Punta Marani (3108m) e Punta Gerla (3087)

 

06/04/2014

Luogo di partenza: Alpe Devero

 

Difficoltà complessiva: BSA

 

Tempo di percorrenza: 4 – 4 ½  h per la salita

 

Dislivelli: 1514m di salita, Alpe Devero 1631m – Piani della Rossa 2051m – Colle Marani 3050m – Punta Marani 3108m – Punta Gerla 3087m

 

Raccomandazioni: Gita da effettuare con pericolo valanghe basso e neve assestata, tipicamente primaverile. Attraversa e sale pendii ripidi. Per la salita alla Punta Marani occorrono quasi sempre piccozza e ramponi, mentre la Gerla se in condizioni si sale sci ai piedi.

Sempre in base alle condizioni possono essere utili e a volte indispensabili i rampant per la parte del canale della Rossa e gli ultimi metri prima del colle, assai ripidi.

 

Traccia GPS: Clicca con tasto destro e salva con nome: Marani-Gerla

 

Album fotografico:

 

 

 

L’escursione:

Quando il gioco si fa duro... i duri cominciano a giocare? Nel mio caso un bastoncino si rompe! Proprio dove comincia il ripidino dopo i Piani della Rossa un bastoncino decide di rompersi e proprio quando mi sto rassegnando e decidendomi a tornare indietro con la coda tra le gambe e un pezzo di bastoncino in mano, ecco che sbuca mastro Enzo che in qualche modo riesce a reincastrarmelo. La cosa pare funzionare... che fare? Rischiare? Testo la tenuta e decido di continuare; la pratica Punta Marani si rivelerà una gita bellissima, che riassume le caratteristiche che rendono lo scialpinismo una attività meravigliosa e di grande soddisfazione: distanza, pendii ripidi, ambiente di respiro, panorama, dislivelli e ciliegina sulla torta parte alpinistica finale!

 

Arriviamo a Devero, è mattina neanche tanto presto quando cominciamo ad armeggiare con l'attrezzatura calziamo gli sci. Al posto dell'aria gelida troviamo un insolito teporino che ci costringe quasi subito a spogliarci del superfluo, malgrado ci sia un po' di vento e sulla cime si vedano sbuffi di nuvole che non lasciano presagire nulla di buono.

La prima difficoltà che ci aspetta è il canale che sale ai piedi della Rossa ma che, viste le temperature alte, si presenterà già smollato e non necessiterà dei rampant. Bene, penso, primo segnale positivo.

Oggi sembra esserci tutto il popolo dello ski-alp qui a Devero, infatti due nutriti gruppi CAI salgono davanti a noi nel canale della Rossa, al cospetto della enigmatica ed omonima punta.

Ai Piani un gruppo gira verso la Valdeserta, l'altro, come noi, alla Marani.

Da qui in poi, il vento fastidioso, si attenua gradualmente, fino a scomparire così come era arrivato.

 

 

Il meraviglioso ambiente oltre i Piani della Rossa

 

Restano pure nuvole minacciose sulla Rossa e sulla Marani, che continuano a fumare come caminetti. Al cospetto del Cervandone prendiamo lentamente quota per aggirare la Rossa salendo un pendio parecchio ripido e svalangato, che però essendo smollato non ci crea grosse difficoltà.

A fare da battistrada al gruppo, oggi numeroso, siamo io ed Enzo; lui in forma come sempre, io meglio di quanto mi aspettassi.

All'uscita del pendio ci tocca salire un altro muretto prima di sbucare al cospetto dell'ultima parte della gita. Ora appaiono in tutta bellezza la Marani, la Gerla e la Rossa che si abbassa gradualmente alle nostre spalle, offuscata dai nuvoloni che salgono dal Vallese.

Ora la Marani non fuma più, il vento è cessato. In fondo alla valle ci aspetta il tratto più impegnativo della gita, tutto per noi.

Sosta te e cioccolato, poche parole scambiate ma in fondo sono quelle che contano ed ecco che io ed Enzo continuiamo imperterriti, decisi a salire entrambe le cime e proprio per questo decisi ad essere sveltini per non far aspettare il resto della combriccola.

 

 

Enzo verso il Colle Marani

 

Le pendenze aumentano gradualmente e osserviamo qualcuno più in alto che comincia a tribolare sulle inversioni. Mi approccio con calma e rispetto a questi ultimi 300 m di dislivello che ci separano dal colle, da sempre si parla della Marani e da sempre il verdetto nei miei confronti è stato implacabile: troppo ripida ed impegnativa. Da sempre fino a quest'anno, in cui qualcosa si è finalmente sbloccato e ho preso la sicurezza tanto anelata da quando ho messo gli sci ai piedi le prime volte.

Per questo un timore reverenziale mi assale ma riesco a dominarlo, rispondendo con la calma e la concentrazione. Le inversioni, dapprima facili, divengono più impegnative e richiedono tutta la mia capacità balistica per essere completate in sicurezza.

Enzo mi tallona a pochi metri, vedo che anche lui comincia a tribolare e anche se non ci parliamo entrambi sappiamo che non siamo soli, fino a che, sopra di me, la traccia e il pendio divengono meno impegnativi, ci siamo!

Un sorriso ebete mi si stampa sul grugno quando mi affaccio al colle e saluto il Cervandone e i giganti del Vallese che sbucano dalla nuvolaglia.

Via gli sci, su i ramponi, fuori la picca e via!

Io ed Enzo ci apprestiamo a salire la parte alpinistica di questa bella gita, che si presenterà per nulla ostica ed in perfetta condizioni: niente ghiaccio e roccette pulite. In men che non si dica siamo sulla vetta, che sta cominciando ad affollarsi di bergamaschi partecipanti ad un corso di scialpinismo, per cui decidiamo di scendere al colle per non restare intralciati ed imbottigliati nel traffico di cresta.

 

 

Ultimi passi di cresta per Enzo

 

Tempismo perfetto perchè come arriviamo al colle ecco che arrivano gli amici, diretti alla punta Gerla, per cui ci uniamo a loro una volta ricalzati i fidi attrezzi e messa via la ferraglia.

La Punta Gerla è in perfette condizioni e superiamo i 40m di dislivello che la separano dal colle sci ai piedi.

Seconda vetta di giornata e foto di rito. Stavolta una bella sosta ristoratrice, prima di bloccare i talloni e chiudere gli scarponi.

Prime fasi della parte di gita che più temo: la discesa; ma il firnello a pelo lungo trasforma la parte più temuta in quella più divertente! Malgrado il pendio sia ripido, la neve giusta mi dà sicurezza ed in men che non si dica siamo alla base del canale, appena in tempo perché mi si rompa il bastoncino!

Dannata bacchetta che avevamo incastrato in salita alla meglio ora ha deciso che la sua vita finisce li e non ne vuol sapere di rientrare a Devero insieme alla sua gemella sana.

Marco, impietosito dalle mie imbarazzanti difficoltà discesistiche mi offre le sue e si accolla il moncone. Che sarebbe il mondo senza gli amici!

Rientro a Devero su neve divertente e ben sciabile fino ai Piani della Rossa, poi la stanchezza e le pesantezza del manto fanno si che mi accontento di perdere quota più che di sciare ma l'importante ora è arrivare al Fattorini, dove una birrozza fresca ci attende sotto il caldo sole primaverile che scalda ancor di più i nostri sorrisi di soddisfazione.

 

 

Gruppo a fine gita

 

Scialpinisti: Vittorio, Enzo, Eugenio, Marco, Alessandra, Franco, Marta, Davide e Monica.

 

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