Maderhorn (2944m)

 

21/12/2014

Luogo di partenza: Engiloch

 

Difficoltà complessiva: BS

 

Tempo di percorrenza: 3 h per la salita

 

Dislivelli: 1200m circa di salita (Rothwald 1745m – Maderhutte 2626m – Maderlicka 2887m Maderhorn 2944m)

 

Raccomandazioni: Gita classica dalle difficoltà non eccessive Il pendio finale è piuttosto ripido. La cresta, a seconda delle condizioni, può non essere percorribile sci ai piedi.

 

 

Album fotografico:

 

 

 

La gita: Condizioni di carestia nevosa un po' ovunque. Pochi i posti ricoperti di bianco, previsioni che danno vento da nord. Che fare?

L'eterna lotta tra la voglia di sciare e la seccatura di una inutile levataccia per trovare nevaccia e tempaccio per noi si conclude con la vittoria della voglia di sciare. Meta Rothwwald. Gita da definire.

Dopo un viaggio relativamente breve passiamo il Sempione accompagnati da un vento patagonico che non lascia presagire nulla di buono, per arrivare a Rothwald dove ci accoglie una nebbia padanica e un freddo pungente.

La scarsità di neve è a dir poco impressionante, appena sufficiente per partire tavole ai piedi risalendo le piste!

Ci mettiamo in marcia, passando sotto un cannone spara neve in azione... mai visto a Rothwald, che ci conferma la criticità della situazione, però le piste sembrano tenute bene. Usciamo a Wasenalp e decidiamo di abbandonare le piste per entrare nel bosco, imbiancato dalla brina. Sembrerebbe quasi inverno, e sbucati dalle nuvole ci ritroviamo catapultati in uno scenario da fiaba, tra maestosi larici sospesi nel mare di nebbia sottostante, con i grandi giganti del Vallese stagliati contro il cielo.

 

 

Rothwald

 

La traccia è ottima e si sale molto agevolmente, a parte il traffico di skialper che si sono dati appuntamento qui. Ce n'è di ogni tipo ed ambizione: dai turisti alle tutine, dai freerider ai puristi della salita, ciaspolatiori e tavolari. Il bello di Rothwald è anche questo: un paradiso di convivenza tra diversi modi di vivere la montagna.

Il chiacchiericcio ci porta al Maderlicka, alla fine dell'ancora, dove una sosta è più che doverosa per compattare le fila e decidere del prossimo futuro, ovvero che si fa?

Dopo un consulto decidiamo di provare a salire verso la Maderhutte, la neve non sembra malaccio e una vera processione di scialpinisti ci precede.

Quindi cominciamo a pestare crosta, entrando nel vallone della Bodmertalli, in ombra.

La sosta al Maderlicka mi ha raffreddato e ho bisogno di scaldarmi, per cui decido di prendere il largo impostando un passo un po' più svelto, in altre parole, per dirla come i miei amici, a fare la tutina... e come spesso accade, qualcuno mi viene dietro.

 

 

Il canale di salita

 

Il gruppo si sgrana e le pendenze si fanno interessanti. La neve cambia e da crostaccia diviene sempre meglio, come ci conferma uno sciatore che disegna curvette nel canale.

La giornata insomma si raddrizza decisamente e poco prima del bivio per la Maderhutte prendiamo la decisione di salire in vetta, visto che ormai non manca molto.

Sempre solitario, si far per dire visto il traffico di oggi, salgo di buona lena verso il passo, con le inversioni che diventano sempre più delicate e il pendio ripido, ma la buona traccia ripassata da decine e decine di skialper fa si che di problemi non ve ne sia neppure l'ombra.

Sbuco al colle, dove saranno fermi almeno in trenta tra snowborder, ciaspolatori e scialpinisti.

Uno sguardo giù per vedere a che punto sono gli amici, quindi decido di parcheggiare i fidi attrezzi per percorrere a piedi la cresta fino in cima.

 

 

La cresta verso la cima

 

Qui solo qualcuno, non certo la folla che c'è al colle; pochi si spingono a piedi verso il passo di Terrarossa, per scendere l'altro canale in ombra che promette molto bene, quindi rientro sui miei passi, con attenzione in quanto la cresta è strettina e il traffico salita-discesa rende un po' problematici gli incroci...

Al colle sosta mangereccia, strette di mano, foto di rito. Per fortuna non c'è vento e un bel sole e a fare da sfondo una cornice di cime di tutto rispetto!

Spellaggio e cambio assetto, ovviamente con raffiche di vento che aspettava che togliessi le pelli e via!

Per le mie scarse capacità discesistiche fare le prime curve è sempre una sfida che mi crea un po' di apprensione; se aggiungiamo che in questo caso dovrò girare le spatole su pendenze ragguardevoli e su neve di dubbia qualità ecco che il pacchetto di ansia aumenta.

Mi sistemo sulla cresta e mi giro dalla parte verso la quale so che le curve mi vengono meno peggio. Com'era? Piega, punta, stendi. Espiro e butto giù le punte. La neve è bella. Dopo le prime curve ecco che l'ansia scompare e le pendenze si addolciscono. Il fondo duro lascia il posto alla powder. Polvere da non credere, polvere che non tispieghi da dove arrivi e nonostante le numerose arature c'è ancora posto, e allora giù! Curva dopo curva la confidenza aumenta e anche il divertimento.

Il primo canale è ormai alle spalle ma ne arriva un altro, ugualmente polveroso e godereccio fino al piano.

Crosticina fino al Maderlicka ma tutto sommato, viste le pendenze scarsamente sciabili, non ci da fastidio, e poi via giù in pista, fino alla macchina.

 

Una gita non banalissima, una giornata inattesa e una neve sorprendente. Che dire? Rothwald si conferma la fabbrica della polvere!

 

Skialper: Vittorio, Luca, Francesca, Davide e Monica

 

Ski alp