Via Occidentale – Placche di Tegna

04/12/2011

 

Luogo di partenza: Ponte Brolla, Placche di Tegna

Difficoltà escursione: 4c (4a obbligatorio)

 

Dislivello: 180 m circa

 

Tempo di percorrenza dell’escursione:  2 h circa

 

Raccomandazioni: Via su roccia spittata corta. Esposizione sud.

Lunghezza 1, 4a

Lunghezza 2, 4c

Lunghezza 3, 4a

Lunghezza 4, 3b

Lunghezza 5, 4a

Raggiungere il luogo di partenza: Da Locarno si seguono i cartelli per Valle Maggia, Valle Onsernone, Centovalli. In 4 km dal centro cittadino si raggiunge, attraversando il Torrente Maggia, la località di Ponte Brolla. Si parcheggia di fianco alla ferrovia. A piedi i segue dapprima una mulattiera poi, pochi metri più avanti ad una casa dove fanno tatuaggi, si prende un piccolo sentiero sulla destra.

Album fotografico:

 

L’escursione: l’armata Brancaleone si prepara così ad una nuova avventura su roccia senza l’esperto della situazione.

Optiamo per una via di grado facile ma su placca. Dopo i dieci minuti di avvicinamento troviamo la nostra meta.

La temperatura è mite e il cielo sempre più blu… A parte altre tre persone non c’è nessuno. Non mi sento agitata ma la placca fa la sua figura. Ben appoggiata ci mancherebbe ma comunque liscia. Un tipo di arrampicata a me sconosciuto dove le braccia servono solo per arredare il precario equilibrio. Niente appigli. Solo aderenza.

Iniziamo. Nel primo tiro va su Sergio. Spavaldo con le sue scarpette nuove se la cava egregiamente. Alla prima sosta lo seguiamo io e Vittorio da secondi. L’inizio mi ha spiazzato: abituata alla ricerca di appigli ho testato nei primi due passi come ci si debba fidare delle proprie scarpette anche se ormai in punta non hanno più la suola.

 

 

Sergio sul primo tiro

 

Dopo aver rotto il ghiaccio però sono rimasta piacevolmente stupita del sottile e affascinante gioco di equilibrio che ti porta ad arrampicarti come un geco…o a scivolare rovinosamente come un sacco di patate.

Il secondo tiro lo porta da primo Vittorio. Il tiro più difficile per un pezzo di 4c su aderenza azzerabile comunque a 4a. Anche lui se la cava benissimo!

La parte di placca di 4c non è banale non tecnicamente ma quanto mentalmente. Forse su aderenza la difficoltà maggiore è fidarsi del proprio equilibrio e delle proprie suole.

 

 

Giada alla fine del quarto tiro

 

Arriviamo al terzo e quarto tiro. Vado su da prima io. Mi sento sicura e come tipo di arrampicata mi piace. Peccato che fin da subito sbaglio via ( bisogna andare verso sinistra e non verso destra tenendo gli alberi sulla destra) e mi ritrovo a fare un pezzo in libera alla ricerca fiduciosa di uno spit o una sosta. Superati pochi metri per fortuna ritrovo la via e la sosta del terzo tiro. Decido di tirare anche il quarto visto che è di grado molto basso. Non ci sono rischi di sbagliare strada stavolta…la sosta è li davanti a noi che ci aspetta!!!

L’ultimo tiro con un tettuccio piuttosto boulderoso (lo danno come un 4a ma siamo tutti e tre concordi di dire che sarebbe giusto chiamarlo 4c) lo tira Sergino. Con la sua forza bruta e dei buoni passi sicuri passa agevolmente il tetto da primo. Vittorio se la cava benissimo anche lui, io invece titubo un po’ facendomi forza per tirarmi su di braccia (non è proprio il mio forte!!!).

E alla fine abbiamo messo la bandierina anche su questa via!!!

 

 

Discesa in doppia

 

Ignorando che c’era il sentiero per scendere, in mancanza di scarpe che abbiamo lasciato giù alla partenza, ci spariamo due belle doppie per scendere fra continui grovigli  la macchina fotografica di Sergio che inizia a rotolare per tutta la via…siamo o non siamo la cordata Brancaleone?

 

Gli arrampicatori: Giada, Sergio e Vittorio.

       

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