Cima di Ventolaro (1619) e Massa del Turlo (1969m)

08/12/2008

Luogo di partenza: Solivo Volta

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 2204m complessivi di cui 1052m in salita (Solivo Volta 917m – Alpe Piane 1226m- Cima di Ventolaro 1619m – Massa del Turlo 1969m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 5 ½ h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Bella gita percorribile anche nel periodo invernale che si sviluppa su una notevole lunghezza (circa 16 Km) in un bosco di faggi e su creste erbose. Non presenta grandi difficoltà se fatta con le ciaspole. Come scialpinistica invece è piuttosto impegnativa a causa dei numerosi passaggi obbligati.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Da Omegna si seguono le indicazioni per il passo della Colma e Varallo Sesia. A Varallo Sesia si prosegue per Cervarolo e si continuando la strada di montagna si raggiunge Solivo.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". Turlo

 

Album fotografico:

 

L’escursione: Ci sono gite dalle quali ci aspettiamo grandi cose; le attendiamo con ansia pieni di aspettative e ce ne sono di altre dalle quali ci aspettiamo poco.

Sarà forse perché alla Massa del Turlo ci ero stato quest’estate in una giornata calda e afosa ma da questa gita non mi aspettavo granché. Tuttavia non è mai successo che dopo una giornata trascorsa in montagna io sia arrivato a casa con la sensazione di aver sprecato il mio tempo e così mi sono detto che in fondo il percorso sarebbe stato nuovo (ero salito dall’alpe Camasca) e la compagnia bella, ed eccomi pronto per partire con le mie ciaspole che non possono reggere il confronto degli sci dei miei amici.

Fin da subito invece mi convinco che sarà una gran gita e cominciamo a camminare su un manto nevoso che a queste quote è più unico che raro in un bel bosco di faggi. La neve sugli alberi dà un tocco di poesia notevole al paesaggio e i panorama che a tratti riusciamo a scorgere è bellissimo. La giornata è splendida e non c’è traccia di una nuvola, anche se il sole scalda un po’ più del dovuto.

Prima dell’alpe Piane scorgiamo in lontananza la Massa del Turlo e in quel momento mi convinco che oltre ad essere bella sarà una gita tosta.

 

 

Paesaggio incantato

 

Ieri sono andato a fare sci di fondo e le mie gambe ne hanno risentito un po’ ma la bella compagnia (http://salitomania.splinder.com/) di scialpinisti e il panoramone incantato mi fanno desistere dall’idea di enumerare tutti i santi del calendario e soprattutto dal ricordare a Fabrizio che la sera prima mi aveva proposto una gitarella “corta e senza troppa fatica”.

In breve raggiungiamo l’alpe Piane e lo scopriamo ancora dormiente sotto la spessa coltre nevosa. E’ uno spettacolo questo mondo fatato e bianco in cui tutti i monti di solito arcigni e maestosi sembrano soffici. Il bosco lascia il posto ad una bella cresta erbosa quest’oggi tutta innevata e il panorama diventa sublime.

Dall’alpe Piane con un bel traverso in cui le mie ciaspole si dimostrano infinitamente più scomode degli sci ci portiamo sulla linea di cresta, dove ci accoglie con un bel salutone sua maestà il Rosa, che domina lo scenario affiancato allo Stralhorn. Dopo una breve sosta (quelli di salitomania le fanno brevi e mangiano poco) si riparte alla volta della Cima di Ventolaro.

 

 

Non ha bisogno di presentazioni

 

Seguo la linea di cresta affondando e sprofondando nella neve surriscaldata dal sole ed eccomi sulla prima vetta della giornata.

La Massa del Turlo è ancora lontana e il tendine della gamba destra inizia a protestare per lo sci di fondo di ieri. Sono tentato di fermarmi qui, di accontentarmi di questa bella vetta sulla quale sedermi a guardare il Rosa e dalla quale ammirare gli impavidi di salitomania sciare e ciaspolare (sì perché oltre a me c’è anche Ornella che tiene alto il nome e la fama dei ciaspolatori) verso la vetta del Turlo.

 

 

La Massa del Turlo ancora lontana dalla cima di Ventolaro

 

Ci fermiamo un poco aspettando di ricompattare il gruppo e allora decido di provarci. Per provare quella sensazione di fatica che solo chi va in montagna sa apprezzare, guardando la vetta dritta negli occhi avvicinarsi e diventare sempre più grande.

E allora vado, seguendo la linea di cresta fino all’anticima, sono ormai ad un passo dalla vetta e quasi tocco la croce ed eccomi lì. Sono su.

Riconosco ovviamente le mie montagne, quelle di cui riconoscerei il profilo tra mille e mille: il Leone, il Cistella, il Giove, il Rosa, lo Stralhorn, il Capezzone e l’inconfondibile Finsteraarhorn.

Ecco che arrivano anche i primi scialpinisti del gruppo, Luca e Fabrizio seguiti da Francesca, Ornella e Marco.

 

 

Il gruppo in vetta: da dietro a sx: Luca, Marco, Francesca, davanti invece Vittorio, Fabrizio e Ornella

 

La superiorità della ciaspola è ormai dimostrata senza dubbio, quindi dopo una bella sosta e le foto di vetta ce ne stiamo lì a parlare senza fare troppo rumore, ammirando l’infinita serie di vette che si stagliano all’orizzonte.

Perché per l’amante della montagna non c’è vetta dalla quale non se ne sogni un’altra, come una catena che non avrà mai fine.

E come fare dalla Massa del Turlo, in una giornata con un cielo come questo, a non sognare il Rosa; bello e potente, alto e maestoso ma elegante.

Ti rapisce lo sguardo sottraendolo alla pur bella veduta della pianura con i suoi laghi, al panorama che spazia su tutta la valle. Non c’è niente da fare, l’occhio va sempre lì.

E allora sognando il Rosa io e Ornella scendiamo sci-aspolando nella neve fresca e pesante, osservando gli sciatori che con grazia ed eleganza si destreggiano sui pendii bianchi ed immacolati.

Una gran gita in una gran giornata, vissuta con una bella ed allegra compagnia.

 

Escursionisti: Vittorio, Fabrizio, Marco, Ornella, Luca e Francesca

 

P.S. Sia ben chiaro che io e Ornella abbiamo volutamente lasciato andare avanti gli sciatori nella discesa perché è ben risaputo che le ciaspole sono nettamente superiori anche nella discesa…

 

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