Passo di Nefelgiu (2583m)

 

25/04/2008

 

Luogo di partenza: Sagersboden (1772m)

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 1626m complessivi di cui 813m in salita (Sagersboden 1772m - Alpe alla Balma 2049m - Alpe Vannino 2194m - Passo di Nefelgiu 2583m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 6 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Non presenta particolari difficoltà a parte pendenze ripide dall’Alpe Vannino al Passo di Nefelgiu. Si raccomanda di non andare in periodi dell’anno a rischio valanghe in quanto nel tratto dal rifugio Margaroli al passo Nefelgiu è possibile il verificarsi di slavine.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si segue la strada statale SS33 del Sempione, si prende l’uscita per Crodo e si arriva a Valdo dove si lascia la macchina e si prende la seggiovia che porta direttamente al Sagersboden. La seggiovia è aperta solo i week-end e la prima corsa parte verso le otto e mezza.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Passo di Nefelgiu

 

L’escursione: L’idea originaria era quella di partire da Canza e arrivare al passo …da diverse settimane  però il mio ginocchio soprannominato “nato stanco” era ben poco arzillo e mi lanciava SOS di cedimento quindi abbiamo optato per la seggiovia!

Arrivati al parcheggio della seggiovia troviamo molti altri escursionisti: ovviamente tutti provetti sci alpinisti super attrezzati: gli unici “sfigati”con le ciaspolone eravamo io e Vittorio! Dopo l’interminabile corsa in seggiovia, caricati al massimo dal cielo limpido e dal sole caldo ci mettiamo subito a camminare. Per i primi quaranta minuti circa si cammina su una carrabile completamente innevata (i nostalgici ricorderanno la bellissima mulattiera che c’era…purtroppo noi non abbiamo fatto in tempo a vederla!) che sale prima in modo deciso e poi molto dolcemente. Nonostante ci sia un bel gruppetto di impavidi escursionisti davanti a noi, mi ha molto colpito la sensazione di pace e di silenzio che si poteva percepire. Quando finalmente ero nel pieno  mio rilassamento interiore però il “nato stanco” decide di farsi sentire…evvai! Allora nel mezzo della mulattiera togli la ciaspola…e la scarpa…cerca di mettere il tutore rimanendo in equilibrio su un piede e non riuscendo puccia la calza nella neve…fredda!!!A parte questo piccolo inconveniente iniziamo a camminare. Finita la mulattiera finalmente il paesaggio si apre in tutta la sua bellezza: siamo all’alpe della Balma. Che spettacolo…

 

 

L’alpe della Balma nell’incantevole Val Vannino

 

Il sentiero che percorre l’alpe è ben visibile e poco impegnativo dal punto di vista delle pendenze. Per la maggior parte del tempo si attraversa la valle in piano costeggiando il corso del torrente Vannino. Sulla sinistra si potrà intravedere anche il sentiero che conduce verso il rifugio Myriam.

La fatica principale è dovuta alla neve molto pesante; meno male che a  farci compagnia ci sono anche delle pelosissime marmotte che ci guardano più incuriosite che impaurite! Dopo un’ora e mezza raggiungiamo il rifugio Margaroli e ne approfittiamo per la pausa merenda ammirando il lago Vannino completamente bianco.

 

 

Il lago Vannino ghiacciato

 

E si ricomincia a camminare…lasciandoci il Margaroli alle spalle puntiamo verso un ripido pendio ad nord. Dal rifugio Margaroli ci si sposta leggermente verso Nord e si risale il vallone che si sviluppa in direzione N/NO

 

 

Giochi d’ombre sul ghiaccio del Vannino

 

La salita è mozzafiato, guardandosi alle spalle sembra di potersi tuffare direttamente nel Vannino.

 

 

Vittorio sale verso Nefelgiu

 

Rapidamente (per quanto si possa essere rapidi..) arriviamo ad una sella dopo poter tirare il fiato ed è allora che vediamo (non troppo vicino) la dolce curva che disegna il passo di Nefelgiu.

 

 

Il passo è ormai vicino… o quasi

 

Mah si…ci siamo ci siamo la meta è vicina!!!E così si inizia a camminare presi da un nuovo slancio.

 

 

Giada affronta pendenze brutali…

 

E finalmente arriviamo!!!

 

 

Vittorio e Giada al passo Nefelgiu, i tempi dell’autoscatto forse non sono stati calcolati bene…

 

Ragazzi la vista è spettacolare. Dietro di noi tante carine montagnole come l’Arbola, M.Minoia, punta Clogstafel, il Giove… sopra di noi a picco il Corno Nefelgiu …e davanti a noi il vallone di Nefelgiu, il lago di Morasco, il Toggia, il corno Brunni, il corno Mut, la vetta Castel coperta dalle nuvole… Sì, infatti appena arrivati al passo il sole ci ha abbandonati e un fresco (per non dire ghiacciato) venticello ci ha subito ampiamente rinfrescati dalla salita! Solita sfiga!

Dopo un pranzo con panino, neve e freddo decidiamo di scendere. Visti i pendii molti ripidi ho provato a farmela tutta di fondoschiena ma la neve troppo morbida non mi ha permesso questo divertimento…

Arrivati al rifugio Margaroli con il sole di nuovo più splendente che mai decidiamo di berci un te (il mio forse soporifero perché mi sono addormentata di botto) ebbri di una stupenda giornata.

 

 

Giada sonnecchia fuori dal rifugio Margaroli

 

Gli escursionisti Giada e Vittorio (e “nato stanco” oggi più presente che mai).

 

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