Monte Camino (2390m)

 

15/12/2012

 

Luogo di partenza: Oropa

 

Difficoltà escursione: MS

 

Dislivello: 1170m di salita, (Oropa 1220m – rifugio Mucrone 1900m – capanna Renata 2350m – Monte Camino 2390m)

 

Luogo di partenza: Oropa

 

Difficoltà escursione: MS

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 3 h di salita

 

Raccomandazioni: Gita di facile esecuzione e pericolo valanghe relativamente basso. Il luogo è molto frequentato ma il panorama e la zona meritano davvero.

 

Traccia GPS: Clicca con tasto destro e salva con nome: "Monte Camino"

 

Album fotografico:

 

 

 

L’escursione: Dopo la polvere di domenica scorsa, ancora neve è scesa sui monti ma le previsioni non sono il massimo per le zone di confine e così, ecco che il santuario di Oropa fa da sfondo ai preparativi pre-gita.

Per me è una zona completamente nuova, in cui il panorama sulla pianura è davvero ampio e il monte Mucrone è quello che da subito attira la mia attenzione.

Magari sarà per un’altra volta, oggi è il giorno del Monte Camino.

Partiamo dal parcheggio, tra tutine e altri ski-alper e dopo aver provato a salire sci ai piedi pestando sassi e sassolini, decidiamo di toglierli per metterli sullo zaino. Infatti ci toccano 250m di dislivello con gli sci in spalla ma per fortuna dopo questi la situazione migliora parecchio.

La neve, come per incanto, diventa continua e gli sci ripassano dallo zaino ai piedi.

“Bene” penso “adesso comincia la gita”. Fabrizio, in grande forma in quest’inizio di stagione, impone il suo ritmo che stacca tutto il gruppo, il quale si sgrana sulle pendici della montagna, solcate dallo stradino della ex pista Busancano.

 

 

Saliamo lo stradino Busancano

 

Io provo a stargli dietro, del resto la gita è pochissimo tecnica ed è solo questione di spinta. Mi sorprendo quando arriviamo alla stazione intermedia, dove ci fermiamo per una breve sosta ammirando il panorama. Stiamo salendo, per i nostri canoni, davvero di buona lena.

Solo il gran caldo di oggi mi fa tribolare e mi costringe ad un conto alla rovescia dei metri di dislivello che mancano.

 

 

Il Monte Mucrone

 

Ripartiamo, per me è sempre dura riprendere il ritmo, soprattutto quando fa così caldo e a metà salita sento già male ai piedi per le fiacche che anche oggi mi arriveranno puntuali; anche stavolta faccio fatica a ripartire, per cui mollo un attimo il ritmo e decido di non forzare più di tanto.

Anche Fabrizio sembra patire il caldo, per fortuna poco sotto la cima un venticello fresco mi asciuga parzialmente dal sudore e mi fa respirare un po’ meglio.

Passiamo dalla bella e simpatica capanna Renata, dirigendoci verso la cappelletta di vetta.Magnifico panorama a 360°C, stretta di mano e cambio pelli. Solo un piccolo neo rovina il momento, anzi due. Il primo è rappresentato da tutte le costruzioni e costruzioncine che si vedono, partendo dai cestelli volanti della seggiovia e dalla sua stazione di arrivo ormai abbandonata. Il secondo è, ovviamente, il vento.

 

 

Vittorio si prepara alla discesa

 

Quel dolce zeffiro che avevo salutato con gioia poco sotto la cima è ora diventato fastidioso e sudaticci come siamo… ci rifugiamo nella capanna Renata, dove ci riscaldiamo e ascighiamo aiutati da un tè caldo e una fetta di torta.

Poco dopo arrivano anche Luca, Marco, Ornella, Francesca e Lorenzo, intrepido teenager che nonostante la stanchezza non ha mollato fino in cima.

La discesa, la parte che mi preoccupa d più date le mie scarse capacità in merito, sarà molto divertente e godereccia, su neve ben assestata e battuta da centinaia di passaggi, praticamente come essere in pista!

 

 

Scialpinisti: Vittorio, Fabrizio, Enzo, Luca, Francesca, Marco, Ornella e Lorenzo

 

  

   

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