Lago Castel e lago Toggia con le ciaspole (2222m)

02/12/2007

 

Luogo di partenza: Riale (1728m s.l.m.)

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 1004 m di cui 502 in salita (Riale 1728m – Rifugio Maria Luisa 2157m – Lago Castel 2222m – Lago Toggia 2191 m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 4 h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: E’ una escursione adatta a tutti, di facile percorrenza. Per effettuare l’ascesa sulla neve è bene essere muniti di scarponi impermeabili, ghette, ciaspole e bacchette. Il giro effettuato richiede un minimo di conoscenza della zona in quanto possono non esservi tracce dal Rifugio Maria Luisa in poi. E’ consigliato abbigliamento sportivo invernale se si effettua l’escursione sulla neve.

 

Raggiungere il luogo di partenza: dalla superstrada SS33 in direzione Domodossola, si esce a Crodo e si seguono le indicazioni per la valle Formazza. Giunti alla cascata del Toce si prosegue fino a giungere a Riale, dove si lascia l’auto.

 

L’escursione: Da Riale, delizioso paesino che in inverno diventa uno dei maggiori centri per lo sci di fondo, parte una carrabile la cui traccia è evidente anche nel periodo invernale, che attraverso lunghi e comodi tornanti sale verso il rifugio Maria Luisa.

L’ascesa è a tratti abbastanza faticosa a causa della neve fresca che ci fa affondare anche fino al polpaccio. Come tanti altri escursionisti, decidiamo di tagliare i tornanti della carrabile per i pendii seguendo le tracce di ciaspole e sci da alpinismo piuttosto che seguire la lunghissima gippabile.
La giornata è veramente spettacolare e tantissima gente ha avuto la nostra stessa idea…
Man mano che saliamo ci guardiamo attorno attratti da tutto quel candore. Alla nostra sinistra inizia a spuntare la diga di Morasco con l’omonimo lago non ancora ghiacciato. I corni di Nefelgiu svettano, bianchi e candidi come lance puntate verso il cielo.

 


 

Il lago di Morasco

 

Dopo un’ora abbondante di cammino arriviamo al bivio per il lago Castel nei preswsi del rifugio Maria Luisa. Anche qui il sentiero è già stato battuto e ciò facilita la salita. Seguendo le tracce di ciaspole e sci in poco tempo arriviamo all’alpe Castel e riusciamo a scorgere il lago.

È sempre una bellissima emozione rivederlo…se ne può intuire la presenza dalla grande conca perché in realtà riposa silenzioso sotto una coperta di ghiaccio e neve ai piedi della punta Castel, oggi bella come non mai.

 


 

Il lago Castel addormentato nel ghiaccio

 

Dopo una breve pausa (ovvero una bella merendina sostanziosa!) ci incamminiamo verso i laghetti del Boden. Ci sono due percorsi che si possono fare per raggiungerli.

Dando le spalle al lago Castel osserviamo sulla destra un altipiano poco sopra di noi, tenendosi alla destra della grossa cascina prende il via un sentiero che passa tra pietraie e che costeggia, anche se circa 100 metri più in alto, il lago Toggia. In questa stagione la pietraia si nasconde sotto la coltre nevosa.

Decidiamo però di fare il secondo percorso poiché la poca e instabile neve presente potrebbe non reggere il nostro peso fra una pietra e l’altra. Tale percorso si addentra nella vallata presente fra la grossa cascina e il lago Toggia (da qui non visibile). Tenendoci alla sinistra della cascina ci abbassiamo nella valletta attraversandola in tutta la sua lunghezza.

D’estate si presenta come una zona acquitrinosa in cui sono presenti dei piccoli specchi d’acqua, oggi è tutta bianca e non vi sono tracce di passaggio se non quelle degli animali, che in questa stagione si riprendono le loro montagne.

Camminando parallelamente al lago Toggia, saliamo alla nostra sinistra per vederlo e costeggiarlo fino a circa metà della sua lunghezza.

Il lago Toggia, meta molto frequentata e troppo chiassosa nel periodo estivo, immerso in tutto quel bianco e completamente ghiacciato è molto incantevole…
 

Giunti a metà tra la diga e la fine del lago, ci inerpichiamo alla nostra destra in direzione di una evidente bocchetta, oltre la quale ci sono i laghetti del Boden.

In questo tipo di percorso è necessario sapersi orientare sull’esatta posizione dei laghi così da salire il pendio nel punto giusto.
Non essendo già stata battuta la via, attraversare la vallata risulta essere abbastanza faticoso e risalire fino ala bocchetta risulta faticoso.

 


 

Vittorio, dietro di lui il lago Toggia

 

 

Neve e poi ancora neve, solcata dalla nostra esile traccia

 

Arrivati quasi ai laghetti, molto a malincuore, decidiamo di tornare indietro…purtroppo si è fatto tardi e ci rammarichiamo di non esserci svegliati prima la mattina!!! Infatti anche se è solo la una di pomeriggio decidiamo di non rischiare la discesa al buio.
Ci sediamo su un sasso a goderci lo splendido panorama immersi nel silenzio più assoluto. Sarebbe fantastico vivere anche solo per un momento quel silenzio dentro di me mettendo a tacere tutti i mille pensieri che mi frullano sempre in testa!

 

 

Giada abbraccia la neve.

Dopo un breve abbraccio alla neve , per tornare indietro decidiamo di cercare una via più breve che ci faccia saltare la tappa Castel. Costeggiamo così la riva lago Toggia fino ad arrivare vicini alla diga. Da qui una traccia da sci conduce direttamente alla diga, è un po’ pericolosa e decidiamo di salire alla sinistra della diga in direzione di una piccola bocchetta, per poi scendere un ripido pendio che ci riporta direttamente al bivio tra il lago Castel e il rifugio Maria Luisa preso in precedenza per poi procedere verso la gippabile.

Seguendo la carrabile, che tagliamo divertendoci nella neve fresca che ci fa affondare fino alle ginocchia, torniamo a Riale.

 

Un ringraziamento a Vittorio e Giada

 

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