico da primo mi porto addosso un po’ di agitazione, ma va bene così.

Su una sosta un po’ appesa scorgo, poco sopra, il passaggio della mano. Punto chiave della via graduato V- e mentre recupero i miei compagni me lo studio per benino.

Ecco il momento della verità; mano sinistra nella crepa, piede destro che si alza e la mano destra che si allunga a prendere una tacchetta lontana. Ce l’ho! Passo su e sono fuori, pronto ad affrontare un elementare traverso per doppiare lo spigolo e salire ancora, cercando la successiva sosta.

 

 

Giada impegnata su un tiro di IV

 

Ripassa in testa Walter per qualche altro tiro, mentre Giada, non sicurissima su friends e manovre, preferisce stare sempre in mezzo.

Peccato aver ceduto la posizione di apripista perché eccoci al Caimano! Che spettacolo della natura! Che bello! Stento a credere che si passa di la ma a giudicare da come Walter risolve il passaggio mi sembra abbastanza facile ed ecco che anche io e Giada ci apprestiamo alla spaccata decisiva.

Tira ancora Walter quando da relazione ne mancherebbero un paio.

Mi offre la leadership della cordata ed io, di nuovo, accetto di buon grado e tutto sembra procedere per il meglio quando, furoviato da una relazione letta, mi infogno in un camino e mi trovo a dover passare su una parete che del IV+ non ho neppure l’ombra!

Che fare? Ho sbagliato e forse quella fettuccia che vedo sopra di me rappresenta la doppia di qualche altra via.

Disarrampico incastrandomi nel camino anche per evitare di cadere sul friend, poi pian piano riacquisto la calma e trovo il diedro giusto. Adesso ci siamo. Le difficoltà sono di nuovo accettabili ma, ahimè, la corda finisce e di una sosta neppure l’ombra!

Su friend che spero di aver messo bene faccio una sosta e recupero. Troppo perché i miei compagni non hanno la possibilità di aggirare una paretina di sesto o più. La corda si deve essere impigliata e non riesco a dargliene. Walter tenta di passare e pianta un volo che mette a dura prova la sosta inventata… meno male che ha tenuto e che la caduta non ha avuto conseguenze!

La corda si sblocca e riesco a darne ai miei compagni che mi raggiungono.

Ultimo tiro e siamo su, alla fine della via e da qui, quasi in conserva, in vetta!

 

 

Giada, Walter e Vittorio in vetta!

 

Strette di mano tra le quattro cordate che hanno salito la via oggi, commenti, emozioni!

Qualche foto e un occhio all’orologio: sono le 15.15.

Dobbiamo scendere…

Peccato abbandonare la vetta, peccato dover sempre scendere anche se la prospettiva di una birra ci rende l’opera un po’ meno amara.

Dall’ampissima vetta ci dirigiamo verso Ovest, seguendo ometti e soprattutto Massimo, conoscenza del Cervandone e che inaspettatamente ho ritrovato qui.

Qualche placchetta facile e poi una doppia sulla corda di Massimo ci fanno guadagnare il canale ala base della normale e da qui, zigzagando tra sassi e sciando su sfasciumi, siamo ai piani della Rossa dove un comodo sentiero ci riporta a Devero ad ammirare la cima conquistata.

Come molte altre volte, lasciando Devero volgo uno sguardo alla Rossa ma stavolta, l’idea di esservi salito mi accompagna verso la macchina e poi a casa.

 

Grazie Giada, senza di te non arrampicherei.

Grazie Walter, senza di te non avrei salito lo spigolo.

Grazie Rossa, per averci lasciato salire.

 

Grazie compagni di cordata: siamo stati bravi.

 

         

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