La Cima (1810m)

25/01/2009

Luogo di partenza: Malesco

 

Difficoltà escursione: E

 

Dislivello: 2036m complessivi di cui 1018m in salita (Malesco 712m – Cappella del Sasso Broglio 1140m - Alpe Cortino 1477m- La Cima 1810m)

 

Tempo di percorrenza dell’escursione: 5 ½ h totali senza considerare le soste

 

Raccomandazioni: Gita molto bella e panoramica percorribile anche nel periodo invernale. Fa parte di una di quelle gite supersicure quasi esenti da rischio valanga, ideali per ciaspolatori e scialpinisti. Come unica pecca presenta il tratto da Malesco alla cappella del Sasso Broglio, da percorrere a piedi sulla strada asfaltata che conduce a Fondi Ghebbi, chiusa al traffico nel periodo invernale.

 

Raggiungere il luogo di partenza: Da Gravellona si percorre la strada statale SS33 del Sempione per uscire a Masera e seguire le indicazioni per la Valle Vigezzo. Giunti a Malesco si segue per la Val Loana e giunti all’imbocco della strada, si lascia l’auto.

 

Traccia GPS: clicca con il tasto destro e "Salva destinazione con nome". La Cima

 

Album fotografico:

 

L’escursione: Approfittiamo di questa giornata di bel tempo per dirigerci pigramente, non siamo stati proprio mattinieri quest’oggi, all’assalto della Cima in Val Vigezzo.

Per l’occasione siamo un nutrito gruppo misto con gli amici di salitomania  (http://salitomania.splinder.com/) tra scialpinisti e io, Giada e Ornella che ci ostiniamo per incapacità nello sci a calzare le ciaspole.

La salita è dapprima piuttosto monotona e inutile, dato che ci tocca risalire per un’oretta la strada della val Loana fino al sasso Broglio, anche se non mancano scorci inaspettati e capolavori di ghiaccio. Il freddo infatti ha congelato l’acqua in bellissime stalattiti ai bordi della strada e gli spunti per liberare l’estro fotografico di certo non mancano.

 

 

Lance e spade

 

Alla cappella del sasso Broglio ci stacchiamo finalmente dalla carrabile per imboccare la strada che sale fino all’alpe Cortino, che tagliamo nel bosco evitando così di percorrerla per intero.

E qui, oggi purtroppo devo ammetterlo, si vede la superiorità dello sci: mentre loro galleggiano sui traversi nella neve fresca procedendo regolari e costanti noi ciaspolatori ci affanniamo non poco in una neve che fresca che ci scivola sotto le ciaspole e ci costringe a qualche acrobazia per stare in piedi. Ma i ciaspolatori, si sa, sono gente tosta e dura a morire, cosicché dopo aver superato la bellissima e per noi infida faggeta sbuchiamo all’alpe Cortino.

 

 

L’alpe Cortino

 

Lo scenario si apre sui monti che riconosciamo: Laurasca, Leone, Cistella, Rosa, Cervandone e potrei continuare per una mezz’ora buona… Il paesaggio incantato e candido ci dà forza, a noi che traiamo da questi scorci stupendi e immacolati l’energia per proseguire a testa bassa (si fa per dire visto che l’obbligo morale di fare foto mi costringe a guardarmi piacevolmente attorno) verso la vetta di turno che quest’oggi porta il nome della cima per antonomasia.

Superate le belle e curate baite dell’alpe Cortino, sepolte nella neve, ci rituffiamo nel bosco risalendone la dorsale e dopo un piccolo sforzo raggiungiamo l’ultimo ripido pratone che ci porta in vetta, dove non pago dell’altezza raggiunta, mi arrampico sulla croce di turno.

 

 

Giada: felice per la bella giornata

 

Il panorama è stupendo sul fondovalle e sui monti vicini, qualcuno di essi già conquistato, e su quelli lontani, maestosi, immensi ed irraggiungibili che vediamo in lontananza. Ne riconosciamo le sagome e timidamente abbozziamo qualche progetto di conquista a medio termine.

Io, assorto, guardo il Finsteraarhorn, e penso che dovrò forse arrendermi per ammettere che una vetta così rimarrà per sempre una chimera.

Dopo le numerose foto di rito e uno spuntino per me a base di pizza fredda (ma questi scialpinisti non mangiano mai?) ci rimettiamo in cammino chi con le ciaspole chi con gli sci e per una volta tanto noi ciaspolatori teniamo testa agli alpinisti, favoriti da una neve fresca e morbida che ci permette di scendere corricchiando come bambini nella faggeta piuttosto fitta che invece crea qualche problemino ai nostri amici sci-muniti.

 

 

Gruppo in vetta: Luca, Francesca, Marco, Giada, Vittorio, Ornella e Fabrizio

 

Escursionisti: Luca, Francesca, Marco, Giada, Vittorio, Ornella e Fabrizio

 

                                                                              Val Vigezzo