Lago Bianco (2157m) e le Caldaie (2440m)

16/08/2008

Luogo di partenza: Ponte Campo (San Domenico)

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 2244m complessivi di cui 1122m in salita. (Ponte Campo 1318m –  piana di Veglia 1761 m – lago Bianco 2157m – Caldaie 2440m - Pian Sass Mor 2081m - Pian dei Scricc 1933m - piana di Veglia 1761m - Ponte Campo 1318m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 7 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Escursione adatta a tutti anche se un po’lunga e non sempre ben segnalata. E’ richiesto l’uso di scarponi da montagna e abbigliamento adeguato. Se possibile, è bene effettuare l'escursione a metà agosto per godere appieno della fioritura degli eriofori, che in quel periodo dell'anno addolciscono il severo antro roccioso delle caldaie.

 

Raggiungere il luogo di partenza: da Verbania si prende la superstrada SS33 e si  segue in direzione del Sempione, uscire a Varzo e seguire le indicazioni per San Domenico. Arrivati a San Domenico si prosegue verso Ponte Campo dove si lascia la macchina in un parcheggio a pagamento.

 

Album fotografico:

 

L’escursione: Neanche arriviamo a Ponte Campo che ecco lì Carlo e Chicca! (www.nelcuoredellealpi.com) Ovviamente andiamo a salutarli e così scopriamo che loro quest’oggi si fermano a Veglia, per un giretto tranquillo…

Noi invece dopo esserci preparati imbocchiamo il sentiero piuttosto ripido che taglia i primi tornanti della grippabile che da Ponte Campo conduce all’alpe Veglia, l’alpe per eccellenza, per dirigerci alle Caldaie; luogo remoto e poco frequentato del parco.

Quest’oggi la giornata è bellissima e l’aria rarefatta ci fa vedere un orizzonte perfettamente limpido. Malgrado sia il 16 Agosto scopriamo che la perturbazione di ieri ha messo giù neve sulla vette come il Cistella, il Diei…

Saliamo la carrabile fino alla cappella di Groppallo e da qui in poi in falsopiano fino a Veglia.

Veglia è uno di quei posti che porto sempre con me! Sempre nel mio cuore, e che tutti gli anni sento quel bisogno impellente di vedere. Sul pontino che attraversa il torrente Ciamciavero ritrovo uno degli scorci a me più cari: il torrente che scorre frizzante sotto di me, davanti a me fino a che i miei occhi alzandosi incontrano la sagoma inconfondibile del Leone. Quante volte sono rimasto incantato dinanzi a questo spettacolo! Non le conto più… eppure tutte le volte è un stupore che sa di nuovo, di stupore vero.

La neve ha attecchito non solo sui maestosi 3000 come Leone, Terrarossa, Rebbio e Mottiscia, bensì anche sui monti verso il passo di Boccareccio, a quote più modeste che forse oggi raggiungeremo.

 

 

La splendida piana di Veglia dominata dal Leone e dal Terrarossa imbiancati per l’occasione

 

Alla piana di Veglia ci dirigiamo verso il rifugio del CAI di Arona e seguiamo le indicazioni per il Lago Bianco. Il sentiero adesso inizia a fare sul serio e con un primo strappo ci porta all’interno di un bellissimo lariceto. Seguiamo sempre le indicazioni per il Lago Bianco e ci innalziamo al di sopra del Pian dei Scricc mentre il paesaggio comincia a cambiare. Usciamo infatti dal bosco per camminare su terreno brullo mentre le pendenze diventano importanti e dopo qualche tornante eccoci sul pianoro del lago.

Il lago Bianco è uno dei più bei laghetti della zona e divederlo è sempre bello! Quest’oggi poi il Pizzo Moro si è vestito da sposa e si riflette nell’acqua del lago creando un colpo d’occhio stupendo. Anche le numerose guglie dolomitiche che cingono il lago Bianco a Nord non sono da meno.

 

 

Il lago Bianco; alle spalle Pizzo Moro, passo Valtendra e punta Valtendra

 

Dopo una breve sosta nella quale io e Giada approfittiamo per gozzovigliare un po’ Marco si concede qualche sorso di un intruglio strano (che però non è niente male) riprendiamo il cammino verso Le Caldaie.

Adesso saliamo su pendenze ripide verso Est, innalzandoci al Pian d’Erbioi dal quale si gode di una vista spettacolare sul lago Bianco che sempre sospeso sul fondo della valle come una bellissima donna sorretta da una mano delicata che l’ha innalzata lassù per permetterle di godere del panorama.

Dal Pian d’Erbioi il sentiero si divide: a destra per il passo di Boccareccio e a sinistra per le Caldaie. In realtà il percorso per Le Caldaie non è un sentiero vero e proprio: è una traccia fatta qua e là da ometti di pietra che attraversa la sassaia puntando verso il Pizzo Moro.

Saliamo saliamo e la neve si fa sempre più vicina finché eccola! Adesso è sotto i nostri piedi! Non capita tutti i 16 Agosto di calpestare la neve! Con la neve la cosa si complica un  po’ perché le esili tracce di sentiero spariscono sotto la sottile coltre bianca ma se come noi siete già stati alle Caldaie nessun problema.  Puntiamo verso la punta di Boccareccio e dopo qualche saliscendi eccoci!

Le Caldaie con la neve! E quanta acqua! Addirittura sullo specchio d’acqua principale galleggia un sottilissimo iceberg destinato a scomparire in qualche ora!

 

 

Le Caldaie: Marco, Giada e Vittorio

 

Peccato dirlo ma quest’anno le Caldaie hanno perso parte del loro fascino paludoso. Troppa acqua non lascia emergere gli eriofori che di solito coprono letteralmente la superficie delle Caldaie. I pochi eriofori superstiti sono parzialmente nascosti nella neve e così… le Caldaie sono diverse. Tanto diverse da come ce le ricordavamo… ma l’acqua a torrenti e la neve inattesa hanno dato a questo posto un aspetto nuovo, diverso e forse meno tetro.

Sembra che tutto si sia messo a festa! Una festa inattesa che ti coglie a sorpresa.

 

 

Le Caldaie

 

Dopo una bella pausa ci rimettiamo in marcia e optiamo (indovinate da chi arriva l’idea?) per una deviazione… Giunti appena prima del Pian d’Erbioi tagliamo per prati liberamente verso il Pian Sass Mor e da qui portandoci sotto il passo Valtendra intercettiamo il sentiero della traversata Veglia – Devero e scendiamon quindi al Pian dei Scricc e quindi da qui a Veglia.

 

 

Giada al Pian dei Scricc fa rientro a Veglia osservata dai giganti

 

A Veglia diamo un occhio alla cascata e giù verso la macchina.

Escursionisti: Vittorio, Giada e Marco

 

                                                                                              indice Val Divedra