Monte Leone – Via della Paretina

 

08/06/2013

Luogo di partenza: Passo del Sempione

 

Difficoltà complessiva: AD

 

Tempo di percorrenza della via: 3 ½ h di avvicinamento, ½ h per la paretina

 

Raccomandazioni: L’avvicinamento è piuttosto lungo (circa 7 Km). La difficoltà della paretina dipende in gran parte dalle condizioni della crepaccia terminale e dalla presenza di ghiaccio o neve.

Per raggiungere la vetta dall’uscita della via occorre percorrere l’ultima parte della cresta W, la cui difficoltà (PD+) può salire molto per la presenza di neve.

 

Traccia GPS: Clicca con tasto destro e salva con nome: Leone_paretina

 

Album fotografico:

 

L’escursione:

"Pochi passi mi separano dall'uscita in cresta. Li faccio piano, delicatamente, so che devo prepararmi alla sua vista, da vicino, da molto vicino. Respiro, mi volto a sinistra e lo vedo, vicinissimo. Distinguo la croce di vetta, piccola e vedo le sagome degli scialpinisti in vetta che sono saliti dalla normale.

Sussurro dentro di me ciao, amata vetta, oggi non ci incontreremo. Resteremo a distanza, anche se ben poca in verità. Resteremo divisi da una cresta un po' corniciata che non ci consentirà di toccarci, ma abbastanza vicini per dirti ciao, ti ho salita una volta, ed è stato bellissimo. Te lo ricordi? Ti ho ammirato tante volte, praticamente mi hai visto crescere, anno dopo anno, mentre da Veglia voltavo lo sguardo in su. Mi ha visto con Giada, e la prossima volta, magari, ci vedrai con nostra figlia camminare nei prati di Veglia, cercando di farla innamorare della montagna.

Ciao monte Leone, grazie per avermi fatto salire sulla paretina."

 

Prima uscita su ghiaccio del corso di alpinismo. Si parte presto dall'ospizio, dopo aver dormito qualche ora dai fraticelli al Sempione.

Mi rammarico che sia già albeggiato, perché mi piace cominciare le gite al buio, inoltrandomi silenziosamente nella montagna.

 

 

Al traverso dell’Hubschhorn

 

Ai miei piedi, malgrado sia l'8 Giugno, ci sono gli amati sci. Infatti, data la tanta neve e la possibilità di mettere gli sci ai piedi praticamente dietro l'ospizio, chi voleva ha avuto la possibilità di portarsi gli sci. E così, dopo che credevo chiusa la stagione, rieccomi a pelleggiare.

Saliamo verso il traverso dell'Hubschhorn, ottimamente tracciato ed abbandoniamo la traccia che sale verso destra per il Breithorn, bensì continuiamo un lungo traverso che con poca pendenza conduce ad un fornale un po' più ampio ma non ripido. Prendiamo lentamente quota, sempre di traverso, mentre davanti a noi comincia a delinearsi il spigolo della paretina, ancora lontano.

Il panorama è, come sempre, fantastico! L'Oberland attrae da sempre i miei sguardi, ed oggi è più bello che mai.

 

 

Verso la paretina

 

Lungo traverso fino alla base dell'attacco, dove arrivo abbastanza stanco per il lungo avvicinamento ma soprattutto per la tribolazione che molto spesso sono costretto ad affrontare con le pelli.

Togliamo gli sci e per ordini superiori li lasciamo alla base della paretina, in quanto decidiamo di scendere dalla stessa parte.

Tiro fuori la corda, io e Max, l'istruttore che quest'oggi ha avuto la grande rottura di accompagnarmi, ci leghiamo in conserva corta e partiamo. Max avanti, io seguo. Saltiamo la crepaccia terminale e attacchiamo la parete. La neve rende la paretina una scala a pioli, mentre mi impratichisco con il ripido. Le condizioni sono davvero stellari, di ghiaccio neppure l'ombra.

Chiedo di poter passare davanti e, gentilmente, mi viene concesso.

Quindi per la prima volta mi ritrovo su una parete nord, con due picche in mano e la corda dietro anziché davanti. Stranamente mi sento a mio agio, non ho paura e le condizioni, come già detto, sono più che buone.

 

 

Max sulla paretina

 

Pochi minuti e sono su, dove pianto le picche e recupero Max. Stretta di mano e foto di rito, sosta mangereccia e bevereccia al cospetto della cima.

Il corpo istruttori decide di ridiscendere su corda fissa, evitando di fare le doppie.

Peccato che intanto sale la nebbia che ci copre il panorama, mentre aspettiamo che tutti scendano dalla via.

Ora, per gli sciatori, arriva il bello. Quasi mille metri di firn, neanche tanto male per essere Giugno, almeno fino al traverso dell'Hubschhorn, poi sempre meno sciabile, anche a causa della pioggia e delle grandine che ticchetta sui nostri caschi.

Ma ormai tutto va bene, quando si è a pochi metri dall'ospizio e quindi dalla meritata birra!

 

Alpinisti: Vittorio, Max e la Scuola di Alpinismo del CAI Arona

 

 

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