Monte Lema (1620m)

26/12/2009

Luogo di partenza: alpe Pradecolo

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 872 m complessivi di cui 436m in salita (alpe Pradecolo 1184m – Pian di Runo 1332 m – Monte Lema 1620 m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 2 ½ h totali senza considerare le soste.

 

Raccomandazioni: Gita molto panoramica senza difficoltà se non il pendio terminale, molto pendente e da non percorrere dopo abbondanti nevicate.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Luino salire in direzione Dumenza e quindi verso il paesino Due Cossani. Vi sono indicazioni per il monastero Benedettino. Appena superato Due Cossani svoltare a destra seguendo Alpe Pradecolo e quindi inerpicarsi sulla stretta e ripida strada. Nel periodo invernale potrebbe non essere pulita fino all’alpeggio. In tal caso la gita comincia dal monastero benedettino.

 

Album fotografico:

 

 

 

L’escursione: Classica gita natalizia per digerire cene, pranzi e panettoni. Scegliamo il Lema perché è una gita breve che malgrado la vicinanza a casa e il rinomato panorama che si ammira dalla sua vetta non abbiamo mai percorso e così ci mettiamo in macchina con il dubbio che la strada non sia pulita fino in fondo.

Inaspettatamente tornante dopo tornante riusciamo a salire agevolmente fino al rifugio Campigli, in località alpe Pradecolo.

Cominciamo la nostra gita indossando le ciaspole e iniziando a salire nella faggeta.

 

 

Filtra il Sole tra le betulle

In breve raggiungiamo il pian di Runo, dove il panorama si apre sul lago Maggiore in modo spettacolare, con una curva raggiungiamo il crinale e osserviamo la nostra meta, bianca di neve. La faggeta diventa una bel bosco di betulle e fuori da questa costeggiamo la pineta che verdeggia sul versante nord del Lema.

Adesso le pendenze diventano impegnative e il panorama emozionante. Mi concentro e annuso l’aria mentre le mie ciaspole si alzano ad ogni passo e l’occhio tenta di abbracciare con affetto tutto l’arco alpino.

Ci sono tutti, non manca nessuno. Dal Rosa agli 4000 delle Pennine e il miraggio del Leone signore delle Lepontine e poi il lontananza le vette dell’Oberland Bernese: i giganti, leggeri e graziosi con nomi dolci e affascinanti come la Jungfrau o l’Aletschhorn. Un dente, appuntito e tagliente buca il cielo e sfida gli dei. Mi viene paura a pensare di esserci stato là sopra, eppure sto bene anche qui salendo il modesto pendio di una vetta anonima e frequentatissima come il Lema.

La parte terminale è magica; il pendio spiana e appare la croce, gigantesca, di vetta. Gli impianti di risalita non si vedono e ci dimentichiamo dei turisti da in estate affollano la vetta salendo comodamente da Miglieglia.

 

 

Giada verso la vetta

 

Percorriamo gli ultimi metri sulla neve gelata e lavorata dal vento.

In vetta troviamo un gruppo di scialpinisti dotati di spumante e panettone. Auguri!

 

 

Foto di vetta

 

Una pausa mangereccia e un abbraccio alle Alpi che oggi sfolgorano di luce propria. Scendiamo, guardando con malinconia ed affetto tutte le vette all’orizzonte, chiedendoci su quali riusciremo a posare il piede prima o poi. Forse chissà, ci ricorderemo anche del Lema e quando saremo lassù lo cercheremo invano con il binocolo.

 

Escursionisti: Vittorio & Giada

 

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