Pioda di Crana (2430m)

06/08/2008

Luogo di partenza: Arvogno

 

Difficoltà escursione: EE

 

Dislivello: 2510m complessivi di cui 1255m in salita (Fine strada carrabile di Arvogno 1175 m – alpe Verzasco 1262m – alpe La Colla 1563m – Pioda di Crana 2430m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 6 ½ h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Per questa escursione è necessaria esperienza in quanto presenta dei tratti esposti, soprattutto un ultimo delicato passaggio a pochi metri dalla vetta. Si consiglia ad escursionisti che soffrono di vertigini o che sono alle prime armi con la montagna di non effettuare la gita.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la statale SS33 del Sempione e si esce a Masera, si seguono quindi le indicazioni per la Valle Vigezzo, che si risale fino a Santa Maria Maggiore. Da qui si svolta a sinistra per Toceno e si seguono le poche indicazioni per il rifugio di Arvogno. Si prosegue fin dove possibile fino ad arrestarsi dinanzi ad un divieto di accesso.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome" Pioda di Crana

 

Album fotografico:

 

L’escursione: Ci sono montagne che sono come simboli, e quale meglio della Pioda di Crana incarna la Valle Vigezzo? Tante volte ho guardato la Pioda dal basso pensando: troppo difficile per me. Poi un giorno mi è capitato di guardarla e pensare: ci provo! Ed eccoci qui!

Partiamo alla mattina con una gran bella giornata di sole, Claudio è tanto che vuole salire alla Pioda di Crana, forse da più tempo di me. Alla partenza siamo consci che potremmo anche fermarci sull’anticima, appena prima del passaggio più delicato.

Cominciamo a camminare in direzione del primo alpeggio, l’alpe Verzasco. Da qui cominciamo, seguendo le indicazioni, a salire per ripidi pratoni che ci fanno prendere quota piuttosto rapidamente ed in breve arriviamo all’alpe La Colla; quindi dopo una bella salita nel sottobosco sbuchiamo nei pratoni sotto la Pioda di Crana.

 

 

Eccoci in vista della Pioda

 

Eccola là! La cresta che dobbiamo percorrere sembra piuttosto lunga ed impegnativa ma ci guardiamo attorno ed il panorama ripaga la fatica fatta e ci infonde di voglia per continuare la salita.

La Scheggia da una parte, la Cima dall’altra, il Ragno, Nona, Togano, Laurasca fanno da contorno a questa montagna già di per se bellissima.

Alla nostra destra comincia a delinearsi la piodata che va giù verso il fondovalle e cominciamo a scattare qualche foto decente…

Solo il Rosa, un po’ timidamente, lascia sbucare sopra il mare di nuvole solo le sue vette; sembra un bambino un po’ impaurito che scruta l’orizzonte senza volersi far vedere.

La salita prosegue senza intoppi sul sentiero sempre abbastanza evidente, che per la maggior parte si tiene un metro sotto la cresta dalla parte Ovest.

Con un bel traverso passiamo sotto uno sperone roccioso scartandolo alla nostra destra. Siamo all’incrocio delle due piodate! Spettacolare! Sublime! Irreale!

 

 

Incrocio tra le piodate, sublime ed irreale

 

Davanti a tanta poesia optiamo per consolare anche i nostri stomaci prima di affrontare l’ultimo tratto di salita (che è anche il più impegnativo).

Il pensiero che qualcuno salga in aderenza sulla piotata è più vivo che mai, ci chiediamo come sia possibile visto che di alpinismo non capiamo un tubazzo e così tra una chiacchiera e l’altra finiamo lo spuntino e ci rimettiamo in marcia.

Purtroppo per noi cominciano a salire le amiche nuvolette, ma proprio qui dovete fermarvi?!!?

 

 

Claudio un po’ preoccupato guarda salire le nuvolette

 

Il sentiero si fa di passo in passo più aereo ma anche più bello. Guardare la piodata che va giù sempre più ripida ci dà emozioni fortissime così come volgere l’occhio verso Ovest, giù in basso nel vallone oppure per ammirare la cresta rasoiatissima che si collega con i contrafforti de La Scheggia. E così finalmente ci siamo: il passaggio critico e arcinoto è davanti a noi.

 

 

Passaggio delicato; sono passato a sinistra della cresta aggrappandomi alla piodata

 

Su questo passaggio ne ho sentite di tutte i colori. Dopo un attimo di sconforto mi aggiro in perlustrazione, provo a passare da Est aggrappandomi al bordo della piodata e tenendo i piedi in aderenza sulla piodata, poi scavalco la cresta e scopro che dalla parte che sembrava peggiore (a occhio ci saranno 400 metri di vuoto assoluto) in realtà è forse la migliore. Mi aggrappo al bordo della piodata tenendomi a Ovest della cresta e percorro il breve tratto esposto, a tratti gattonando e a tratti aggrappandomi con le zampette anteriori.

Sono passato!

Claudio mi segue e gli do qualche dritta sui passaggi migliori ma neanche lui ha grosse difficoltà.

Siamo passati!

 

 

Piodata!

 

Il passaggio è più brutto a vedersi che a farsi, anche se non bisogna assolutamente banalizzarlo perché uno sbaglio costa la vita. C’è solo l’imbarazzo della scelta; se si scivola dalla parte della piodata si striscia sul ripido versante senza grosse speranze di fermarsi mentre dalla parte Ovest della cresta si rischia un volo libero di circa 400 metri (a occhio) per poi iniziare a picchiare su qualche sasso e raggiungere il fondovalle un po’ maciullati. A parte gli scherzi state attenti e concentrati e non fatelo se bagnato!

 

 

Burrone a Ovest del passaggio delicato

 

Dopo il passaggino critico il gioco è fatto! Ancora un po’ di crestina un po’ esposta che dopo i numeri fatti ci fa ridere ed eccosi su. Per dirla con le parole di un amico siamo giunti là, là da dove non si può che scendere!

Peccato le nuvole che ci impediscono il panorama anche se a tratti si apre e ci rendiamo conto della posizione aerea sulla quale siamo… grande vetta e grandi soddisfazioni!

 

 

Il lago di Larecchio dalla vetta della Pioda

 

 

Claudio e Vittorio in vetta!

 

Dopo una bella sosta e le foto ricordo, ci incamminiamo perché il tempo si mette male, quindi ripetiamo il passaggino brutto e scendiamo la cresta e guarda un po’ che culo: appena raggiungiamo il bosco inizia a piovere!

Ma chi se ne frega, siamo andati in vetta e soprattutto siamo rimasti interi!

 

                                                                                  Val Vigezzo