Maratona della Valle Intrasca

05/06/2011

 

La gara: La mia primavera podistica é stata lunga e costellata di problemi. In fondo, ad attendermi il 5 Giugno, al varco, c’era l’appuntamento con la Valle Intrasca ma un problema al ginocchio prima e l’influenza dell’ultimo minuto hanno minato seriamente la possibilità di prendervi parte.

La decisione definitiva é arrivata solo venerdì quando con l’amico e socio di gara Enzo abbiamo deciso che l’importante sarebbe stato partecipare e tentare.

Ci ritroviamo in piazza Ranzoni poco dopo le 7.00 e mentre mi cambio per indossare gli abiti da runner gli interrogativi sono molteplici: reggerà il ginocchio? Reggerà il pancino duramente provato dall’influenza appena finita? E di nuovo, terranno le gambe?

Uno sguardo al cielo e l’ultimo interrogativo sorge spontaneo: terrà il tempo?

La partenza é stata asciutta, con le nuvole nere pronte a riversare acqua su Verbania ed effettivamente giusto il tempo per arrivare lungo l’argine del San Bernardino che comincia a diluviare, ma proprio a catinelle!

Un temporale di tale intensità dura normalmente qualche minuto mentre stavolta, mentre raggiungiamo Cambiasca e cominciamo a salire verso Miazzina nel bel bosco letteralmente inondato, non accenna a diminuire.

Qualche passaggio sulle strade, giusto attraversarle, ed ecco che ci ritroviamo all’alpe Pala sempre tagliando su sentieri bellissimi e ben segnalati dai volontari che se ne stanno lì a prendersi secchiate d’acqua che cadono ininterrottamente da un cielo proprio mal disposto.

 

 

All’alpe Pala sotto il diluvio

 

Quindi con il socio Enzo superiamo il lariceto e ci ritroviamo alla Cappella Fina, punto di partenza di numerosissime gite. Per fortuna l’acqua diminuisce ma i sentieri sono conciati male! A tratti finiamo nel fango e nell’acqua fino alle caviglie ma é bello così e qualche schiarita in basso ci lascia ammirare persino il lago.

Che bello correre quassu e soprattutto condividere con il proprio compagno. Davvero una piacevole sensazione ci invade mentre corriamo sulla ripida mulattiera verso Piancavallone. Pietraia in salita e come fulmini (si fa per dire) raggiungiamo il vecchio albergo.

C’é da dire che i ristori sono numerosissimi lungo tutto il tracciato e I volontari gentilissimi. Tante facce note ci salutano al nostro passaggio e allora via! Giu verso l’alpe Piazza su un sentiero che richiede le pinne e la maschera da sub.

 

 

All’alpe Sunfai…

 

Enzo non é un gran discesista e allora si mette davanti a fare il suo ritmo e malgrado il tracciato sia una lastra viscida e scivolosa se la cava bene e così, dopo l’alpe Piazza, scendiamo l’inifinità di gradini fino a Intragna e la mulattiera, naturalmente scivolosa, fino a sbucare a ponte Nivia.

Qualche centinaia di metri percorsi a tutta birra sull’asfalto e poi ecco che arriva la temuta risalita verso Caprezzo.

Al 23º Km risalire di 200  m di dislivello é una vera batosta nelle gambe, almeno per me e il passo non é proprio baldanzoso.

A Caprezzo sbagliamo strada e allunghiamo di 3 minuti circa la faccenda, poco male, pensiamo, e via verso Ramello su sentieri e sterrati scorrevoli anche se annacquati a dovere.

E’ ora la volta di Cambiasca prima di arrivare sul piatto, dove so che il socio maratoneta Enzo mi tirerà il collo e infatti il momento arriva.

Dico alle gambe di allungarsi, di spingere ma non c’é verso di tenere Enzo che allunga e fa il passo. Mi sprona e insieme contiamo gli ultimi chilometri passando Trobaso, Renco e infine arriviamo a Intra, per percorrere le ultime curve nei vicoli del centro e salire su quel benedetto tappeto rosso che in piazza Ranzoni saluta gli atleti alla fine del loro giro!

L’emozione é grandiosa. Ultimi metri percorsi mano nella mano, gente che ci applaude e infine stretta di mano salda, sportiva, seguita da un abbraccio: attimo di sentimentalismo tra due alpinisti affiatati, runner che quest’oggi hanno condiviso acqua, freddo e fatica per quasi quattro ore.

 

 

 

All’arrivo: Vittorio e Enzo

 

E’ una gara bellissima, organizzata magistralmente e servita molto, molto bene. Per questo ma anche per la bellezza intrinseca del luogo e del tracciato, va corsa almeno una volta nella vita o anche una volta all’anno!

Trovo che sia l’incarnazione dello spirito podistico che si fonde con quello cameratesco e solidale dell’alpinismo e dell’escursionismo in generale.

 

Ringrazio prima di tutto Enzo, per avermi sopportato in salita, in discesa ed avermi tirato sul piano e ringrazio tutte le persone, e sono davvero tante, che ogni anno rendono possibile questa bella manifestazione sportiva: volontari, organizzatori, segnavia, grazie a tutti.

Infine ringrazio il pubblico, anch’esso sotto l’acqua ad incitare gli atleti con parole di conforto e apprezzamento tanto che più che una gara sembra una festa.

 

Forse come ha detto un atleta: quest’oggi con il meteo disposto così male hanno vinto tutti quelli che hanno corso e tutti quelli che hanno partecipato.

 

       

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