06/01/2011
Luogo di partenza: Alpe Devero
Difficoltà escursione: E
Dislivello: 1738m complessivi di cui 869 m in salita (Alpe Devero 1610m – Alpe Misanco 1907m – Val Buscagna 2100m – Punta d’Orogna 2426m – Passi di Buscagna 2271m – Monte Cazzola 2330 – Alpe Devero 1610m)
Tempo di percorrenza dell’escursione: 4 h totali senza considerare le soste.
Raccomandazioni: Gita molto sicura che può essere effettuata anche con rischio valanghe abbastanza alto. Ad escursionisti poco esperti è comunque consigliata la salita per la classica via da Misanco.
Raggiungere il luogo di partenza: Da Gravellona Toce si segue la statale SS33 del Sempione fino alla uscita Crodo, quindi si prosegue fino a Baceno, dove si svolta a destra in direzione dell’alpe Devero, il quale viene raggiunto in circa venti minuti. Nei giorni festivi e nei periodi di maggiore affluenza turistica il parcheggio dell’alpe Devero è a pagamento (5 euro per auto).
Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Orogna-Cazzola
Album fotografico:
L’escursione:
Doveva essere l’Hohture a Rothwald, poi le previsioni meteo sconsigliavano qualunque cosa outdoor e infine miglioravano leggermente.
Io, Giada e Eugenio non ci pensiamo due volte. Due telefonate per accordarci e via, si parte per la prima gita del 2011!
Al posto di Rothwald, irraggiungibile causa Sempione chiuso, ripieghiamo sull’unica zona che le nostre capacità sciistiche ci consentono di affrontare: Devero.
Il solito Cazzola lo abbiamo salito circa una settimana fa e allora decidiamo di fare la Punta d’Orogna, decisamente più lunga e impegnativa, anche se comunque facile.
Sci pellati ci avviamo per la ormai arcinota salita fino a Misanco e da qui tagliamo a destra in un canalino per entrare il Val Buscagna.
Qualcosa ci dice e ci avverte che la neve non è quella di settimana scorsa e lo capiamo quando un gruppetto davanti a noi ravana non poco per saltare fuori dall’imbuto che solo una settimana fa avevamo superato agevolmente…

In val Buscagna
Entrati nella bella valle dove la powder portata dal vento è sempre presente ci tocca un lungo tratto in piano e così maciniamo chilometri, attraversando tutta la valle nel senso della lunghezza, in un paesaggio bello e fiabesco dominato dalle guglie del Cornera.
In fondo alla valle ecco i primi ripidi colli, ricoperti di nevaccia ventata e gelata e ne approfittiamo per esercitarci sulle inversioni di marcia.
Tra uno strappetto e l’altro talvolta ci tocca perdere qualche metro e la vetta sembra non avvicinarsi mai.

Verso la vetta
Il tempo sembra stabile e la temperatura ottimale, per cui niente fretta e uno sci dopo l’altro, uno davanti all’altro, passo dopo passo, arriviamo in cresta, a pochi metri dalla cima.
Ci attende solo l’ultimo strappo per la vetta, che Giada giudica troppo impegnativo da affrontare con gli sci e desiste dalla voglia di piantare lo sci in vetta.
Io e Eugenio invece, spavaldi e impavidi, affrontiamo il pendio di petto e in pochi minuti siamo su a stringerci la mano, stando attenti alla cornice di vetta.
Foto di rito e si scende da Giada, solo pochi metri più in basso, per unirci a lei per la discesa, fino alla base del Cazzola.
Ci tocca rimettere le pelli a meno di non racchettare come matti e aggiriamo la cima alla sua destra.
Il traversino che sbuca sul pendio della vetta è poco innevato e quel poco di copertura che sussiste è bella dura.
Eugenio passa elegantemente dall’altra parte in pochi secondi mentre noi, tolti gli sci, lo percorriamo a piedi.

Vetta del Cazzola
Ultimi passi per la seconda vetta di giornata e ci siamo.
Nuove strette di mano, nuove foto di vetta e via, giù per le piste a scatenarci!
Scialpinisti: Vittorio, Eugenio e Giada