Moncucco (1905m)

26/12/2010

Luogo di partenza: Alpe Lusentino

 

Difficoltà escursione: MS

 

Dislivello: 1688m complessivi di cui 844m in salita (Alpe Lusentino 1061m – Alpe Casaravera 1610 m Moncucco 1905m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 2,5 h di salita.

 

Raccomandazioni: Gita di facile esecuzione che non richiede un eccessivo impegno fisico. Permette la discesa sulle piste di Domobianca.

La cresta sommatale del Moncucco non va sottovalutata e in condizioni di neve non stabile può rivelarsi infida e costringere lo sciatore ad un numero infinito di inversioni.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Da Domodossola si seguono le indicazioni per il comprensorio sciistico Domobianca, percorrere la comoda strada di montagna fino all’alpe Lusentino, dove partono gli impianti di risalita

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Moncucco

 

Album fotografico:

 

 

 

L’escursione:

E’ la prima volta che mi ritrovo sci ai piedi con altri eminenti scialpinisti e date le mie scarse capacità tecniche e il pericolo valanghe alto si era deciso di andare a Rothwald ma, ahimè, freddo e tanto vento al Simplon-Dorf ci fanno tornare indietro, verso Domodossola e così, ad ora ormai tarda, ci troviamo al Lusentino pronti per partire alla conquista del Moncucco.

Con me ci sono Umberto, indomito ciaspolatore, Luca e Francesca con gli sci e Davide che oggi prova la sua nuova splitboard.

Non c’è che dire: un gruppo più che mai eterogeneo.

La gita parte dagli impianti di risalita della Domobianca e dopo una breve salita nel bosco raggiunge l’arrivo della prima seggiovia, nei pressi della scuola di sci. Un breve lampo attraversa i miei pensieri alla vista del recinto dei novizi, piccolo spazio pianeggiante dedicato alla prima mezz’ora di lezione di chi non ha mai visto un paio di sci.

Meno di anno fa ero li tra loro e oggi sono qui sci ai piedi e pelli sotto le solette alla conquista del Moncucco. Chissà se ce la farò?

Il pensiero passa come un lampo e si inoltra nel bel bosco sottostante la seggiovia, al fianco del muro Torcelli.

 

 

Vittorio e Francesca salgono nel bosco

 

Tra un tornante e l’altro, su una neve un po’ infida che rispecchia il pericolo alto di valanghe dato dall’ARPA, il gruppo procede un po’ sgranato e io me la scavacchio, scortato dall’occhio vigile di Francesca che non la smette di darmi preziose dritte su come bilanciare il peso sulle pelli e su come procedere con questa nevaccia.

Continuiamo la salita fino a sbucare all’alpe Casaravera, dove con una bella sosta ricompattiamo il gruppo un po’ sgranato.

Davanti a noi la cresta del Moncucco, imbiancata e stretta, dove la traccia corre sul filo a causa del pericolo di valanghe.

 

 

Sulla cresta del Moncucco

 

Ultimo consulto a causa del vento e decidiamo di tentare: saliamo in costa ed imbocchiamo la cresta che all’inizio si presenta ampia anche se spazzata da un vento gelido.

Chi mi conosce e viene in montagna con me sa che il freddo e il vento mi sono spesso d’aiuto per sentire meno la fatica e presto mi ritrovo nei pressi del ripetitore, dove la furia di Eolo è più forte che mai.

Io e Francesca precediamo il gruppo ma non c’è tempo di ricompattare; troppo freddo, così proseguo la mia sfida alle ottomila inversioni che mi aspettano sulla stretta cresta. Un vero incubo per un principiante.

La neve passa da pessima ad indecente e a tratti si cammina sulle uova.

Umberto ha qualche problema con le ciaspole che non tengono affatto su questa neve e in assenza di ramponi è costretto a un dietrofront che suona come un arrivederci.

Io e Francesca ci ritroviamo su a stringerci la mano alla base della croce, mentre Luca e Davide ci seguono da vicino.

E’ vetta e le sensazioni bellissime della salita trionfano e si amplificano guardando l’Ossola ai miei piedi e i grandi 4000 all’orizzonte.

 

 

Vetta del Moncucco: vento patagonico

 

Un saluto al Leone, la foto di gruppo e le strette di mano… è clima da vetta mentre anche il vento sembra placarsi.

E adesso arriva la parte difficile: la discesa.

Qualche curva scortato da Francesca, verso le piste della Domobianca e poi ancora nella polvere fino a Casaravera.

Ultima sosta mangereccia e qualche foto, prima della discesa finale verso Lusentino e un bel te caldo.

 

Scialpinisti: Vittorio, Luca e Francesca.

Splitboarder: Davide

Ciaspolatore: Umberto

 

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