Pizzo Pernice (1506m)

20/12/2008

Luogo di partenza: Alpe Pala

 

Difficoltà escursione: T/E

 

Dislivello: 1188m complessivi di cui 594m in salita (Alpe Pala 912m – Cappella Fina 1102m – Pizzo Pernice 1506m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 3 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Gita breve senza difficoltà, quindi adatta a tutti gli escursionisti, praticabile in ogni periodo dell’anno.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Da Verbania si seguono le indicazioni per Cambiasca e da qui per l’alpe Pala. Quindi si percorre tutta la strada di montagna fino a giungere a destinazione, dove si lascia l’auto.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Pernice

 

Album fotografico:

 

L’escursione: Con tutta questa neve c’era già chi si leccava le dita, e io ero senz’altro tra questi quando i primi fiocchi hanno cominciato a scendere copiosi dal cielo. Poi dopo qualche giorno le temperature si sono un poco alzate e la neve è diventata acqua; tuttavia lo sapevamo che su in alto, sugli amati monti, era tutta neve.

Quest’anno ha un po’ esagerato. Rischio valanga ovunque e strade chiuse, per cui rinunciamo agli itinerari più ambiziosi per concederci una breve ciaspolata a due passi da casa: andiamo al pizzo Pernice, modesto ma comunque panoramico.

Partiamo non troppo presto dall’alpe Pala (la strada continua fino alla cappella Fina ma è innevata ed impraticabile) addentrandoci nel bosco seguendo le esili tracce del sentiero che taglia la strada asfaltata.

Camminiamo su una neve dura e ghiacciata che rende quasi del tutto inutili le nostre ciaspole; il paesaggio è bello e il cielo è sereno. In breve tempo raggiungiamo la cappella Fina dove anche Fulvio si decide a mettere su le ciaspole e io ne approfitto per fare qualche foto al paesaggio bianco e fatato che contrasta con i colori luccicanti del lago illuminato dal sole bambino.

 

 

La cappella Fina immersa nel candore

 

Ci rimettiamo in marcia lungo l’itinerario classico e dopo qualche centinaio di metri arriviamo ad una cappelletta gialla, qui svoltiamo a destra inerpicandoci lungo l’erto pendio fino a guadagnare la cresta dalla quale ci si apre il panorama davanti agli occhi: Massone, Scaravini, Capezzone, Cima Sasso, Mottarone, Faiè e tante altre vette note: alcune solo di fama, altre per esserci stati.

Da qui l’itinerario cambia decisamente pendenza e si sviluppa lunga la ripida cresta che conduce alla sommità del pizzo Pernice.

Anche la neve sta cambiando sotto l’effetto dei potenti raggi solari che oltre a farci sudare sciolgono la neve facendoci sprofondare nonostante le ciaspole.

Il panorama diventa sempre più suggestivo e appare anche il gigante Pedum ad osservarci, oltre al pizzo Marona che severo domina la valle.

 

 

Inizia la salitona

 

Dopo la ripida salita ci tocca ancora un breve tratto in falsopiano per giungere in vetta.

 

 

La cresta sinuosa si tuffa nel lago

 

Una vetta di altezza modesta, questo è vero, ma che importa se la salita è stata piacevole e si è passata una bella mattinata in montagna, immersi nei silenzi che l’inverno sa concedere agli escursionisti?

Adesso ci attende la mia parte preferita: la discesaaaaaaaaa sull’erto pendio! E allora giù….

 

Escursionisti: Vittorio e Fulvio

 

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