Mazza dell'inferno (1926m)

13/06/2010

Luogo di partenza: Forno

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 1992m complessivi di cui 996m in salita (Forno 930m – alpe Campo 1752 m – Mazza dell’inferno 1926m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 4,5 - 5 h totali senza considerare le soste.

 

Raccomandazioni: Zona poco frequentata e sentieristica segnalata in modo non eccellente. Dall’alpe Campo in poi il sentiero diventa un poco disagevole e a tratti esposto.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Omegna si seguono le indicazioni per la Valle Strona, che si risale fino a Forno, dove si posteggia l’auto. Il sentiero comincia all’interno del paese; è quindi necessario attraversare il paese a piedi in direzione Est, prima di trovare le frecce per la Mazza dell’inferno

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Mazza dell’inferno

 

L’escursione: Gita strana, quest’oggi in Valstrona. Meteo incerto e nuvolaglie varie che ci nascondono le creste ma la voglia di andare e fare comunque qualcosa é più forte della paura di prendere l’acqua e allora ci mettiamo in marcia da Forno alla conquista della Mazza dell’inferno, in questa zona della Valle Strona poco frequentata dagli escursionisti.

La Valle Strona nasce da Omegna come una gola piuttosto stretta e angusta ma chi ama la montagna e conosce un minimo la zona sa che da un certo punto in poi I paesaggi si allargano, lasciando il posto a splendidi alpeggi e ampi scenari di media montagna.La gita, molto varia, comincia in un bel boschetto ed entra subito in un ampio vallone erboso al centro del quale scorre un piacevole torrente. La fioritura é nel suo splendore anche se il cielo grigio chesolo a tratti lascia passare qualche raggio di sole ci rovina parte della meraviglia che ci circonda.

Risalita parte del vallone ci tocca una rampa ripida sulla sinistra che ci conduce in direzione di una bella baita abitata da alpigiani che vendono anche un ottimo formaggio e ci consente di prendere quota al di sopra del vallone, quindi con un bel traverso su sentiero molto battuto ci portiamo verso un altro alpeggio e quindi verso i prati dell’alpe Campo.

Un’occhiata doverosa alle creste imponenti che a tratti si scoprono: la Scaravini fa da padrona allo scenario mentre verso Ovest si ergono maestose le montagne che circondano Campello Monti.

Dall’alpe Campo in poi,nei pressi del rifugio, il sentiero diventa un po’ più impegnativo e si porta subito in cresta sulla sinistra. Prati, ciuffi d’erba e qualche roccetta affiorante fanno da contorno al bel sentiero che da quì in poi non é così ben tracciato come in precedenza e forse a causa della scarsa frequantazione anche un po’ scomodo.

Quasi quasi conviene seguire la linea di cresta che non é mai problematica ed esposta, ad eccezione di un passaggino che affaccia sulla bella Valdossola.

 

 

Giada percorre le creste sopra l’alpe Campo

 

Ulitimi metri di dislivello sulla cresta, con qualche saliscendi e si arriva in vetta. Da quì parte una sottile cresta rocciosa e un po’ più impegnativa che raggiunge uno sperone roccioso prima e il Ventolaro poi, con la possibilità di scendere all’alpe Ravinella di sopra e quindi a Cerano, ad appena un chilometro di strada da Forno.

Ma questa sarà forse un’altra storia, da raccontare un’altra volta, sì perché un po’ per il tempo non eccellente e un po’ per via della cresta, decidiamo di rientrare dalla stessa parte, anche per fermarci a comprare del buon formaggio all’alpeggio.

Chiara, Alessandro, Claudio e Rino decidono invece di proseguire verso il Ventolaro: loro sì che sono impavidi della montagna!

Ma noi torneremo, per calcare queste belle creste selvagge e poco frequentate, tra Ossola e Valstrona, ascoltando il sibilo del vento tra i ciuffi d’erba, tra Capezzone e Scaravini, al cospetto del Rosa che oggi non si é purtroppo mostrato.

 

Una bella ed inusuale gita, alla quale ha preso parte anche Franco che di monti non é un assiduo frequentatore ma che sa comunque apprezzare la montagna e il suo silenzio: la sua maestosità.

 

Escursionisti: Vittorio, Giada, Franco, Chiara, Alessandro, Claudio e Rino.

 

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