Punta del campanile – anticima Sud (2110m)

 

01/03/2015

Luogo di partenza: Rassa

 

Difficoltà complessiva: BS

 

Tempo di percorrenza: 3 ½ h per la salita

 

Dislivelli: 1250m di salita

 

Raccomandazioni: Gita dalle difficoltà concentrate nell’ultima parte ma comunque non eccessive. Considerare il lungo sviluppo di quasi 14 Km a/r

 

 

Album fotografico:

 

 

 

La gita: Aggancio gli sci con un po' di ansia. La prima parte della discesa che ci aspetta è un po' sfidante per le mie possibilità. Prima la dorsale e poi un ripido pendio per tornare alla bocchetta dei Fornei ma come a volte accade bastano tre curve per scacciare l'ansia. La neve è talmente bella che perdona qualunque cosa. Sta per iniziare una delle più belle discese mai fatte, almeno fino al limitare del bosco. Una neve stupenda, soffice e polverosa che ci bagnerà persino le mutande con i suoi soffici cristalli. Il divertimento può iniziare!

 

Polvere a Marzo? In Valsesia? Ebbene si, in quest'annata pazza si trova anche questo, ma partiamo dall'inizio. Da Rassa ci aspetta un piattone quasi infinito, per fortuna lisciato a dovere dai vari passaggi che ci aiuteranno molto per non spingere al rientro. La temperatura è frescolina, qualche fiocco di neve scende sui nostri zaini.

Poco dopo, ecco il sole, o meglio il cielo sereno visto che siamo in ombra e quando arriviamo all'inizio vero e proprio della gita, ovvero quando superiamo il ponticello di Prabella per iniziare la ripida rampa nel bosco comincia a fare davvero caldo.

 

 

Allo scoperto all’alpe Sorbella

 

Il gruppetto comincia a sgranarsi, a fare da battistrada c'è ovviamente Enzo, che quando il gioco si fa duro comincia a giocare, io che sto bollendo come un cotechino incartato e Davide, più in forma che mai. Anche Marco si mette a fare la tutina e così guadagniamo velocemente quota fino ad uscire finalmente dal bosco e ritrovarci in spazi aperti.

Qui circola aria, la vista spazia e il cielo è sereno. Che chiedere di meglio? Ovviamente una sosta mangereccia e bevereccia in attesa di compattare le fila, qualche foto di rito al panorama sempre più ampio e si riparte, anche per non prendere troppo freddo visto il gocciolamento sudorifero patito, almeno da me, nel bosco.

Da qui l'itinerario diviene decisamente più interessante e panoramico; dalle baite dell'alpe Sorbella si attraversano i prati, perfettamente ed abbondantemente innevati, per ritrovarsi alla base del canalino che conduce alla bocchetta dei Fornei.

La traccia è più che ottima, le condizioni favorevoli e le pelli tengono ottimamente.

Il gruppo tutini alla riscossa prende un po' di vantaggio sulle retrovie e così io, Marco ed Enzo sbuchiamo dal canale ritrovandoci finalmente in vista della Punta del Campanile.

Alcuni ski-alper ci precedono, altri sono fermi alla base dell'ultimo pendio che porta in vetta. Dalla bocchetta li osserviamo tentare la salita alla cima e poi desistere, sembra che non ci siano le condizioni giuste... e così dopo un breve consulto io ed Enzo decidiamo di tentare la cresta di destra, sperando di arrivare chissà dove e verso non si sa cosa.

 

 

Traccia da battere in cresta intonsa

 

La prima parte è tracciata, forse da qualcuno che aveva intenzione di scendere dall'altra parte, la cosa certa è che il pendio si fa ripidino e malgrado il bollettino valanghe dia rischio moderato la situazione non ci aggrada del tutto, il bastocino entra fino in fondo senza incontrare resistenza e il pendio ci sembra carichino, quindi calma, occhi aperti e stare distanti. Pochi metri e la dorsale spiana, si allarga e... la traccia finisce. Io ed Enzo proseguiamo battendo traccia, fino a fermarci su un mottarozzo quota 2110, da qui la cresta si stringe e non ci convince.

Meglio spelleggiare e portare a casa la scorza… starò diventando vecchio!

Alla spicciolata arriva il gruppone, tutti in forma smagliante, e comincia il chiacchiericcio di vetta, senza fretta alcuna visto che un bel sole e la assenza di vento fanno della cima uno dei posti migliori dove fermarsi.

Poi ci mettiamo in assetto da guerra e via! Che la goduria abbia inizio!

Davvero fantastica fino al limitare del bosco, tanto che alla bocchetta dei Fornei Franco, Marco ed enzo ripellano per tornare su... io che sto così così dopo una notte insonne preferisco godermi la discesa con ancora un po' di gambe. Dalla base del canale alle baite decido di spostarmi sulla sinistra per neve intonsa e talmente bella che riesco ad inanellare una cinquantina di curve consecutive, fino a che i quadricipiti bruciano e mi costringono a fermarmi, proprio alla base di un bel saltino che ci farà divertire tutti, tra capitomboli senza conseguenze e pose plastiche durante il salto...

 

 

Davide Valeruz

 

Da qui in poi entriamo nel bosco, che è la parte che più mi preoccupa ma la neve ha mollato e anche questo capitolo si rivela essere sciabile fino al ponticello, dove il toboga ci conduce fino a Rassa.

Alla macchina santa Marta da Capolago tira fuori una torta al cioccolato e San Marco da Mezzomerico le birre! Che chiedere di meglio dopo una giornata così?

 

Skialper: Vittorio, Enzo, Ale, S. Marco, Davide, Monica, Franco e S.ta Marta.

 

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