Massa del Turlo (1959m)

13/05/2008

Luogo di partenza: Alpe Camasca

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 1746 m complessivi di cui 873 m in salita (Alpe Camasca 1230m – Bocchetta di Foglia 1272 m – M.Croce 1643 – Bassa del Campo 1571 m – La Mazza 1816 – Massa del Turlo 1959 m – Alpe Curgiolo 1470m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 5 ½  h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Escursione facile che non prevede nessuna difficoltà tecnica o fisica ad eccezione di qualche passaggio un po’ esposto ma su sentiero sempre chiaro e ben tracciato.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Da Omegna si segue la strada provinciale per le Quarne, giunti a Quarna Sotto si volta a sinistra seguendo le indicazioni per l’alpe Damasca, al quale si giunge dopo qualche chilometro.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Massa del Turlo.

 

L’escursione: Gita infrasettimanale in solitaria organizzata di fretta e furia, infatti fino a ieri sera il meteo dava pioggia e me l’ero già messa via quando stamattina ho visto sereno… Pronti via in pochi minuti, ma ho avuto anche il tempo di scegliere accuratamente il mio look!

Abbandono infatti il mio cappellino di lana Nepalese con pennacchio annesso per sostituirlo con un cappello da esploratore già abbastanza ridicolo di suo, al quale non ho comunque mancato di aggiungere un  ulteriore elemento buffo: una bella penna cucita di lato!

E come se questo non bastasse a farmi entrare di diritto nell’albo degli escursionisti folcroristici del VCO ho optato per provare i miei nuovi scarponcini verde pisello… che spettacolo!

Comunque giungo a Camasca non proprio di buon ora ma il cielo promette bene. Dopo aver parcheggiato la macchinina seguo l’ampia grippabile in direzione Est fino alla Bocchetta di Foglia, le pendenze sono blande e fin qui la gita serpeggia in una bella faggeta.

Alla bocchetta di Foglia un sentiero si stacca sulla destra per cominciare finalmente a salire, non lo dico per fare il figo come se non facessi fatica anch’io nella salita, ma lo dico perché in fondo chi va in montagna lo fa per questo. Per salire. Per assecondare la propria naturale tendenza all’elevazione.

E allora elevazione sia, dapprima nella faggeta e poi giungendo in cresta seguo il sentiero sempre ben segnato che procede sulla dorsale tra ciuffi d’erba e qualche roccetta.

Niente paura comunque perché i passeggini sono tutti facili e si procede benissimo anche restando animali bipedi.

Alla mia sinistra l’alpe Curgiolo con qualche capretta, mentre dietro il Monte Congiura si mostra sempre più basso mentre salgo verso la vetta.

Bello lo spettacolo della natura che in primavera si risveglia, tutto diventa verde e vivo, i boschi pieni e rigonfi formano una bella coltre uniforme che copre tutta la valle.

 

 

Splendido tappeto verde

 

Purtroppo c’è nell’aria troppa umidità e il panorama non è dei migliori, una foschia impedisce all’occhio di spaziare lontano.

Dopo la breve e ripida salita eccomi alla croce del M.Croce, niente Rosa perché da quella parte è nuvolose e il lago d’Orta è velato, peccato! Tuttavia bellissima la vista sulla Valle Strona e sulla Valsesia, che con le loro montagne mi circondano.

 

 

La croce spesso spazzata dal vento del M.Croce

 

Dopo una breve sosta mi tocca di perdere quota, poco per fortuna, per scendere in direzione in direzione N/E verso il Colle di Campo, dove ammiro il bell’alpeggio di Campo.

Da qui risalgo verso la parte opposta sempre seguendo la traccia per attaccare con pendenza quasi da edera La Mazza. Per fortuna dopo un bello strappo il sentiero piega verso Est tagliando il versante e guadagnando quota più lentamente.

Qui magari chi soffre di vertigini o un escursionista alle primissime armi potrebbe avere qualche problemino; non manca infatti qualche passaggio un po’ esposto.

Quindi il consiglio che do a chi non ha la minima esperienza in montagna ma vuole comunque fare una bella passeggiata ammirando un bel panorama è quello di andare al M.Croce, scendere magari all’alpe Curgiolo e da lì a Camasca.

Il sentiero per La Mazza costeggia il versante piuttosto scosceso assecondando tutte le sue pieghe, ed è qui che assisto ad un bell’incontro di pugilato aereo: un falchetto contro una cornacchia.

Peccato che sono troppo lontano per le foto, ma come se le danno! Il falchetto dopo un iniziale momento di inferiorità dovuta alla minore passività sembra avere la meglio grazie alla sua agilità cosicché la cornacchia dopo aver cantato erroneamente vittoria deve battere in fuga…

Comunque tra una beccata e l’altra, volevo dire tra un passo e l’altro eccomi a La Mazza.

 

 

La cresta che conduce alla Massa del Turlo, staranno su le nuvole?

 

E intanto giusto per rompere le balle in cielo si rannuvola, e solo qui dove sono io! Il lago Maggiore splende così come tutta la valle del lago d’Orta, sperando di non dover tirare fuori l’impermeabile continuo seguendo la cresta ancora un poco innevata che porta dritta dritta alla seconda croce della gita: la Massa del Turlo.

La salita è piacevole e mai affaticante, la quota viene presa gradualmente e il panorama (basta non guardare su) è bello.

Un ultimo sforzo ed eccomi alla Massa del Turlo.

 

 

Il sentiero continua per le creste… ma le nuvole non sono d’accordo

 

Il sentiero continua verso il passo della Forcolaccia e quindi al M.Forcolaccia, ma il cielo minaccia acqua.

In cima trovo due simpatici escursionisti, Albino e Graziella, ai quali vanno i miei ringraziamenti per la bella chiacchierata con cui abbiamo accompagnato la pausa pranzo…

Il sole mi saluta ritirandosi dietro il sipario delle nuvole, e lascia il posto al freddo, quindi dopo aver lasciato uno scritto (patetico e sdolcinato come al solito) sul libro di vetta ed aver salutato Albino e Graziella mi avvio per la lunga cresta ripercorrendola nel senso inverso.

 

 

Piccolo laghetto, sullo sfondo il Massone e la Cima Scaravini

 

Giunto al Monte Croce opto per una deviazione all’alpe Curgiolo, quindi seguo la cresta che dal Croce scende verso Sud ed in breve sono all’alpeggio, con tante belle caprette che mi fissano con occhi non proprio amichevoli… e come un traverso a tratti impegnativo mi riporto sulla cresta che scende dal Croce alla bocchetta di Foglia, e quindi alla macchina.

 

 

Sasso tartaruga sul versante Sud del Croce

 

Escursionista solitario: Vittorio

 

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